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GIOVANNI DAL PONTE, protagonista dell'Umanesimo Tardogotico Fiorentino

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Firenze, Galleria dell’Accademia – Apre oggi alla Galleria dell’Accademia fino al 12 marzo, la prima monografica con circa cinquanta opere di Giovanni dal Ponte, protagonista dell’Umanesimo Tardogotico Fiorentino, curata da Angelo Tartuferi e Lorenzo Sbaraglio, progettata per valorizzare un artista poco noto al grande pubblico e per “favorire una classificazione critica più adeguata di questa forte personalità artistica del primo Quattrocento, che occupò un ruolo non marginale negli sviluppi della pittura fiorentina del primo Rinascimento e di presentarlo al grande pubblico affinchè ne scopra e apprezzi il linguaggio assai individuale ed al tempo stesso estroso, nonché aggiornato sull’attività dei maggiori artisti operanti a Firenze nel primo trentennio del XV secolo: da Gherardo Starnina a Lorenzo Monaco e Lorenzo Ghiberti fino a Masaccio, Masolino e Beato Angelico”.

La Galleria dell’Accademia, seguendo la consueta tradizione nell’organizzazione delle mostre, muove dall’attenta esigenza di valorizzare le collezioni interne, in questo evento è stata restaurata la bellissima opera Incoronazione della Vergine di Giovanni dal Ponte (1385 – 1437/8), ma anche innovazione nello spettacolare allestimento delle opere dorate in nicchie di velluto nero, affidato   dalla Direttrice Cecile Hollberg all’Arch. Piero Guicciardini.

Giovanni di Marco – ricordato come Giovanni dal Ponte nelle Vite del Vasari, per il fatto di abitare e di aver aperto bottega a Firenze, nella parrocchia di Santo Stefano al Ponte – muove i primi passi in una bottega di tradizione trecentesca anche se influenzato da Gherardo Starnina interprete delle influenze spagnole, lascia la sua più importante opera relativa alla fase più antica nel trittico del Museo di San Donnino a Campi Bisenzio e solo di recente gli è stato attribuito.

Nel terzo decennio del Quattrocento, Giovanni di Marco dimostra una crescente attenzione nella personale interpretazione della nascente cultura rinascimentale, soprattutto di impronta masaccesca: la Madonna col bambino in trono (Ftzwilliam Museum Cambridge), e ai lati i santi Giovanni Battista e Pietro a sinistra, e a destra i santi Paolo e Francesco d’Assisi (Museo Bandini, Fiesole) e la predella raffigurante la Liberazione di San Pietro dal carcere, San Pietro in cattedra e i santi Ludovico e Prospero, Martirio di San Pietro, San Tommaso e San Giacomo maggiore; Luca e Giacomo minore, Andrea e Giovanni evangelista, Matteo e Filippo (Uffizi, Firenze).

Giovanni dal Ponte intorno al 1427 si specializza anche nella pittura di cassoni, un genere che incontra grande successo e tra gli esemplari più belli, il fronte del cassone del Museo Civico “Amedeo Lia” di La Spezia.

L’ultima fase artistica di Giovanni di Marco è documentata in mostra dal neo-trecentesco trittico della Badia di Rosano (Firenze), l’Annunciazione e i quattro santi, commissionata dalla badessa Caterina da Castiglionchio nel 1434 e la grandiosa pala della chiesa di San Salvatore a Monte di Firenze: la Madonna col bambino, sei santi e una donatrice.

 

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Giovanni dal Ponte (Giovanni di Marco di Giovanni, detto)Firenze 1385-1437/1438

Frammento di fronte di cassone:

Coppia di innamorati

1430 circa

Tempera su tavola, cm 44,5 x 43

Collezione privata

 

Martedì – domenica ore 8.15 – 18.50 – info e prenotazioni 055/294883

e-mailfirenzemusei@operalaboratori.com

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