Dal libro Il Mediterraneo – Un mare di confine
Attraverso culture tra acqua e terra
A cura di Silvana Grippi
ITALIA
Silvana Grippi – Beatrice Canzedda
L’Italia è una repubblica parlamentare situata nell’Europa Meridionale, con una popolazione di 60,6 milioni di abitanti; la sua capitale è Roma. L’etimologia del nome Italia è incerta. Le possibili spiegazioni fornite da linguisti e studiosi sulla derivazione della parola sono numerose. Le più accreditate attribuiscono al nome un’origine greca. Alcune leggende fanno risalire la parola alla mitologia ed a Italo, re del popolo degli Enotri. Ipotesi più realistiche parlano di un’evoluzione del termine Ait(h)alìa, fumante, o da italòs, toro. Altre teorie invece conferiscono al termine origini etrusche, africane, sannitiche e semitiche. Dal punto di vista geografico, l’Italia è unita al tronco centro-occidentale del continente europeo dalla catena delle Alpi. Grazie alla sua posizione, costituisce un ponte di passaggio tra Europa e Africa. L’Italia separa, inoltre, il bacino occidentale del Mar Mediterraneo da quello centrale: cioè il Mar Tirreno dallo Ionio, prolungandosi verso occidente con la Calabria e la Sicilia, che insieme formano geologicamente un’estensione peninsulare. Tra quest’ultima e l’Africa (penisola Tunisina) intercorrono solo 140 km: tanti ne misura il canale di Sicilia (o canale di Tunisi). I confini politici attuali si estendono complessivamente per 1800 km e lo sviluppo costiero della penisola è notevole: 7.456 km; molto quella balcanica. Politicamente, il territorio è suddiviso in venti regioni (enti territoriali con poteri propri e regolati dalla Castituzione) di cui cinque a statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia). L’Italia per la sua posizione centrale e strategica, ricopre un ruolo di primo piano nelle dinamiche socio-politiche del bacino del Mediterraneo ed intraprende relazioni commerciali con tutti i paesi che lo compongono.
Arcipelaghi e Isole
Arcipelago Toscano
Fabio Nocentini
L’Arcipelago Toscano si trova tra la costa toscana e la Corsica: è formato da sette isole maggiori, da alcune minori e da vari scogli. Le isole maggiori sono: Elba, Giglio, Capraia, Montecristo, Pianosa, Gorgona, Giannutri; le isole minori sono: Palmaiola, Cerboli, Formiche di Grosseto.
Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, istituito nel 1996, ha il compito di proteggere la flora, la fauna e le peculiarità naturalistiche delle isole.
Isola d’Elba
È la terza isola d’Italia come superficie; il Monte Capanne raggiunge l’altitudine di 1019 metri. Un settore del litorale occidentale, chiamato Costa del Sole, è molto frequentato dai turisti per la bellezza delle spiagge; la Costa che Brilla, nel versante orientale, ha come caratteristica il luccichio dovuto a minuscoli frammenti di ferro (le miniere da cui si estraeva tale metallo sono dismesse). Importanti, dal punto di vista ambientale, alcune aree umide, tra cui San Giovanni, le Prade e Mola. L’Elba era abitata fin dal Paleolitico, come dimostrano i ritrovamenti di strumenti litici; ricchissima di giacimenti, fu colonizzata dagli Etruschi, i quali costruirono vari villaggi d’altura fortificati e alcune necropoli. Con il dominio di Roma, sull’isola furono edificate almeno tre ville marittime (Villa della Linguella, Villa delle Grotte, e Villa di Capo Castello) ed un centro abitato, l’attuale Portoferraio. Invasa da Ostrogoti e Longobardi, l’Elba fu poi saccheggiata dai pirati saraceni, finchè divenne dominio della Repubblica di Pisa. I corsari tunisini la devastarono nel 1442, ad essi si aggiunsero altri pirati come Barbarossa e Dragut. Napoleone Bonaparte fu esiliato all’Elba dagli inglesi nel 1814, per poi fuggire nel 1815. Recentemente l’isola è diventata famosa come meta turistica per sue molteplici attrattive. Un prodotto tipico è l’aleatico, vino dolce liquoroso conosciuto anche all’estero.
L’Isola d’Elba è servita da linee di navigazione che la collegano soprattutto con Piombino; dall’aereoporto di Marina di Campo partono voli per Pisa, Firenze, Milano e alcune località estere. Numerosi sono i musei e i luoghi d’interesse culturale, ad esempio: Museo Civico Archeologico di Portoferraio, Museo Mineralogico Alfeo Ricci di Capoliveri, Casa del Parco di Marciana.
Isola del Giglio
L’Isola del Giglio è stata abitata fin dall’Età del Ferro; probabilmente gli Etruschi vi costruirono una base militare e anche i Romani le riservarono una certa importanza: viene citata da Giulio Cesare nel De Bello Civili. Nei pressi della cittadina di Giglio Porto, leggermente al di sotto del livello del mare, si trovano i resti della villa romana dei Domizi Enobarbi. Nelle epoche successive fu governata da varie famiglie nobili dell’Italia centrale e dal 1264 dalla Repubblica di Pisa poi passò a Firenze. Subì numerose incursioni da parte dei pirati saraceni (fino al 1799); oggi è meta turistica molto apprezzata. Nel 2012 l’isola salì alla ribalta delle cronache per il naufragio della nave da crociera Costa Concordia, arenatasi sul basso fondale a nord di Giglio Porto; la nave venne rimossa solo nel luglio 2014, quando raggiunse Genova per essere demolita. La Chiesa di San Pietro a Giglio Castello, costruita nel XV secolo, è la chiesa principale dell’isola: vi è costituito il tesoro di Papa Innocenzo XIII e un magnifico crocifisso opera del Giambologna. La chiesa conserva anche le reliquie di San Mamiliano, protettore dell’isola e dell’Arcipelago Toscano.
Capraia
Chiamata Aigylion dagli antichi Greci e poi Capraia dai Romani, deve forse il suo nome alla presenza di capre selvatiche. I Romani ne fecero dapprima una base navale per combattere la pirateria; poi divenne un punto di riferimento per le rotte dell’Alto Tirreno. Dal 1873 al 1986 fu sede di una colonia penale. Oggi l’isola è turistica ma per una particolare attenzione per l’ambiente: la ricettività è programmata per il turismo di massa. Il porto di Capraia si trova in una insenatura sulla costa nord-orientale: anticamente qui si trovava una villa romana, i cui resti però furono ricoperti dopo gli scavi. Il centro abitato di Capraia Isola si trova a 52 metri di altitudine: si può salire al Forte di San Giorgio, eretto dai Genovesi nel 1540, come protezione contro i pirati.
Isola di Montecristo
L’isola era anticamente chiamata Oglasa; durante il Medioevo il nome divenne Monte Christi a causa del forte contesto monastico che la caratterizzò, soprattutto in relazione al Monastero di San Mamiliano.
La Riserva Naturale Statale Isola di Montecristo, di oltre 1000 ettari, fu istituita per tutelare l’ambiente e le sue caratteristiche nel 1971. È vietato: pernottare, pescare, la balneazione, la balneazione e la navigazione nelle vicinanze della costa; è possibile transitare entro 3 miglia ma non pescare. Per sbarcare sull’isola è necessario ottenere l’autorizzazione dal Corpo Forestale di Follonica; i luoghi di interesse culturale (tra cui il Monastero di San Mamiliano, la Villa Reale, l’Orto Botanico, e il Museo di Storia Naturale) possono essere visitati in piccoli gruppi e solo in certi periodi dell’anno. Due agenti del Corpo Forestale vivono stabilmente sull’isola, alternandosi ogni due settimane. Una parte del celebre romanzo Il Conte di Montecristo, dello scrittore francese Alexandre Dumas, è qui ambientata.
Pianosa
Il nome di Pianosa deriva dalla sua morfologia pianeggiante: Planasia, dall’aggettivo latino planus, “piatto”. L’isola è stata abitata sin dall’epoca preistorica; le più antiche tracce di presenza umana sono attribuibili al Paleolitico superiore. Nel 1856 venne istituita dal Granducato di Toscana la colonia penale agricola di Pianosa e furono inviati sull’isola i condannati destinati ad occuparsi dei lavori nei campi; nel 1968 la colonia penale fu trasformata in un penitenziario di massima sicurezza e la rimanente popolazione dell’isola venne evacuata. Le attività dell’istituto sono cessate definitivamente nel 2011 e attualmente le visite all’isola sono programmate.
Gorgona
L’isola di Gorgona conosciuta nell’antichità classica come Urgo, Gorgon e Orgòn, senza alcun riferimento alle Gorgoni della mitologia greca. Abitata già dal Neolitico, venne in seguito sporadicamente frequentata dagli Etruschi e dai Romani; a partire dal 416 fu sede di eremiti, e nel 591 l’abate Orosio fondò un monastero. Passata dal 1421 a Firenze, Gorgono restò soggetta a frequenti incursioni barbaresche, abbandonata nel 1425 restarono pochi certosini sopravvissuti ai saccheggi. Attualmente l’isola è sede di una colonia penale, realizzata inizialmente come succursale di Pianosa nel 1869, ma il suo centro civile è il paese degli antichi pescatori, oggi composto da 67 residenti, di cui solo 7 vivono stabilmente nell’antico borgo dei pescatori. Sull’isola, ancora incontaminata si trovano due fortificazioni: la Torre Vecchia, pisana, e la Torre Nuova, medicea. Interessante è la chiesa di San Gorgonio, fortificata. Più in alto è situata Villa Margherita, costruita sui resti romani, dove è stata allestita una colonia agricola.
Giannutri
Il nome dell’isola di Giannutri fa riferimento alla sua particolare forma a mezzaluna e di conseguenza alla falce lunare, attributo della dea Artemide o Diana: Artemisia e Dianium. Dal XVI secolo, nei documenti compare la forma Gianuti. Abitata occasionalmente durante l’Età del Bronzo, vide il suo massimo splendore in epoca romana, quando furono realizzati il porto e una villa lungo la costa occidentale dell’isola.
Terminati gli splendori di epoca romana, l’isola restò disabitata per molti secoli, essendo situata in mare aperto con un territorio quasi piatto che non permetteva rifugi naturali in caso di incursione. Spesso i pirati vi sbarcavano per trovare covi temporanei nelle grotte dell’isola, in vista di assalti verso le coste toscane. Nel 1861, quando l’isola faceva parte del Regno d’Italia, il Faro di Capel Rosso venne costruito lungo la costa meridionale, per segnalare ai natanti in transito l’isola nelle ore notturne. Giannutri può essere visitata liberamente, pur avendo una modesta capacità di accoglienza (vi si trovano un albergo e varie abitazioni private).
Palmaiola
Palmaiola è ricordata negli Annali del Caffaro (XIII sec.) come “insulam Palmarole”: il toponimo deriva dalla passata presenza della palma nana. Sulla sommità è presente una struttura abitabile con un faro della Marina Militare, attivato il 15 gennaio 1844 sul luogo di una torre edificata nel 909 dalla Repubblica di Pisa e poi ristrutturata nel 1534 dagli Appiano; il faro venne automatizzato nel 1989 con un impianto di pannelli solari. Al faro giunge l’unico sentiero dell’isola, che si origina dall’insenatura non attrezzata e presente nella parte nord, a ridosso del Frate, uno scoglio di circa 4000 mq. Nel lato sud est è presente un ulteriore piccolo scoglio di circa 200 mq. L’isolotto riveste una importanza naturalistica particolare, in quanto sito di nidificazione di uccelli marini, quali la berta maggiore ed il raro gabbiano corso.
Cerboli
Cerboli si trova ad est dell’estremità nord-orientale dell’Isola d’Elba e a sud di Piombino. Nel 1108 vi fu edificata una Torre dalla Repubblica di Pisa, riedificata dagli Appiano nel 1567. Durante il XIII secolo sull’isola venivano prelevati i falchi pellegrini annualmente devoluti all’Arcivescovado di Pisa. Il profilo dell’isolotto appare modificato a causa di una cava di calcare, aperta nel 1927, per approvvigionare lo stabilimento siderurgico Ilva di Piombino. Cerboli è stata di proprietà dello scrittore Carlo Cassola e, per il contesto ambientale in cui si trova, è oggi classificata tra i siti di Interesse Comunitario assieme alla vicina Palmaiola.
Formiche di Grosseto
Le Formiche di Grosseto sono tre isolotti posti davanti alla costa grossetana del Parco Naturale della Maremma, e si ergono bruscamente da un fondale profondo circa 100 metri. Fanno parte del Comune di Grosseto. Sulla “Formica” più grande si trova un faro. Molto apprezzati dagli amanti delle immersioni, questi isolotti sono un sito di importanza comunitaria e una zona di protezione speciale.
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