DEApress

Thursday
Apr 18th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

LUIGI CALAMANDREI : UNA VITA VISSUTA "AD ARTE"

E-mail Stampa PDF

luigi_calamandrei_copy_copy_copy.jpg

 

LUIGI CALAMANDREI, UNA VITA VISSUTA AD ARTE

In una piovosa giornata autunnale, incontro Luigi Calamandrei nella residenza per anziani di Villa Laura a Molino del Piano: dalle interviste e articoli che si trovano in rete ho letto molto del suo eccezionale percorso artistico e i suoi dipinti sono bellissimi, emozionata ma anche molto curiosa programmo l’intervista il 21 novembre 2023.

A: Caro Maestro Luigi la ringrazio per questo incontro, ero molto curiosa di conoscere le sue attività poliedriche di pittore, caricaturista, restauratore, quindi se ci può raccontare com’è nata la sua passione, sappiamo che lei è stato concepito a Parigi, ma poi è tornato a Firenze

L: si, mio padre faceva il tipografo per cui quando mia madre rimase incinta volle farla sgravare in Italia e andò a Torino, dove sono nato io. Ma ci sono stato pochissimo tempo perché mio padre, lo chiamavano lo zingaro barone, in quanto gli piaceva viaggiare, da un posto a un altro. A quell’epoca c’era la Federazione del libro ai tempi del Duce e andavano a guardare i posti vacanti cioè liberi e lui trovò un posto a Pescara e da Torino andammo a Pescara. Mi ritrovai sull’Adriatico, dei bei ricordi, stavamo vicino alla villa di D’Annunzio. A Pescara sono stato poco, solo qualche anno, poi mio padre partì per Foligno. Il padrone si chiamava Duval (?), un francese, la tipografia non andava bene e chiamò mio padre. A Foligno feci la prima elementare, ma soprattutto scoprii la mia vocazione per il disegno. La mia vocazione nacque nel 1935, altri tempi di dittatura con forse più sicurezza in giro e andavo a scuola a piedi e passavo per San Feliciano, una bellissima chiesa e sul sagrato c’erano delle belle pietre lisce e grandi e lì ci lavoravano i “madonnari”, a quei tempi ce n’erano tanti e mi colpirono quei colori e dentro di me sentii che dovevo fare il pittore, una vocazione come i preti….vivevano d’arte gli buttavano qualche moneta….e quindi m’innamorai di questo modo di dipingere, di porre i colori, tanto che diventai amico di uno di questi “artisti di strada”, che quando passavo di lì mi faceva: “mi porgi il giallo, il verde….” Ero diventato l’aiutante. Poi andammo a Spoleto e nel 1937 i miei tornarono a Firenze e anch’io per la prima volta.

Nel 1937 comincio a ponderare questa idea, ero il miglior ragazzino che primeggiava in arte, magari in italiano e matematica no, ma in disegno andavo benissimo. Ho sempre cambiato scuola tutti gli anni delle elementari, quando sento direi che è un disagio il cambiamento dico che non è vero che anzi fa crescere, io poi non ho mai avuto paura dei bulli…ero un cazzottatore formidabile….avevo imparato a Pescara con i ragazzini del porto, quindi andavo in classe tranquillo, con me non c’erano “ova” mi lasciavano in pace. Arrivato alla quinta il maestro, al quale mia madre domandava quale scuola avrei dovuto fare, lui senza dubbi disse: Il Regio Istituto d’arte, formidabile, all’epoca erano otto anni…. Era una scuola di alta formazione, la scuola durava dalle 8 a mezzogiorno, alle due si tornava e si faceva le sette

A: e gli insegnanti erano di altissimo livello…..

L si certo, bravissimi…

A: può farci qualche nome?

L: sono stato amico di Danilo Donati, è stato uno dei più importanti costumisti di Zeffirelli, poi insegnanti Piero Parigi è stato un grande xilografo ho imparato incisione, sembrava un santo e un altro il Professore di figura, Caligiani con i capelli lunghi e barba fuori dal comune per quei tempi, poi il Chiappelli insegnante di litografia, tutto quello che era la stampa e già era uno dei migliori acquefortisti d’Italia, Francesco Chiappelli e come aiutante aveva Piero Parigi, io frequentavo la sezione di Arti Grafiche, con l’insegnamento di molte tecniche, io sono stato un grande disegnatore

A: tutto ciò in cui si è cimentato aveva necessità del disegno preparatorio…

L: certo il disegno è l’ossatura dell’arte, se uno non sa disegnare non può dipingere, si vede chi non sa disegnare ricorre all’astrattismo

A: invece lei venendo dall’Istituto d’arte poteva cimentarsi in varie tecniche….

L: io ho fatto anche il falsario! Ho fatto dei Van Gogh che sembrano veri, li facevo come pittura di d’apres, per vendere per veri…in Giappone ci sono più Calamandrei che Van Gogh

A: Sembra incredibile! Ho letto di Listri che, quando vi siete incontrati all’Antica Compagnia del Paiolo, la definisce: “ma chi era costui? Si trattava di Calamandrei, noto nel mondo artistico fiorentino per la sua fama di disegnatore e pittore, ma soprattutto per essere, pare, uno dei migliori falsari in circolazione

Questa cosa mi ha colpito, perché nei d’apres lei lo dice che sono copie….

L: certo i d’apres sono copie…..

Mi fa vedere un altro quadro copia di Van Gogh che è uguale all’originale

L: quando si dice…nascere con il bernoccolo…. A me è successo questo…facevo questo con naturalezza, ma avevo anche la magia di introdurmi nella mentalità di quel pittore, io mi sentivo Van Gogh…poi sono stato mezzo matto…..

A: questo aspetto di cogliere la personalità dell’altro forse è comune anche nelle sue caricature..

L: nelle caricature bisogna entrare nel personaggio, cioè nel tirare fuori i difetti senza offendere, con garbo

A: ho letto che le sue caricature non si riferiscono alla morale, né alla politica, e neppure alla satira, ma alla fiorentinità più autentica…

L: si perché noi fiorentini quando si prende in giro la gente la si prende con un garbo che quello non se n’accorge nemmeno e così con la caricatura… si fa in modo che quello quando poi si rivede, non si offende, anzi ho tirato fuori quasi qualche pregio nascosto. Le racconto un fatto: c’era un famoso ebanista a Firenze, brutto che non gli piaceva essere ritratto e un giorno gli dissi: ven via di fò un ritratto..e lui: no no meglio di no! Però lo guardai intensamente ed io che fin da giovane sono stato allenato alla memoria, soprattutto all’Istituto d’Arte quando il nostro professore prendeva un cestivo con dentro le uova, si doveva guardare il cestino per dieci minuti poi prendeva un cencio e lo copriva. Noi si doveva fare il disegno e si vedeva chi l’aveva più azzeccato, ed io l’azzeccavo tutto…quindi sono allenato a memorizzare i dettagli, ho avuto una buona memoria astratta e anche visiva. Quindi guardando quest’uomo, arrivai allo studio lo rifeci. Dopo giorni nel mio studio, sempre frequentato da un mare di gente, arrivò un architetto e riconobbe il tale…e mi chiese di vendere la caricatura….siccome ho vissuto d’arte per me andava benissimo. Se lo mise nello studio e il tizio lo vide : rimase folgorato…ma come non ho posato…è un diavolo!!

Poi un giorno che passavo vicino alla sua bottega mi chiama: Maestro le posso parlare? Ho pensato: vai ora in do’ si va a parare?, dice: ho visto il ritratto che m’ha fatto nello studio dell’architetto tale, o quando me l’ha fatto? Ed io: lo feci quando lei mi negò di farglielo, ma siccome nessuno mi vieta di fargli la caricatura l’ho fatto…. Mi diede la mano e siamo stati grandi amici

A: Ma lei cosa la colpisce d’acchito quando deve fare una caricatura?

L: deve essere un personaggio che spicca in qualche modo, che ha delle caratteristiche, qui nella RSA di Villa Laura ne ho fatti almeno 50 che sono ritratti e caricature

Luigi che non ha deposto né matite e nè pennelli espone i ritratti che ha fatto agli ospiti dell’RSA sono dipinti a matita color nero e color rosso con i contorni sfumati con acquerello blu o come un cielo plumbeo

Mi mostra i disegni: questi sono tutti gli ospiti, disegni fatti dal 2022 al 2023

Disegni che meritano una visibilità con una mostra. Disegni e caricature della vita che si svolge nella Residenza Villa Laura: “Ora di ginnastica”…all’Amico Giovanni , anche un fumetto con tanto di dialogo “due vecchi amici” con un linguaggio fiorentino e goliardico

L: sono disegni che faccio in pochi minuti, in un quarto d’ora….poi le faccio vedere che sono un inventore, ho fatto un motore che è stato anche brevettato.

Siamo ai tempi del duce, io ero un ragazzino e a quell’epoca c’erano dei club tenuti da ufficiali dell’aviazione che insegnavano a noi ragazzi come si costruisce un aereoplano, si chiamava RUNA in via Tornabuoni e lì c’era ufficiali che ci insegnavano. Ho sempre avuto due passioni: la pittura e la meccanica. Le racconto che avevo un cliente Direttore del manicomio e un giorno gli domandai: mi spiega una cosa.. come mai ho questa passione anche per la meccanica….

A: voleva una spiegazione psicologica….

L: si, fu molto chiaro: il suo cervello ha una parte astratta – la pittura – e una parte concreta – la meccanica. Ha mai notato pittori che a un certo punto “danno di barta”, perché non sfogano la loro parte razionale. Lei ha la fortuna di scaricare la parte razionale con la meccanica che è anche matematica, quindi ha un equilibrio. Per questo qualcuno non la considera un pittore…Anche in un’altra occasione quando feci un’intervista a UNO MATTINA, tanti anni fa e dopo sul pullman una signora che mi conosceva mi disse che credeva che fossi un impiegato statale da come è preciso, non sono uno di quelli che viaggia con i medaglioni, ho un equilibrio …mi sento un po' leonardesco…un amico mi chiamava Leonardo da cinci!!

A: quando lei va dal Ponzani in via Santo Spirito impara molto sulla tecnica…

L: tutto quello che non mi avevano insegnato a scuola…lì dal Ponzani arrivavano delle opere del 600 e 700 e ho memorizzato e imparato a rifare per esempio le mestiche, la preparazione per le tele e da lì che ho capito come fare i falsi….ho fatto dei Macchiaioli stupendi e li ho venduti tutti, io ho vissuto d’arte ci ho campato una famiglia, mi sono comprato delle case. Una volta un complimento me lo fece un cliente, a cui avevo fatto un quadro e mi stava facendo l’assegno alla scrivania mentre io stavo guardando il quadro per vedere se c’era qualcosa che non andava, sento dire: Lei però l’è bravo….credendo che si riferisse al quadro risposi: si, abbastanza…no, dice, lei è bravo perché riesce a vivere d’arte…non è la stessa cosa del pizzicagnolo o del vinaio, ma fare cose che potrebbero sembrare superflue e se lei riesce a innamorare la gente d’arte è stato bravissimo

A: ha innamorato l’emiro del Qatar alla sua arte

L: l’Emiro del Qatar lo innamorai indirettamente: avevo fatto due vasi di fiori acquistati da un architetto romano, e mi dice: Calamandrei ho fatto la tua fortuna! Bene dissi io, di che si tratta? Erano passate dallo studio due principesse arabe, mogli del principe e gli erano piaciuti i miei quadri con dei vasi e chiedevano se il pittore fosse ancora vivo perché volevano che andasse nel Qatar per fare dei quadri per la nuova residenza dell’Emiro

Fu un’avventura, anche se non volevo andare, poi però un pittore deve andare in giro e avere anche una vita avventurosa. Siamo negli anni 70, non sapevo neppure dove fosse il Qatar, l’architetto mi preparò tutto i documenti etc arrivai a Doha, la capitale… sbarcai dall’aereo insieme a marocchini che cercavano lavoro io e un altro eravamo solo due europei, gli altri furono rimpatriati. A corte un siriano faceva l’interprete, parlava sette lingue

A: che soggetti voleva l’Emiro?

L: voleva soggetti che parlassero di loro e siccome io sono anche furbo nella vita – oltre che intelligente – capii che gli “orientalisti”, li dipingevano tutti poveri, ed io invece cominciai a fare le tende sfarzose, con l’Emiro e le bailldeu… ballerine, feci dei capolavori, colpii quest’uomo nel fatto che lui attraverso questi quadri sentì la sua origine rafforzata, riabilitata, i quadri erano il suo biglietto da visita e di questo era molto orgoglioso. Un bel giorno Cadumi (l’interprete) viene nello studio dove lavoravo e mi chiese di dargli il passaporto, con la motivazione d rivedere delle cose e io bischero bischero glielo diedi e questo passaporto non tornava indietro. In quel periodo mia moglie si era ammalata di cancro, mio figlio faceva l’università e io volevo tornare, allora lo chiedevo e un giorno Cadumi a muso duro mi disse: “Ma si rende conto che lei ha una fortuna diabolica e che tanti pagherebbero di essere al suo posto, lo sa che l’Emiro si è innamorato della sua pittura e gli da quello che vuole, non ci sono problemi: la fa diventare cittadino quatarino, non paga le tasse e quando vuole va in Italia e torna”. l’Emiro voleva che rimanessi lì a fare il pittore di corte. Se io avessi accettato potevo essere miliardario, fu un incontro di una fortuna inusitata, e io feci onore a questa fortuna con cose belle. Per esempio loro hanno uno stemma con un’aquila grigia posta nella reggia e l’ho fatta io, come tanti ritratti di dignitari della corte e scene della vita con cammelli. Sono rimasto in Qatar un anno, poi mi ripresi il passaporto. Fu un’esperienza importante, ma al ritorno mio figlio per due mesi non mi parlò per il dolore che avevo dato a mia moglie. Io mi sentivo in colpa relativamente perché non avendo il passaporto non potevo partire

A: ha lavorato anche per americani e quindi è partito anche per l’America?

L: Nel periodo in cui insegnavo all’Istituto di restauro in Palazzo Spinelli per diversi anni, poi avevo lo studio e collaboravo anche con la bottega dei grandi restauratori Bartolozzi e Maioli e quando Maioli morì, che era il disegnatore, l’anima di tutto, Il Bartolozzi venne ad una mia mostra, vide i miei disegni e mi chiesero di andare qualche ora al giorno nella loro ditta a disegnare.

Mentre disegnavo un giorno entra un americano

A: A lei gli americani portano fortuna…

L: (ride) l’americano cercava di farsi costruire una gabbia enorme per uccelli del paradiso da mettere nel suo albergo in Florida. Il Bartolozzi mi disse pensaci te a fare un disegno. Tornarono il giorno dopo l’americano e anche un inglese che parlava italiano, in un’ora gli feci un disegno spettacolare, mi disse che avevo capito tutto e voleva che dirigessi questo lavoro del valore di un miliardo dell’epoca. Era alta 14 metri con delle statue che si muovevano, feci un lavoro di meccanica con un amico che faceva il meccanico e fece quello che io gli dicevo e che avevo disegnato e venne bene. La struttura era di legno dipinta ma l’armatura dentro era di metallo che lo feci calcolare da un amico ingegnere, il Peruzzi, che fece la struttura in metallo e sopra ci piazzammo il legno e si mandò in America.

A: un’opera inedita con tante competenze

L: certo io facevo tutto anche l’ingegnere, c’è una lettera di Bartolozzi riportata nel Calamandrillo in cui si capisce chi ero…

Il progetto, su suggerimento del Peruzzi, prevedeva che si facesse un muretto imparentato con il terreno per dare stabilità all’opera, perché se veniva giù un affare del genere lo sa quanta gente l’ammazza…io glielo avevo detto per telefono ma questi bischeri fanno il muretto e ci volevano piazzare sopra la gabbia, sicchè veniva di sotto ogni cosa….Calamandrei venga in America perché noi un s’è capito nulla! Io e l’amico meccanico si parte per l’America. Si arriva a Orlando i primi di novembre vestito da Hallowen e in un’altra valigia c’erano i disegni che spiegano il progetto. Per l’appunto Orlando è vicino a Cape Canavaral..dove partono i razzi, dove ci sono i tralicci e io avevo disegnato i tralicci e mi presero per una spia russa, dall’aereoporto in Italia non inviarono le valigie e neppure i vestiti, avevano tagliato le valigie e anche se poi si accorsero che erano disegni per una struttura, ormai le valigie non erano arrivate ed io ero partito.

Si chiarisce che non ero una spia russa, ma non avevo i disegni, ma ho le spalle larghe, feci compare un blocco da disegni, matite e poi alla rie con tanti ingegneri e qui esce fuori l’uomo con le palle.

Mio figlio manda un telegramma che succedeva tutto questo, poi si accorsero, ma ormai il danno era fatto: la roba non era partita ed ero passato per una spia!

Va bè ma io c’ho le spalle larghe e ho superato anche questo. Allora arrivo in America e non avevo i disegni che avevo fatto, grossa difficoltà. Allora chiesi di comprare un blocco da disegno, matite e colori. Arrivo in una stanza dove c’era un lungo tavolo e un mare d’ingegneri. Prendo il foglio, loro vedevano tutto con una telecamera, c’era un inglese che traduceva e restarono tutti zitti finchè non finii il disegno, poi il direttore-capo si alzò e venne verso di me: “Signor Calamandrei-disse- lei è un uomo importante, è riuscito a convincermi di cosa si deve fare, ci scusiamo e la ringraziamo, fate pure quello che serve”-

Ne parlarono anche i giornali americani, con mia grande soddisfazione.

Si riparte per l’Italia io e il mio amico meccanico e in questo viaggio si inizia a progettare  il “motore”. Avevo fatto dei modellini in casa, ma lui aveva un’officina, si fece una società, lui accettò di costruire il motore in officina e fu così che si progettò il motore rotativo ad aria compressa.

LUIGI mi mostra i disegni preparatori…alcuni sono colorati, tutti fatti a mano, sono in effetti opere d’arte, hanno uno stile “leonardesco”, futuristi e sono veramente tanti

A: da dove gli viene la passione per la meccanica?

L: da un vecchietto che riparava gli orologi vicino a casa mia, da queste osservazioni è scaturita la passione per le ruote e gli ingranaggi. Tornando al motore… abbiamo capito che il nostro motore risparmiava rispetto ad un motore svedese e con un amico ingegnere si fa una prova all’Università di Firenze, veniamo contattati dagli svedesi e si dimostra che il nostro motore è migliore. Poi non se ne fece di nulla…però è stato brevettato e ora che il brevetto è scaduto con una modifica si rilancia il motore….mi sento un po’ genio

A: si in effetti: pittore, inventore…come gli artigiani?

L: certo , mi sento un artigiano: in antichità Leonardo, Cellini…erano tutti artigiani

Poi ho avuto anche fortuna, mia nipote ha un fidanzato tecnico della Ferrari e pare che siano interessati, sono entusiasta se l’immagina “La Ferrari vince la corsa con il motore di Calamandrei”

A: Sarebbe stupendo e glielo auguro…tornando al suo lavoro di artigiano, com’è cambiata la Firenze artigiana?

L: purtroppo l’artigianato non è stato valorizzato in quanto non è stata compresa l’importanza degli artigiani che erano una colonna portante dell’economia

A: un’ultima domanda: qual è un’opera a cui è particolarmente legato e che non vorrebbe cedere?

L: Sono affezionato a tutte le mie opere.

Ho scritto anche un libro che non ho pubblicato, tutto illustrato dal titolo “Che cos’è l’evoluzione? Ve lo racconterò con una favola”, l’ho scritto per divulgare il mio credo. La mia religione parte dalla fantasia, non ci sono cose divine ma forze invisibili come magneti che si attraggono. Fin da piccolo sono stato un grande osservatore e curioso: una volta mio padre mi portò a visitare un museo dove c’era un pesce trasformato dal tempo e con gli anni mi sono convinto che all’interno del pesce c’erano tanti ingegneri che si adattavano alle necessità producendo dei cambiamenti.

A: mi racconti della Compagnia del Paiolo, è stato socio?

L: si certo ho anche illustrato un libro. La Compagnia viene fondata nel 1600 all’epoca di Leonardo, Andrea del Sarto, poi non è attiva e nel 1950 viene riaperta….tanta goliardia.

A: mi piacerebbe continuare e approfondire…ma vedo che il personale della Residenza forse deve fare delle cose, come si trova qui a Villa Laura?

L: Mi trovo bene, il personale è affidabile e l’ambiente è familiare e rilassato. Direi che si sta bene, i collaboratori sono bravi e attivi e rendono la vita a noi che siamo qui, piacevole e stimolante.

Luigi ha realizzato tanti quadri nella sua attività: nature morte, paesaggi toscani, vedute di Firenze, i falsi Van Gogh e anche tantissimi disegni, ha esposto le sue opere in mostre monografiche, ancora oggi nella residenza di Villa Laura non abbandona fogli e matite, continua a ritrarre gli anziani ospiti che lo chiamano “maestro”, a fissare momenti collettivi e a regalarci visioni d’autore!

Luigi spesso ha detto di sè stesso: “Vissi d’arte e d’amore” un binomio che traspare dalla lucida mente, nonostante abbia superato la novantina, dallo sguardo vivace che coinvolge chi lo ascolta nella passione di una vita! 

Definito il Van Gogh italiano, ma anche un "uomo del Rinascimento", ha tanto ancora da raccontare....complimenti e a presto!!

 

Luigi Calamandrei quadri di pittori contemporanei | FirenzeArt Galleria  d'arte

 

Opere | Luigi Calamandrei

 

 

Share

 

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvana Grippi . 17 Aprile 2024
Attraverso la dichiarazione dei redditi è possibile devolvere una quota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) senza oneri aggiuntivi per il contribuente, pertanto vi invitiamo a devolverlo al nostro Centro sociale e cu...
Silvana Grippi . 17 Aprile 2024
San Suu Kyi (Birmana) da oggi è fuori dal carcere: è stata trasferita ai domiciliari ma non si sa se è una misura cautelare o un fine pena. Si ricorda che San Suu Kyi ha settantanove anni e ha anche vinto un premio Nobel   
DEAPRESS . 17 Aprile 2024
Oggi scrivo la seconda parte della storia del Forte Belvedere.    Come avevo già anticipato, il Forte Belvedere quel anno era stato completamente riservato per oltre 30 giorni alla futura famosa holding casa di moda Hugo Bos...
DEAPRESS . 16 Aprile 2024
Mi sono trovata come ogni anno ad organizzare il compleanno alla mia bambina. Ricordo vivamente l’emozione quando siamo arrivati a festeggiare il suo primo anno di vita. Per questa data, insieme ad una giovane famiglia, abbiamo affittato una ludoteca...
Nima Shafiei . 16 Aprile 2024
how to save a dead friend "Tutti dicono che la Russia è solo per i russi. Non è vero, la Russia è per i depressi.". Con questo incipit si apre il documentario.al cinema la Compagnia di Firenze, e iniziata la proiezione del docufilm di  Marusya Syr...
DEAPRESS . 15 Aprile 2024
Storia vissuta direttamente . Il Forte Belvedere. Ebbene, anche il Forte Belvedere ho avuto la fortuna (o sfortuna) di conoscere. È stato costruito e finito alla fine del 500, da Ferdinando primo, figlio di Cosimo primo de Medici, per due motivi. Il ...
Fabrizio Cucchi . 15 Aprile 2024
Preoccupa la diffusione del virus Dengue in Europa. Complice il cambiamento climatico, nonchè l'enorme diffusione delle zanzare, che sono il principale "vettore" del virus, non più contrastate da piani programmatici governativi di dimensioni nazion...
DEAPRESS . 15 Aprile 2024
Riceviamo e pubblichiamo: Ha preso avvio il 14 aprile - secondo appuntamento dell’86 Festival del Maggio Musicale - con il concerto del mezzosoprano Teresa Iervolino accompagnata al fortepiano da Francesco Pareti il ciclo di cinque concerti “Sulle a...
Simone Fierucci . 15 Aprile 2024
17 Aprile 2024 09:30 - 21 Aprile 2024 20:00 XVIII edizione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia che si tiene dal 17 al 21 aprile. Il centro storico della città vedrà quasi 600 speaker provenienti da tutto il mondo, pronti ad...

Galleria DEA su YouTube