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E allora le foibe?

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Sull'onda del revisionismo storico, ormai "in voga" da alcuni anni, il governo guidato da una ex missina non poteva che accentuare la deriva vittimistica delle vicende del "fronte Orientale". Omettendo i fatti storici, primo su tutti la guerra di aggressione dell'Italia fascista e monarchica contro le popolazioni Balcaniche, gli eredi del fucilatore di partigiani Almirante tentano in tutti i modi di far passare anche nelle scuole una narrazione completamente avulsa , appunto, dal contesto storico e dalle cause che provocarono altre tragedie post-seconda guerra mondiale. Si falsificano le cifre, si nascondono precedenti crimini, si "premiano" vittime anche se fascisti/e dichiarate si criminalizza il movimento di resistenza dei partigiani italiani e slavi. Si arriva addirittura a mettere in dubbio i documenti ufficiali degli alleati Anglo-Americani che per primi stesero un primo rapporto ( molto ridimensionato sui numeri) sulla vicenda delle foibe. E si minacciano storici, come Gobetti , che da anni ridanno una giusta lettura sui fatti e sui personaggi.

 

I prefetti impongono iniziative sulle foibe in tutte le scuole

Come ai tempi del fascismo,  i prefetti si rivolgono direttamente ai presidi. Dal Viminale solleciti agli istituti per le iniziative sul tema. Anpi: testo “fazioso e strumentale”. Per l’associazione a rischio l’autonomia scolastica

Le prefetture stanno sollecitando scuole e sindaci a promuovere iniziative per commemorare il massacro delle foibe. Come segnala La Repubblica, circolari sono state già inviate, chiedendo un riscontro immediato per permettere ai prefetti, operanti su indicazioni del Viminale e della Presidenza del Consiglio, di avere un quadro delle iniziative.

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sembra non essere stato coinvolto, almeno in questa fase.

Il “Giorno del ricordo”, fissato per il 10 febbraio dalla legge del 2004, è dedicato alla memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e del confine orientale. Nonostante la commemorazione sia tra quattro mesi, quest’anno si punta a una celebrazione capillare. In particolare, una circolare della prefettura di Potenza ha sottolineato l’importanza di promuovere iniziative educative “presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado” per conservare la memoria di quelle vicende.

Al centro della disputa, l’interpretazione storica e una possibile riformulazione educativa della nazione, promossa dalla destra al governo.

L’Anpi, l’associazione dei partigiani, ha esortato al ritiro delle circolari, definendole “faziose e strumentali”, accusandole di rappresentare una forzatura della verità storica e di violare l’autonomia scolastica. Gianfranco Pagliarulo, presidente dell’Anpi, critica duramente la narrazione unilaterale proposta, evidenziando l’importanza di una rappresentazione accurata e bilanciata degli eventi storici. Non si mettono in discussione le atrocità delle foibe, ma la narrazione come “pulizia etnica” post-armistizio su italiani inermi nei territori a est di Trieste. L’Anpi sottolinea che non solo gli italiani furono colpiti e che non si trattò di pulizia etnica.

Inoltre, l’Anpi rileva che la circolare ignora la complessa vicenda del confine orientale, tra cui l’aggressione italiana alla Jugoslavia del 1941 e la successiva repressione. Questo, secondo l’Anpi, rappresenta una deformazione della storia. Un’altra questione sollevata è la disparità di trattamento tra la Giornata della Memoria della Shoah il 27 gennaio e il Giorno del Ricordo. L’Anpi denuncia una “natura faziosa e strumentale dell’operazione didattica”, che mira a screditare la Resistenza. Infine, l’obbligo di segnalare le iniziative scolastiche alle prefetture viene visto come una violazione dell’autonomia scolastica e della libertà di insegnamento dei docenti, mettendo in evidenza una tensione tra la necessità di educare e quella di preservare l’integrità dell’insegnamento storico.

Fonte : Orizzonte Scuola

Sulla questione Radio Onda d’Urto ha realizzato una trasmissione con gli interventi di Mario Maviglia, presidente della Commissione scuola ANPI Dolores Abbiati e Gianna Fracassi, segretaria nazionale FLC CGIL. Ascolta o Scarica.

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