DEApress

Tuesday
May 05th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

MATTIA CORVINO A FIRENZE

E-mail Stampa PDF

Mattia Corvino e Firenze.

Arte e umanesimo alla corte del re di Ungheria

Biblioteca Monumentale, Museo di San Marco, Firenze

10 ottobre 2013 – 6 gennaio 2014

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il 10 ottobre 2013, nell’anno della cultura italiana in Ungheria e ungherese in Italia, si apre al Museo di San Marco una mostra incentrata sulla figura di Mattia Corvino, re d’Ungheria dal 1458 al 1490 e, sulla trama di rapporti che legarono quel re all’Umanesimo e a Firenze, alla sua cultura e alla sua arte. E’ inevitabile che ciò comporti uno sguardo parallelo su Lorenzo il Magnifico, che di quella cultura e di quell’arte fiorentina fu assertore e propagatore, oltre che mecenate e ella storia fiorentina di quegli anni fu protagonista. L’idea di realizzare a Firenze una simile esposizione è stata concepita dal Soprintendente Cristina, Acidini, dopo la visione delle mostre realizzate a Budapest nel 2008 per il 550simo anniversario dell’inizio del regno di Mattia Corvino in Ungheria, dal Museo Storico di Budapest e da altre istituzioni, che hanno aperto nuove e stimolanti prospettive di conoscenza sulle relazioni intercorse tra l’Ungheria e l’Italia già a partire dal Trecento e sulla diffusione dell’Umanesimo in terra ungherese.

La mostra si è concretizzata in un progetto espositivo, elaborato congiuntamente da studiosi ungheresi e fiorentini: Peter Farbaky, storico dell’arte e vicedirettore del Museo Storico di Budapest, Daniel Pocs, storico dell’arte dell’Istituto di Storia dell’Arte dell’Accademia delle Scienze, Eniko Spekner, storico e Andras Végh, archeologo – storico, entrambi del Museo Storico di Budapest, Magnolia Scudieri, direttore del Museo di San Marco e Lia Brunori.

La scelta di San Marco come sede non è casuale, dato il ruolo ricoperto nello sviluppo della cultura umanistica dalla Biblioteca del convento domenicano, nel cui ambiente monumentale la mostra è stata allestita. Costruita per volere di Cosimo dè Medici nel 1444 e arricchita dalla straordinaria raccolta di testi appartenuti all’umanista Niccolò Niccoli, essa fu la prima biblioteca “pubblica” del Rinascimento, dove, in epoca laurenziana, si incontravano personaggi come Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Agnolo Poliziano.

Il fascino esercitato dall’arte fiorentina e dal gusto mediceo e gli stretti rapporti che legarono Buda a Firenze e mattia a Lorenzo trovano la più evidente manifestazione nell’esposizione del prezioso Drappo del trono del re Mattia Corvino, uscito dalla bottega di Antonio del Pollaiolo. Il manufatto riassume in sé l’amore per i motivi classicheggianti allora in voga a Firenze, la presentazione di tipologie compositive elaborate dai maggiori artisti fiorentini e la straordinaria abilità nell’arte tessile raggiunta dalle manifatture locali.

L’apprezzamento dell’arte rinascimentale alla corte di Buda ricevette certamente stimolo anche dalla presenza di Beatrice d’Aragona, che Mattia sposò nel 1476, le cui sembianze ci sono presentate in mostra dal mirabile busto-ritratto di Francesco Laurana (Frick Collection, New York).

La mostra offre anche la visione congiunta di due splendidi piatti di maiolica (Londra, Victoria and Albert Museum e New York, Metropolitan Museum) dono di nozze della famiglia Aragona per Beatrice e Mattia.

Nel percorso ideale di ricostruzione dei parallelismi esistenti tra Lorenzo e Mattia, la mostra ha focalizzato l’attenzione sulla predilezione per “lo Studiolo” – luogo dei tesori e luogo di nutrimento dell’anima – sul favore per il “mito di Ercole” in funzione autocelebrativa, sulla creazione di una biblioteca adeguata al rango, indispensabile strumento di conoscenza, ma anche di qualificazione e di legittimazione dinastica.

Il percorso espositivo si chiude con lo sguardo sul “dopo Mattia”. Lo documentano due dipinti e un oggetto simbolo: il bel dipinto di scuola nordica che raffigura Giovanni Corvino, l’erede a cui Mattia tentò invano di attribuire la legittimazione necessaria per succedergli e il ritratto di Bianca Maria Sforza, la sposa prescelta per le nozze che sfumarono per motivi politici, dipinto da Ambrogio de Predis (Washington, National Gallery).

Share

 

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvana Grippi . 05 Maggio 2026
Pino Gori Diplomato al Liceo Artistico di Ravenna, laureato in Architettura a Firenze. Professore nel Liceo Artistico di Porta Romana di Firenze. Attivo in vari gruppi artistici e associazioni, con attenzione alla multiculturalità , ...
Silvana Grippi . 05 Maggio 2026
FESTIVAL MEDIAMIX   PARTERRE - SALA MARMI (PIAZZA DELLA LIBERTA' - FIRENZE) GALLERIA D.E.A.  con la collaborazione del Comune di Firenze Q,2      Primo laboratorio creativo dal 27 al 30 maggio 2026...
DEAPRESS . 05 Maggio 2026
Segnaliamo la mostra personale dell'artista Rachele Deborah Materiale dal titolo "Il filo conduttore - L'essenza del legame".L'esposizione, curata dall'Associazione Borgo Accogliente, sarà ospitata nella suggestiva cornice del Monacato di Villa Euche...
DEAPRESS . 04 Maggio 2026
Ogni mio lavoro ha la sua genesi nel sentimento ispirato a temi e realtà attuali e scomode e si sviluppa e si dipana su tela come un racconto. Nasce una decina di anni fa come racconto rassicurante del “villaggio dell’uomo”, delle sue ...
Fabrizio Cucchi . 01 Maggio 2026
Presentazione del libro: "Neanche un filo d'erba. Socioanalisi narrativa di un carcere minorile". Venerdì 8 maggio alla Comunità di base delle Piagge.  
DEAPRESS . 01 Maggio 2026
In mezzo a due delle celebrazioni più importanti del calendario civile del nostro Paese, esce il nuovo numero di “Dialoghi Mediterranei” che dall’attualità muove per ragionare, discutere, dialogare. Viviamo dentro una grande frattura che lacera il te...
DEAPRESS . 30 Aprile 2026
Fantasia è un film del 1940 diretto da registi vari. È un film d'animazione americano prodotto da Walt Disney e distribuito dalla Walt Disney Productions. È il terzo Classico Disney.   &...
Silvio Terenzi . 29 Aprile 2026
Patrizia De Benedictis“Veleno nel cuore” Tra le pieghe di una città che non fa sconti e dentro le crepe di esistenze sospese tra caduta e riscatto: eccolo il nuovo racconto di Patrizia De Benedictis. Si intitola ;“Veleno nel cuore”... muovendosi...
Silvana Grippi . 29 Aprile 2026
           "Ogni opera di Coccioli ha un senso metafisico che spazia tra il reale e l'irreale proponendo alternanza tra visione e surrealismo. Una passione artistica nata durante il suo percosso progettuale e lavo...

Galleria DEA su YouTube