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Per la Palestina da Sassari a Bologna

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Sassari 17 novembre - Bologna 18 novembre
Spegnete il televisore. Non aprite i giornali. Boicottate la demenza di massa della propaganda italiana - sionista che celebra gli israeliani, sterminatori di bambini. Trovate altri strumenti per informarvi. Esistono.
E soprattutto state accanto alle nuove generazioni che seguono lo «straripare palestinese» e «lottano contro questa vita».
Ho avuto la fortuna di trascorrere il 17 novembre in un cerchio di vento e occhi che sanno guardare con il Fronte Gioventù Comunista di Sassari. E il 18 novembre con l’irruzione soleggiata di migliaia di giovani che hanno fatto delle strade di Bologna fiori di Palestina rivoluzionaria, durante la manifestazione organizzata da SI Cobas.
In pochi si rendono conto che per questi ragazzi è tutto chiarissimo.
Come ha detto Samed Ismail in piazza Maggiore, coloro che tentano di governarci «non avranno pace, finché ci faranno la guerra».
Ecco il mio intervento del 17 novembre alla mobilitazione di Sassari: «Avete mai sentito parlare della stress position?
È una forma di tortura senza contatto praticata anche nelle galere italiane.
Consiste nell’obbligare il detenuto a restare in piedi e poggiare le mani sul muro.
Sul momento non provoca dolore ma, quando i minuti in quella costrizione e umiliazione aumentano, sì. Procura sofferenza in tutto il corpo del seviziato.
Voi studenti delle università e delle scuole dello stato italiano siete nella stessa condizione. Costretti alla stress position per un tempo illimitato. Immobilizzati fino allo sfinimento nei “non luoghi” delle scuole, delle università del liberismo italiano ed europeo, vagheggiando giorni che saranno menzogne.
Le istituzioni vi trasmettono forme di sapere in un modo che non è più utile alla vita bensì al sopravvivere, quindi al sottovivere.
Sopravvivete in scuole, in università che praticano ciò che il sociologo Charlie Barnao chiama «addestramento torturativo».
La militarizzazione concettuale, economica e concreta delle scuole, delle università vi prepara attraverso l’alternanza scuola-lavoro, la punizione nell’ambito della condotta, attraverso «la pedagogia dell’umiliazione» - cara a quel cabotin. a quel guitto neofascista che si chiama Giuseppe Valditara - a essere dei miserabili pronti a svolgere mestieri miserabili. Schiavi nella pacificazione assassina, nell’assenza di conflitto.
Come potete sottrarvi alla stress position, alla tortura senza contatto?
Non tenendo più le mani sul muro ma usandole per sfondare ogni porta delle scuole, delle università. E prendervele, renderle luoghi creativi dove la coscienza critica - che asseriscono, mentendo senza dignità, di insegnarvi - diventi prassi, lotta, conflitto contro chi distrugge le vostre vite.
Non restando più fermi davanti a quel muro ma andando dove vi pare, reinventando i monumenti alla paralisi dove vi rinchiudono, trasformandoli in laboratori che renderanno quest’epoca di catastrofi un tempo inimmaginabile, differente.
Cominciate ad aprire questa stagione di decolonizzazione delle scuole, delle università e delle vostre esistenze dalla lotta per la liberazione totale della Palestina.
Mobilitatevi subito per pretendere la richiesta del cessate il fuoco in Palestina; l’interruzione della collaborazione con le università sioniste, parte integrante e attiva del sistema genocida, coloniale israeliano; e ovviamente la rescissione delle collaborazioni e degli accordi in atto con le istituzioni militari e con le aziende produttrici di armi, quali Leonardo S.P.A, e le loro estensioni di propaganda culturale, come la fondazione Med-Or.
Diciannove rettori degli atenei italiani fanno parte del comitato scientifico della fondazione Med-Or.
Non sono rettori, non sono nemmeno più definibili “baroni”, ma affaristi, lobbisti del traffico d’armi di Stato.
So che lo avete capito. Chi tormenta le vostre vite sta perdendo tutto. Il loro Occidente gli sta franando addosso.
So che lo avete capito. Non avete nulla da perdere e non vi farete trascinare nell’inferno che hanno allestito.
È adesso il momento. Saltate al di là di quella linea. Braccia, mani, gambe e occhi finalmente liberi».

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 24 Novembre 2023 18:45 )  

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