Naturalmente anch'io invecchio. Sentitevi liberi di accusarmi di fissazione e di “demenza senile”.
Vengo informato (1) che la vicenda di Amanda Knox e del famigerato “Processo di Perugia” continua...Non sono l'unico a notare come l'uso improprio dei fatti di cronaca per distrarre “l'opinione pubblica” su problemi più generali sia ormai una prassi consolidata da parte dei mass media. In questo caso mi sento in dovere di aggiungere anche altre considerazioni. Anni addietro, (2) ho documentato come quel processo si fosse svolto: “le investigazioni si sono caratterizzate per un "modus operandi" assolutamente discutibile. Un clima di pressione psicologica, sugli arrestati, se proprio non vogliamo dare peso alle voci di violenze fisiche...Nessuno stupore se poi gli stessi hanno rilasciato dichiarazioni contraddittorie! Inoltre le indagini relative all'omicidio di Meredith si sono svolte in un clima saturo di tutti i peggiori pregiudizi. [...]”.
La mia opinione, da allora, non è minimamente mutata....
In generale possiamo dire che nessun processo, in Italia si distingue per essere “una spassionata ricerca della verità”. In particolare, in quelli che si svolgono “sotto la luce dei riflettori”.....ci deve essere un colpevole. E deve essere il colpevole che il pubblico vuole, non “uno a caso”! Non si accetta, la banale constatazione che .....siamo tutti umani e che quindi, in molti casi la realtà dei fatti non potrà mai venire da noi conosciuta. No, ci si ostina, fino a travolgere il comune buon senso (e questo, nella fattispecie, è stato fatto con la grottesca accusa di diffamazione rivolta ai genitori della Knox). Fino a passare il confine tra inchiesta e inquisizione.
Nel processo medioevale “la regina delle prove” è la confessione. Pur di arrivarci si passa attraverso qualunque cosa inclusa la tortura. Oggi la tortura non è più “legale”, quindi si cerca in ogni modo di arrivarci attraverso pressioni di tipo psicologico, incluso il ben noto abuso della carcerazione preventiva. Ma ci sono casi -come quello in questione- in cui non ci si arriva ugualmente, e allora cosa viene fatto? Si esamina la figura dell'imputato. Esso deve essere colpevole, quindi si ricerca nella sua storia, nelle sue dichiarazioni, nei suoi gesti, qualcosa che lo caratterizzi come tale, che lo qualifichi come tale, soprattutto agli occhi del pubblico. E, nel farlo, non si arretra di fronte al fare appello ai peggiori pregiudizi della folla.
Qualcosa si trova sempre! E, per di più, qualcosa che rafforzi, nelle masse stesse, i più retrogradi pregiudizi....Le antipatie “di bassa lega”! Le “superstizioni da vecchie comari”! Tutto l'arsenale di piccineria morale e di grettezza accumulato nel corso dei secoli! “Il peggio del peggio”!
Alla logica medioevale della “colpa nel soggetto” (3) si aggiunge lo scopo moderno di costruirsi il consenso sottomettendo le masse. Anche nel caso della Knox, sulla scena viene rappresentato l'ennesimo rifacimento -in chiave moderna- del famoso quadro del Botticelli: “la Calunnia” (e mi dispiace -credetemi!- dover essere io a rappresentare per voi la figura del Rimorso, unica figura a guardare la realtà, ma emblematico del fatto che voi spettatori non siete mai innocenti).
“ re Mida (riconoscibile dalle orecchie d'asino), nelle vesti del cattivo giudice, è seduto sul trono, consigliato da Ignoranza e Sospetto; davanti a lui sta il Livore (cioè il "rancore"), l'uomo con il cappuccio nero, coperto di stracci che tiene per il braccio la Calunnia, donna molto bella, che si fa acconciare i capelli da Insidia e Frode, mentre trascina a terra il Calunniato impotente e con l'altra mano impugna una fiaccola che non fa luce, simbolo della falsa conoscenza; la vecchia sulla sinistra è il Rimorso e l'ultima figura di donna sempre a sinistra è la Nuda Veritas, con lo sguardo rivolto al cielo, come a indicare l'unica vera fonte di giustizia.”(4)
Fabrizio Cucchi, DEApress
(2) http://www.deapress.com/articoli-mainmenu-29/opinioni-e-commenti-mainmenu-65/6595-ancora-sul-processo-di-perugia.html ; http://www.deapress.com/articoli-mainmenu-29/opinioni-e-commenti-mainmenu-65/8885-il-mio-qjaccuseq.html
(3)Indulgerò a una divagazione: per il medioevo cristiano la colpa è nel singolo soggetto. Si confronti ad es con il processo rituale delle Bufronie nell'antica Atene, dove la colpa alla fine è nell'oggetto (scure o coltello) con cui è stata effettuata l''uccisione. Personalmente vorrei suggerire l'idea (del resto non nuova, e di cui non vanto la paternità ) che colpevole è il contesto, la società. Questo non toglierebbe poi all'individuo la responsabilità degli atti, ma se parliamo di colpa, e seguendo quella logica, di punizione, allora...
(4) http://it.wikipedia.org/wiki/Calunnia_%28Botticelli%29
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