Il Centro Italiano della fotografia d’Autore di Bibbiena (CIFA), nasce per volontà della FIAF, la più importante e meglio organizzata associazione fotografica nazionale non professionale. La diffusione sul territorio nazionale e la sua “trasversalità” a livello sociale e culturale permettono, al Centro, di porsi come osservatorio privilegiato sulla fotografia.
Il messaggio complessivo del il Centro è quello di lasciare grande libertà e apertura a tutti i linguaggi e le espressioni fotografiche contemporanee; vuole dunque proporsi come uno dei punti di riferimento per la cultura fotografica italiana ed internazionale, in un rapporto di dare ed avere capace di garantire un concreto sviluppo culturale.
Sabato 9 aprile Il CIFA inaugura una grande mostra collettiva dal titolo “Autoritratto in assenza. Questa è una storia che voglio raccontare e io ne sono protagonista incidentale” a cura di Giovanna Calvenzi, Lucia Miodini e Cristina Paglionico. L'inaugurazione sarà sabato 9 Aprile alle ore 15.00, con un incontro-dibattito tra curatrici ed autrici per parlare delle opere esposte e delle motivazioni che le hanno fatte nascere presso la saletta Comunale di Bibbiena.
La mostra propone un aspetto particolare dell’autoritratto autoriale attraverso i lavori di 18 autrici contemporanee e un outsider sull’uso del corpo come base dell’elemento narrativo. Le diciotto autrici in mostra sono: Martina Bacigalupo, Elina Brotherus, Giulia Caira, Silvia Camporesi, Alessandra Capodacqua, Alida Cartagine, Gea Casolaro, Marina Cavazza, Daniela Comani, Vincenza de Nigris, Francesca Donatelli, Gabriele Galimberti, Bruna Ginammi, Sandra Lazzarini, Ottonella Mocellin, Dita Pepe, Marta Primavera e Moira Ricci.
La curatrice della mostra è Giovanna Calvenzi che spiega così il tema della mostra: “In anni recenti la pratica dell’autoritratto ha coinvolto intere generazioni di artiste, l’attenzione era spostata in prevalenza sul mondo al di fuori dell’Io, nel quale il corpo delle autrici viene prestato per raccontare altro da sé. Oggi non è più lo studio diretto di sé, della propria fisicità, dei propri sentimenti, che interessa alle autrici ma prospettive di riflessione più ampie nelle quali si potrebbe "quasi parlare" di autoritratti in assenza. Non è più "Io" mi vedo così, bensì “Questa è una storia che voglio raccontare e io ne sono protagonista occasionale".
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