Si aprirà stasera, Mercoledì 24 Settembre, la stagione autunnale del Museo Marino Marini con due progetti inediti a cura di Alberto Salvadori: Girare con te di Esther Klas e Cold climate di Silke Otto-Knapp.
Nella suggestiva e simbolica cornice della cripta del Museo sarà possibile ammirare un allestimento che, interagendo con lo spazio, crea un sistema dinamico e relazionale tra l'opera e chi la guarda.
Girare con te si compone di tre gruppi scultorei, realizzati dall'artista tedesca durante il suo soggiorno a Carrara.
Le opere sono riconducibili ad una visione artistica astratta e sono caratterizzate da forme arcaiche, primordiali, fisiche. I materiali, espressi nella loro forma grezza, rimandano direttamente al senso profondo dell'opera. Questi totem di estremo fascino sembrano sfuggire al tempo, richiamano le origini dell'arte scultorea, rappresentando un tempo precedente al periodo dell'arte di dare forma a un oggetto.
Nella prima opera, sei totem in resina senza piedistallo, sono combinati con quattro fusioni in alluminio che rappresentano il momento immediatamente precedente alla creazione, l'immagine dell'idea che prende forma. Su ogni totem ci sono dei pigmenti colorati : è sempre esistita la scultura dipinta.
La seconda opera, che incontriamo entrando nel piccolo sacello della cripta, è invece una delle poche sculture della Klas dove la forma mostra un oggetto: una mano in bronzo che trattiene un frammento di mattonella, raccolto dall'artista stessa durante una passeggiata a Roma, sulle tracce della presenza di Robert Smithson. É questo elemento a rimarcare, anche in quest'opera, il rapporto con la memoria che pervade tutta l'esposizione, il personale che si manifesta.
Nell'ultima sala, due grandi lastre di granito rosso si presentano nella loro natura di materiale da lavoro presentando i segni del taglio effettuato in cava. Su queste superfici l'artista ha praticato sei fori circolari che concepiscono delle “assenze” e che rendono le pietre dei veri e propri oggetti astratti.
Cold climate è invece il titolo della mostra di Silke Otto-Knapp, un sistema scenografico in cui le tele, sorrette da piedistalli mobili realizzati da artigiani fiorentini, ridefiniscono lo spazio museale e assumono una loro vitalità. Il dipinto esce così dalla sua natura bidimensionale diventando strumento performativo, oggetto autonomo nello spazio; si tratta di un'elaborazione personale di immagini, non una copia. I suoi quadri sono una rappresentazione spazio-temporale tra immagine e testo.
Il titolo è ispirato a Tender Buttons di Gertrude Stein e testimonia la grande passione della pittrice per la letteratura e la poesia. Altra grande passione dell'artista è quella per la danza, la disciplina da cui trovano ispirazione i suoi disegni. Infatti i quadri contengono in sé un insieme di citazioni legate alla storia della danza.
La tecnica utilizzata è quella degli acquarelli lavati non fissati e i quadri, con la loro dimensione quasi monocromatica, esprimono una forte presenza unitamente ad una estrema delicatezza.
Il progetto di Silke Otto-Knapp comprende inoltre un programma di performance teatrali e musicali con la partecipazione di Ei Arakawa e Sergei Tcherepnin.
Isabella Pugliese , Lorenzo Soria e Nora Mulè/ stagisti dell' Università degli Studi di Firenze presso DEApress
Foto DEApress



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