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Presentazione "Diario Social di un Rettore 2"

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È stato presentato il 29 novembre 2017 “Diario Social di un Rettore 2. Appunti di viaggio per un’idea di Università”, il II libro di Luigi Dei, docente di Chimica e Rettore all’Università degli Studi di Firenze dal 2015.

Questo volume fa seguito a un altro «diario» di Luigi Dei uscito sempre per Firenze University Press, e dedicato alla chimica: un esperimento di divulgazione scientifica all’epoca di Facebook.

L’evento ha visto la partecipazione - oltre che dell’autore - della prorettrice alla comunicazione Laura Solito, Sandro Bertuccelli (capo redattore de “La Repubblica” – Firenze), Francesco Carrassi (redattore de “La Nazione”) e Antonio Montanaro (del “Corriere fiorentino”), che ha sostituito Paolo Ermini.

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La presentazione inizia con le parole di Laura Solito, secondo cui il libro propone una nuova idea di università: viva e assolutamente immersa nei tempi in cui viviamo. Questa immersione è visibile sin dalla genesi del volume, contenente una serie di post che il rettore ha raccolto – in circa due anni - sul suo profilo di facebook.

Bertuccelli sottolinea l’entusiasmo dell’autore e la sua voglia di conoscere attraverso la curiosità dei suoi studenti.
Luigi Dei mettendo per iscritto e in sequenza i pensieri, dai social network in questo libro «diario», arriva ad ipotizzare un'idea di università pubblica e democratica che offre a tutti la possibilità di partire dallo stesso punto. L’autore usa il termine "turisti" per riferirsi ai suoi studenti, ma si considera lui stesso un turista che affronta il medesimo viaggio – anche se da prospettive diverse - quindi “anche i docenti imparano”.

Nel suo breve intervento Carrasso fa notare al pubblico come il Dei racconti la sua esperienza con emozionalità in quanto “comune mortale” - non come rettore di una grande università - e chiede all’autore quali siano i punti fondamentali da dover suggerire a tutti noi per dar vita ad un'università che stia al passo con i nostri tempi e soprattutto sia adatta per i nostri figli.

Per l'autore, l'università, essendo “caposaldo della società del futuro”, dovrebbe insegnare oltre che meodologie,  valori etici, civici e sociali che però, non si trovano nei libri ma che dovrebbero essere costantemente distillati come modelli di comportamento. Il rapporto che la società ha con l'università riguarda una stretta minoranza delle famigle; i social possono servire anche a far capire (a tutti) perché l’università sia importante in un paese civile e perché dobbiamo lavorare oggi per far sì che il mondo di domani consenta a più cittadini di farne parte.

Con l’ultimo intervento, Montanaro prova a descrivere le sensazioni che ha dato la lettura con quattro parole: "coraggio" (di calarsi nel caos dei social network), "parola" (che diventa strumento per diffondere conoscenza), "isola sconosciuta" (metafora del viaggio dell’uomo verso ciò che ancora non sa) e "maestro" (figura che dà importanza anche all’educazione affettiva).

Nelle ultime pagine leggiamo forse la lezione più importante di questo libro:

"Dobbiamo aver fede nel principio dell'unitarietà della cultura, perché il confronto con idee, pensieri e approcci differenti da quelli che nel quotidiano nostro ricercare caratterizzano il nostro operare, ci può aprire orizzonti assolutamente imprevedibili. Contaminare è essenziale."

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 30 Novembre 2017 20:08 )  

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