Oltre la violenza, il disprezzo.
Nella citta' vecchia di Hebron, i palestinesi si difendono con una rete metallica sopra le loro teste, dal sudiciumaio che gli israeliani gettano dalle finestre delle loro case nella colonia che si trova proprio a ridosso del mercato e la cui costruzione ha visto la distruzione delle case dei palestinesi e la chiusura forzata di alcuni negozi da parte dei militari israeliani che hanno requisito alcuni edifici sull'altro lato della strada per difendere i coloni insediati illegalmente in quella terra.
Oltre ai rifiuti anche di grosse dimensioni, si possono vedere dei mattoni che, se non fosse per quella rete, colpirebbero chiunque passi di li'.
Tempo fa hanno lanciato anche delle molotov e addirittura nella casa di un ragazzo che si affaccia sulla colonia, hanno fatto passare un serpente dal buco che gli garantiva l'unico spiraglio di luce da quel lato della casa, dato che le finestre gli sono state sbarrate dai militari israeliani.
Ma la violenza dei coloni va oltre ogni umana immaginazione.
At-Tuwani e' un piccolo villaggio a sud di Hebron. I palestinesi che vivono li' subiscono quotidianamente i soprusi e le violenze dell'esercito israeliano e dei coloni. I militari distruggono le loro case. Hanno distrutto anche la moschea. Loro ricostruiscono. Di nascosto, perche' per la legge israeliana i palestinesi non hanno diritto a costruire sulla loro terra.
Teresa e Sara, insieme ad altri attivisti di "Operazione Colomba" accompagnano ogni giorno i pastori nella loro attivita' poiche' rischiano aggressioni da parte dei coloni che spesso manifestano nei loro confronti una violenza inaudita usando spranghe, mazze e fionde per impedirgli di far pascolare i loro greggi vicino alle colonie di Ma'on e Havat Ma'on insediate sulla loro terra illegalmente.
La loro violenza non si ferma nemmeno davanti ai bambini che dal villaggio di Tuba devono percorrere la strada che porta ad At-Tuwani dove c'e' la scuola. L'assurdita' vuole che questi bambini vengano scortati dagli stessi militari israeliani che poi vanno ad arrestare i loro padri e fratelli e a distruggere le loro case e i loro pozzi. Teresa e Sara vigilano con il canocchiale che davvero i militari li scortino, visto che a volte succede che non si presentano. Da quella collina dove il vento sferza i volti e le coscienze, loro filmano tutto e inviano poi agli organismi internazionali come l'UNICEF.
Nelle azioni non violente di difesa della loro terra, gli abitanti di At-Tuwani hanno raggiunto una tale consapevolezza della loro forza che sono riusciti a contagiare anche altri piccoli villaggi nei dintorni. Le donne soprattutto, nelle manifestazioni, interponendosi tra i loro uomini e i militari, dimostrano un coraggio che non sempre si riscontra da altre parti.
At-Tuwani resiste. Resiste con le donne.
Nella citta' vecchia di Hebron, i palestinesi si difendono con una rete metallica sopra le loro teste, dal sudiciumaio che gli israeliani gettano dalle finestre delle loro case nella colonia che si trova proprio a ridosso del mercato e la cui costruzione ha visto la distruzione delle case dei palestinesi e la chiusura forzata di alcuni negozi da parte dei militari israeliani che hanno requisito alcuni edifici sull'altro lato della strada per difendere i coloni insediati illegalmente in quella terra.
Oltre ai rifiuti anche di grosse dimensioni, si possono vedere dei mattoni che, se non fosse per quella rete, colpirebbero chiunque passi di li'.
Tempo fa hanno lanciato anche delle molotov e addirittura nella casa di un ragazzo che si affaccia sulla colonia, hanno fatto passare un serpente dal buco che gli garantiva l'unico spiraglio di luce da quel lato della casa, dato che le finestre gli sono state sbarrate dai militari israeliani.
Ma la violenza dei coloni va oltre ogni umana immaginazione.
At-Tuwani e' un piccolo villaggio a sud di Hebron. I palestinesi che vivono li' subiscono quotidianamente i soprusi e le violenze dell'esercito israeliano e dei coloni. I militari distruggono le loro case. Hanno distrutto anche la moschea. Loro ricostruiscono. Di nascosto, perche' per la legge israeliana i palestinesi non hanno diritto a costruire sulla loro terra.
Teresa e Sara, insieme ad altri attivisti di "Operazione Colomba" accompagnano ogni giorno i pastori nella loro attivita' poiche' rischiano aggressioni da parte dei coloni che spesso manifestano nei loro confronti una violenza inaudita usando spranghe, mazze e fionde per impedirgli di far pascolare i loro greggi vicino alle colonie di Ma'on e Havat Ma'on insediate sulla loro terra illegalmente.
La loro violenza non si ferma nemmeno davanti ai bambini che dal villaggio di Tuba devono percorrere la strada che porta ad At-Tuwani dove c'e' la scuola. L'assurdita' vuole che questi bambini vengano scortati dagli stessi militari israeliani che poi vanno ad arrestare i loro padri e fratelli e a distruggere le loro case e i loro pozzi. Teresa e Sara vigilano con il canocchiale che davvero i militari li scortino, visto che a volte succede che non si presentano. Da quella collina dove il vento sferza i volti e le coscienze, loro filmano tutto e inviano poi agli organismi internazionali come l'UNICEF.
Nelle azioni non violente di difesa della loro terra, gli abitanti di At-Tuwani hanno raggiunto una tale consapevolezza della loro forza che sono riusciti a contagiare anche altri piccoli villaggi nei dintorni. Le donne soprattutto, nelle manifestazioni, interponendosi tra i loro uomini e i militari, dimostrano un coraggio che non sempre si riscontra da altre parti.
At-Tuwani resiste. Resiste con le donne.
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