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Giornata dell'Africa

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Ph Stefano Molino

Il 25 Maggio 2017 sarà il 50esimo anniversario della nascita dell’ Organizzazione per l’Unità Africana poi sostituita dall’e Africana(UA) nel 2002. Nonostante i vari mutamenti burocratici e le varie sfumature che l’organizzazione ha assunto, il fervore per la cultura africana non ha smesso di ardere.

Riflettendo sulla cultura stessa viene da domandarsi come faccia a mutare così velocemente. Al giorno d’oggi l’era capitalista porta un susseguirsi di lingue e modelli che consumano le tradizioni a vista d’occhio.

Il continente africano, nonostante l’obbligo al lavoro e le schiavitu’ che non si estinguono, funge da isolante per conservare ciò che la storia e i popoli hanno costruito nel tempo.

Questa giovane Organizzazione per l'Unità Africana nata a Durban, in Sudafrica, sottoscrisse sin da subito i primi atti relativi agli organi dell’e e i protocolli relativi allo stabilimento del Consiglio di Pace e Sicurezza. Gli obbiettivi furono incentrati soprattutto sul superamento dei conflitti interni agli stati, genocidi e crimini contro l’umanità.

L’anno scorso l’African day si concentrò sulla disuguaglianza di genere. Le donne africane furono messe al centro di discussioni accese, poiché sottoposte a discriminazioni e a oggettificazioni che sfociano nel peggiore dei casi nel traffico di esseri umani.

L’Italia, purtroppo, è uno dei paesi complici nell’aspetto della prostituzione e dell’adozioni illegali che ritrovano nell’Africa una fonte di smercio e guadagno.

Comunque non soffermiamoci sulla metà vuota del bicchiere: il nostro paese si occupa anche del grande continente mettendolo al centro della politica estera. Nel maggio 2016, per l’appunto, si tenne la Conferenza Ministeriale Italia-Africa che si focalizzò sulla sostenibilità economica e ambientale, sulle migrazioni, e sulla pace e la sicurezza. Tutto ciò per ribaltare questa angusta visione e per far risaltare le opportunità affrontando le problematiche sociali. Un nuovo metodo valutativo che permetterebbe di ridurre le disuguaglianze a favore di un incremento politico, economico e magari culturale, evidenziando l’ampio e colorato ventaglio di saperi e tradizioni che ci vengono offerte dal continente africano.

Il 23-24-25 maggio si terrà il primo Festival Africa Day all'Università degli Studi di Firenze per poter visualizzare i rapporti comunicativi.

Come mai prima d'ora, avremo la possibilità di partecipare a tre giorni d'esposizione e discussione comprendenti video, danze e laboratori di fotografia, poesia e teatro. Vi saranno anche vari dibattiti riguardanti gli scambi sociali e culturali. Un evento più unico che raro dove poter conoscere e apprezzare la vita e le varie sfaccettature di popoli che ci sono più vicini di quanto pensiamo.

Tutto ciò si riassume in una magica esperienza atta a far incontrare vari mondi e punti di vista , per il piacere di scoprirsi così simili, così diversi.

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Ph Stefano Molino

 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 22 Maggio 2017 09:11 )  

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