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Cecilia Brogi: come la natura può insegnare all'uomo

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Le opere di Cecilia Brogi, come notato da Jacopo Crosti, lavorano sul contrasto. Contrasto, innanzitutto tra i materiali e le tecniche usati, che accomunano oggetti e fogli di giornale riciclati e recuperati, a rappresentare la pesantezza della modernità tramite i suoi rifiuti, all'impiego di tecniche come quella dell'acquerello e della pittura ad olio per formare quadri e disegni caratterizzati da un'eccezionale leggerezza.
Ad esempio, nella serie intitolata Fiori, gli acquerelli con immagini naturali e lievi sono sovrapposti a collage di ritagli di giornale dedicati alla guerra e alla sofferenza umana, a creare, per l'appunto, un contrasto: da una parte la realtà quotidiana, cupa e violenta, dall'altra la forza rigeneratrice e liberante della natura, reinventata per mezzo del disegno, che si sovrappone al primo elemento come una sorta di consolazione disperata che tenta di coprire la violenza umana, ma con lo stesso gesto non fa che portare la nostra attenzione su di essa, invitandoci a riflettere sulla complessità e l'oscurità di tali avvenimenti, paragonandoli alla luce dei quadri e dell'invenzione artistica.

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Le sue istallazioni riproducono una dinamica simile, anche se, inserendosi in uno spazio tridimensionale, acquisiscono profondità e tentano di accordarsi con i luoghi in cui si situano. Così, passando dalla biblioteca Filippo Buonarroti di Novoli, è possibile scorgere una stella cadente, simbolo natalizio di pace e di speranza, per poi scoprire, avvicinandosi, che essa è composta da luci e rifiuti di plastica. Così, ancora una volta, i rifiuti della società contemporanea vengono decontestualizzati e riportati a un'antichissima simbologia di pace, di armonia tra gli elementi, in un'altro contrasto potente che coglie nel segno di una divisione interna agli esseri umani moderni: tra un'anelito verso la pace e la constatazione dell'ingiustizia che pervade il mondo; tra il bisogno di raccordo con simboli antichi e la violenza del rifiuto, vero e proprio protagonista della nostra era, simbolo, anch'esso, della distruzione della natura e della catastofe climatica. 

 

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Ed è così che lo sguardo dell'artista ci insegna ad osservare i contrasti della realtà, a non riposare nel nostro ambiente ed ha scoprire la violenza rimossa, che soggiace al nostro mondo e che troppo spesso perdiamo di vista. Perché solo così è possibile imparare i modi per affrontarla e superare, accogliendo finalmente il suggerimento della natura, che è un suggerimento di pace, di condivisione e di speranza.

Le opere dell'artista sono oggi esposte al piano terra della Biblioteca "Filippo Buonarroti" di Firenze, in una mostra visitabile gratuitamente negli orari d'apertura della bliblioteca.   

 

 

Cecilia Brogi nasce ed opera a Firenze, dove ha frequentato la Scuola Libera del Nudo dell'Accademia di Belle Arti.
Dal 2008 si dedica alla creazione di sculture, istallazioni e collage materici, avendo la possibilità di presentare le sue opere in occasione di numerosi festival e mostre tenutesi in molte città d'Italia e d'Europa, tra cui Firenze, Volterra, Noale, Porto Santo Stefano, Genova, Siena, Roma, Berlino e Stoccolma.
Nel 2010 ha partecipato al Festival della Creatività di Firenze, con l'opera Il sonno della principessa
Nel 2015 ha vinto il concorso internazionale Art Contest, con l'istallazione Nuvola di farfalle, a Roccatederighi (Gr), che ora si trova nel chiostrro di Villa Pozzolini, sede della Biblioteca "Filippo Buonarroti" di Firenze.
Nel 2019 le sue opere sono state selezionate per la XV Mostra itinerante di Riarteco
Nel 2018, 2019, 2021 è stata selezionata al Festival dell'Eredità delle Donne di Firenze.

Nel 2021 ha partecipato all'inaugurazione delle quaranta piastrelle di cercamica a cura di vari artisti sul muraglione del molo Garibaldi a Porto Santo Stefano, in commemorazione della Spedizione dei Mille, con un'opera pittorica dedicata al patriota Raimondo Benvenuti. 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Giugno 2024 09:14 )  

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