Sicuramente non necessario. Come se in classe non ci fossero già abbastanza distrazioni, adesso si è pensato di inserire l’uso del cellulare nelle aule. Raramente i ragazzi potrebbero usufruire del cellulare per cercare la data di nascita di Nelson Mandela o per scoprire quale sia la capitale del Sudafrica.
Postare foto o girare video in tempo reale, chattare da un lato all’altro dell’aula per commentare la lezione o semplicemente controllare i social networks: ecco quali sarebbero i reali utilizzi dell’accesso a internet nelle aule scolastiche.
L’acquisto dei libri, sempre più costosi e voluminosi, in questo modo diventa superfluo: che senso ha perdere tempo per cercare sui libri un’informazione a cui posso accedere soltanto digitando le parole chiavi sul web?
Su internet posso ricercare qualunque cosa io abbia bisogno e si sa, quantità non coincide quasi mai con qualità. Molte potrebbero essere le connessioni (termine non usato a caso) tra mondo digitale e mondo didattico, ma forse non è questo il modo migliore per scoprirle: come se non bastasse, ancora risulta impossibile, almeno nel nostro sistema scolastico, bloccare l’accesso a determinati siti non didattici.
Modernizzarsi in questo modo non è probabilmente il metodo corretto: prima pensiamo a come formare gli insegnanti e a educare gli studenti, poi a come integrare l’educazione didattica tradizionale con i nuovi metodi informatici e le nuove tecnologie.
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