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A passi di danza. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia

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Firenze, Villa Bardini – Museo Stefano Bardini - dal 13 aprile al 22 settembre è visitabile la mostra “ A passi di danza. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia” nella meravigliosa cornice di Villa Bardini e con un particolare allestimento anche al Museo Stefano Bardini, a cura di Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi.

Isadora Duncan è la protagonista di questo evento, dedicato alla danzatrice americana che ha affascinato e ispirato molti artisti italiani: Plinio Nomellini, Libero Andreotti, Romano Romanelli e molti altri.

Artisti che hanno ammirato la forza innovativa della sua danza e da cui sono scaturite opere d’arte, come il grande dipinto Gioia (tirrena), che Nomellini dipinse nel 1914 e che in questa mostra lo possiamo ammirare nel suo insieme, riunito dopo 30 anni grazie al prestito di Silvio Berlusconi.

Sono 175 i pezzi esposti su due piani di Villa Bardini e una speciale sezione dedicata alle grandi sculture allestita al Museo Stefano Bardini.

Ribelle ad ogni convenzione e di forte carisma, Isadora si distinse per il suo danzare svincolata da condizionamenti sociali, la danza come tema di liberazione del corpo femminile da costrizioni traendo ispirazione dal mondo archeologico e classico.

Isadora si era esibita anche a Firenze, il 25 ottobre 1902 e anche il 27 e 28 ottobre, al Circolo degli Artisti, come ricorda un trafiletto pubblicato sulla “Nazione”, che descrive la giovane americana come una mima, più che una danzatrice, soprattutto l’espressione della sua faccia rivela con somma efficacia tutta la gamma dei sentimenti che prova la sua anima di artista: la gioia, il dolore, le speranze e i desideri che esprime alla perfezione.

La danzatrice ebbe un’influenza così significativa sul mondo culturale dei primi del Novecento da determinare un vero e proprio “gusto Duncan” che si afferma proprio in quel periodo. Niente più corsetti stretti e punte di gesso, ma abiti leggeri a piedi nudi che le fanno guadagnare la fama della “danzatrice scalza californiana”.

Tornerà ancora in Italia, a Trieste e Venezia, ma nel 1913 la tragedia della morte dei figli di 7 e 3 anni che annegarono nella Senna, segnò inesorabilmente la vita di Isadora.

Numerosi artisti si sono ispirati alla esperienza artistica di Isadora Duncan: Raphael, Campigli, Mascherini, Cataldi e anche il movimento futurista dedicò attenzioni alla Duncan, salvo poi criticarla come esempio di sentimentalismi passatisti.

Più di 70 artisti raccontano l’esperienza di Isadora accompagnando il visitatore nell’esposizione anche con ingrandimenti fotografici di scatti d’epoca realizzati da operatori alla moda come Otto Wegener e Jean Limet.

Isadora morì il 14 settembre 1927 a Nizza, strangolata dalla sua stessa sciarpa, impigliata nei raggi della ruota dell’auto su cui era salita per una passeggiata con amici.

In occasione della mostra sono state organizzate alcune iniziative multidisciplinari ispirate alla figura della danzatrice descritte sul sito dedicato, oltre a visite guidate.

Per questa mostra la Fondazione Bardini Peyron pratica lo sconto del 50% a coloro che si presentano a Villa Bardini con il biglietto del Museo Stefano Bardini.

Villa Bardini

Orario: 10-19 chiuso il lunedì feriale, apertura straordinaria lunedì 29 aprile, ultimo ingresso ore18:00

Tel. 05520066233 eventi@villabardini.itwww.villabardini.it

Museo Stefano Bardini

 

 

 

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