Parlare oggi di PPP ovvero Pier Paolo Pasolini è un pò come scoprire che poi, in fondo in fondo, la letteratura contemporanea non è poi così irrangiungibile, anzi. Ecco, un pò è così, dare per scontato per PPP sia inavvicinabile, difficile, teorico e e teoretico, soprattutto comunista e sensibilmente acattolico, tocca veramente quella parte dello spirito che va ben oltre il senso delle cose. Sarà per questo che dopo tanti anni dalla sua atroce e stupida morte che di PPP se ne parla ancora come se fosse un amico di casa che è solo uscito per prendere i pasticcini e non è tornato perchè, per caso si è trovato su una spiaggia ed è rimasto lì, forse morto, forse solo dormiente. Sarà questo che la mostra di Roma dedicata a PPP ha un fortissimo fascino, probabilmente è l'ultima fatica di Gianni Borgna che con Jordi Bardò e con Alain Bergala hanno pensato di raccontare RomaPasoliniRoma al Palazzo delle Esposizioni. Ed è un viaggio a ritroso, una storia fantastica di una persona piena di vita, fatto di una corazza di gelso e assolutamente pronto a crear battaglie per portare a casa il proprio amore per tutto ciò che non c'era più. Ed è assurdo, assolutamente assurdo che ancora oggi, oggi 2014 la storia non è chiusa, non è approdata ad una verità di una morte incredibile, violenta come è stato violento il sentimento di Pasolini per tutto ciò che non avesse un tremore di vita e di passione. La storia certo è quella di una Italia che si tinge di bianchissimo giallo vaticano e non comprende che una forte presenza di persone si veste di giorno di rosso. Pasolini è andato oltre, si tinge del colore di quello che lo rende unico, incompreso anche dai rossi e vezzeggiato dai bianchi di giallo vestiti. Eppure, oggi 2014, vederlo in questa mostra romana la memoria si riprendere ciò che pensava di aver smarrito, in un tempo timido, sporto e silenzioso ad un avvenire che non sarà mai più lontano dello scambiare le stelle con le luci dei pianeti lontani.