Se penso quello che dico
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Evidentemente mr.Cassano non lo fa e non è abituato a farlo; eppure gli era stata offerta l'occasione nella conferenza stampa che di solito precede le partite della nazionalke di calcio e così un poco mandato allo sbaraglio i giornalisti lo hanno interpellato a sproposito su una dichiarazione rilasciata da Cecchi Paone, personaggio assai noto (noto perchè?) dell'agone televisivo.....Il questuante va dicendo ormai da secoli di aver avuto rapporti sessuali con alcuni calciatori della nazionale. Rapporti sessuali e non d'amore è bene specificarlo. E così il piccolo campione di Bari vecchia è andato esprimendosi con parole solite e come dire omofobiche sulle diversità sessuali che non sono esclusività della nazionale di calcio, ma espressione diversa in una diversa società di massa.
Il Cassano pensiero così simile e facile nei bar dello sport ha lasciato passare 7 ore per rettificare le dichiarazione insultanti per una più disinteressata opinione sull'argomento. Va detto che 7 ore sono un tempo davvero patologico per trovare il connesso e l'annesso a quell'assunto suo dire che fa sorridere gli accorti: " se penso quello che dico"....il quale va ricordando un simpatico detto popolare che spesso è magister di ogni affermazione : “ prima di parlare assicurati di avere la spina del cervello inserita”.
A quell'ora se dico quello che penso, (I' suppose) si è uniformato alla più plastica e scontata consideratio political corect, che inesorabilmente diventa “verbo” quando è dato suscitare aspetti etici e comportamentali, che dal Diritto Romano, al più semplice Diritto della persona, è faccenda privata, e quando diviene pubblica, così come dall'intervista di Cecchi Paone e per ciò si fa spettacolare dire, non può suscitare apprezzamenti da bar dello sport e da laido convivio scurrile. Sono argomenti questi che nel nostro Paese vengono dileggiati o spettacolarizzati ma sempre però con una manina davanti alle labbra, nel semplice ossìmoro popolano del : “ si fa ma non si dice...” di cui purtroppo anche il Paone s'abbiglia spesso.
Ricordiamo comunque che il calciatore della nazionale non è in solitario quando afferma con ostentata “intellighenzia” : “se penso quello che dico”, perché sono davvero molti che alimentano il proprio cerebro con tale affermazione.
Guardate il senatore Monti, si è presentato con la voglia di cambiare l'Italia e guardate la fine che sta facendo. In questo caso l'apparato e il privilegio istituzionalizzato stanno cambiando, direi trasformando l'ex commissario europeo.
E il cav. Berlusconi? Lo ricordate nel 1994 si presentò alla nazione intera, volendo salvaguardare i propri interessi personali dall'assalto dei komunisti duri e puri, (od eran spuri??) affermando, anzi berciando ai quattro venti che avrebbe fatto una vera Rivoluzione Liberale nel nostro Paese, e invece tra veline e maitresse, tra mafiosi e inquisiti, si è andato a sedere sopra la poltrona di Palazzo Chigi è tra corna ostentate e la “culona” indirizzata alla cancelliere Merkel, si è imbastito il succulento piatto di interessi privati e in conflitto con l'amministrare la “cosa pubblica” con la banda familiare di Fininvest, Mediaset, Mediolanum, Appalti e forniture, dando scandalo comportamentale con le giovanissime promoters e le improbabili nipotine si è dato all'arraffo tuto mi e alla depredazione di quanto resisteva dopo decenni di ruberie.
Si che all'oggi lo ritroviamo a parlar di casta e di interessi come se lui non ne fosse al corrente e non ne fosse l'epigono comportamentale invidiatissimo da quanti invece si nascondono dietro alle ultime vestigia moraleggianti. Meglio ladri che froci sembrava dire ad ogni uscita interessata il cavaliere con il suo director Bertolaso ed una “banda bassotti” sempre pronta a lucrare.
E' successo spesso nella Storia osservare certi crolli non solo fisici di impropri personaggi che non hanno pensato a quello che dicevano, l'elenco è vasto, espressione d'ogni cultura e d'ogni gente.
Ci dice comunque l'Antonio da Bari che i froci, ci pensassero loro e meno male che non sono presenti in Nazionale, ma forse questo è incerto, sentite le affermazioni pruriginose del Cecchi Paone.
A me pare strana, forse improvvida anche l'indignata protesta dell'associazionismo gayo, visto da qual pulpito si presenta l'offesa e sentita la ridanciana vulgata popolare. Una volta se non ricordo male il Poeta Pier Paolo Pasolini che della sua natura non faceva nascosto pensiero e neanche dava scandalo, affermò che l'esser frocio doveva invero essere motivo di distinguo gaio e orgoglioso.
Ci sta dentro in quel termine dispregiativo una forte carica rivoluzionaria che è bene, almeno per i gay, far bella mostra e affermarla orgogliosamente si che nei nostri tempi economici e sociali, questo essere dichiaratamente contro il sistema dava, e da' chiaramente il senso compiuto di una rivolta fondamentale.
L'Ecclesia romana cattolica si è appropriata dell'assunto imperiale Giulio-Claudio, il quale con l'aiuto del Poeta Virgilio, passò il mare di Azio dopo Filippi ad ostentare le virtù italiche della bella famiglia, del bello campicello e dell'onesta virtus cittadina a riempire Georgiche e latifondo, invitando imperiosamente a “sfornare figli” per le fortune della moderna cives cercando anche di avere una proba matrona accanto, e a non darsi a piaceri e mollezze greche......ma si è visto a qual fine certe improprie affermazioni hanno portato il limes e quegli antichi costruttori di strade e colosseo.
E sta tutto qui allora l'intento rivoluzionario dell'esser gay, se solo non fossero davvero così normali e alle volte super-normali nel nascondersi, e nel volere conservare antichi dolori e chissà forse son stati scambiati per privilegi l'andar per giardini la notte, o far mostra di sé nei Pride, e nel tacere di una condizione, uno status, che francamente nonostante le urla di Calderoli, di Borgezio, Giovanardi e di mr. Ratzinger, oggi non rivoluziona più un bel niente ed è solamente materia del Diritto della Persona che dall'Onu al Consiglio d'Europa oramai son decenni che richiedono una normativa civile a certuni Pays catto-comunisti che proprio nun ci vonno sta'.
Ultima considerazione davvero provvida è constatare che anche un “cresciutello” della periferia barese, che ha sempre avuto contro i ben pensanti dell'agone calcistico e non solo, si stia uniformando al punto di non accorgersi di quanto sia debole il tentativo di volersi schierare tra i "normali" proprio e solamente su questo argomento( ma certo è chiedere troppo) E così tra i silenzi colpevoli dei giornalisti presenti che sembravano al quanto compiaciuti di farlo straparlare, fa specie che invece non si sia schierato moralmente con i “diversi” in quanto anch'egli “diverso”........Ma questa è una storia che andrebbe maggiormente approfondita, essendo materia psicologica complessa. Come e perché gli sfruttati diventino sodali con gli sfruttatori. Così come spesso diciamo del masochista e del suo carnefice. Specchio convesso di una società che da secoli è su di una strada malsana. CiaO
walter maccari
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