I CHIOSTRI DELL’ EX MONASTERO DELL’ ORDINE CAMALDOLESE DEI FRATI DI SANT’ANGELO IN VIA DEGLI ALFANI - FIRENZE
MONASTERO DEI FRATI DI SANT’ANGELO DAL CODICE RUSTICI
Veduta settecentesca del monastero di Santa Maria degli Angeli di Firenze, in un disegno custodito presso la Biblioteca Classense di Ravenna.
I chiostri
Il chiostro Grande
Chiostro grande del Nigetti si accede tutt'ora dalla Piazza Brunelleschi
Il chiostro Grande, detto anche "dell'Ammannati" (Bartolomeo Ammannati) , fu in realtà progettato daMatteo Nigetti(Firenze, 1560-70 circa Firenze, 1648architetto e scultore)e vi si accede dall'ingresso della Facoltà di Lettere dell'Università di Firenzeposto nella piazza Brunelleschi. È caratterizzato da un portico con archi ribassati, tipicamente seicentesco. Nella parete di destra c'è l'ingresso all'antica chiesa, che poi divenneBiblioteca Medica, contenente gli originali delleStorie fiorentinediScipione Ammirato (Lecce, 7 ottobre1531 Firenze, 11 gennaio1601storico e letterato). Il chiostro Grande confina sul lato nord con laCasa del Mutilatocostruita negli anni '30 del Novecento.
Chiostro degli Angeli o Agnoli
Il Chiostro della Sagrestia o degli Angeli è il secondo chiostro della chiesa di Santa Maria degli Angeli a Firenze: fu realizzato da Gherardo Silvani (Firenze, 1579 Firenze, 1675architetto e scultore), ispirandosi probabilmente a disegni di Filippo Brunelleschi, ed è composto da archi a tutto sesto che creano un porticato sui quattro lati, al di sopra del quale si trova una loggetta architravata. Qui restano le lunette affrescate in larga parte
da Bernardino Poccetti, pseudonimo di Bernardo Barbatelli (Firenze, 26 agosto1548 Firenze, 10 novembre 1612, pittore) verso il 1601, ben conservate, dai colori vividi e dal tipico tratto netto del disegno dell'autore, che aveva anche affrescato due anni prima la cupola della cappella Ticci (1599). Le altre lunette furono dipinte da Donato Arsenio Mascagni (Firenze, 1579 Firenze, 10 marzo1637religioso, pittore e scultore) e Bernardino Monaldi (Firenze (?) 1568 Non siconoscono né l’anno né il luogo di morte del Monaldi pittore), mentre i busti in marmo sopra i portali, raffiguranti santi e protettori dell'ordine camaldolese, vennero scolpiti da Giovanni Battista Caccini
(Montopoli in Val d'Arno, 1556 Firenze, 1613scultore e architetto) e Pietro Francavilla, nome italianizzato di Pierre Francheville o Franqueville. (Cambrai, 1553 circa Parigi, 1616, scultorefrancese, che apprese a Firenze lo stile manierista e lo esportò in Francia).
Nel 1756 il padre gesuita Leonardo Ximenes (1716 - 1786) istituì un' osservatorio meteorologico in Firenze. Il campanile di questo Convento fu dedicato allo scopo, oltre che alla sua funzione religiosa, anche come osservatorio e/o stazione meteorologica.
parte del Chiostro degli Angeli
Vista dall'interno del chiostro degli Angeli con il campanile già osservatorio metereologico Ximeniano
Alcune scene affrescate all’interno del Chiostro degli Angeli, sono:
Lato meridionale:
(
Donato Arsenio Mascagni, Veduta dell’Eremo di Camaldoli (1600) con il Busto di San Romualdo di Pietro Francavilla (1599)
Donato Arsenio Mascagni, Un converso indica al giovane Romualdo l’apparizione del Beato Apollinare che incensa con un turibolo gli altari dell’abbazia di Classe (1600)
Donato Arsenio Mascagni, I cenobiti classensi accolgono Romualdo nella comunità grazie all’intercessione del vescovo ravennate (1600).
Donato Arsenio Mascagni, Pietro Orseolo, doge di Venezia, s’ imbarca per la Francia insieme a San Romualdo e ai beati Guarino, Marino, e Giovanni Gradenigo (1600)
Donato Arsenio Mascagni, San Romualdo, costretto dall’imperatore Ottone, accetta il governo dell’abbazia di Classe (1600)
Donato Arsenio Mascagni e collaboratore, Sogno di San Romualdo (1600)
Collaboratore di Donato Arsenio Mascagni, Angeli recanti corone (1600) e Busto del Beato Michele da Firenze di Giovanni Battista Caccini (1602)
Lato occidentale
Bernardino Poccetti, San Romualdo e Maolo, dopo la visione avuta da entrambi della scala celeste, parlano dell’edificazione dell’eremo di Camaldoli (1601)
Bernardino Poccetti, Angeli in venerazione del busto di San Giacomo (1601) e Busto di San Giacomo di Giovanni Battista Caccini
Bernardino Poccetti, Il vescovo di Arezzo e San Romualdo gettano le prime fondazioni dell’Eremo di Camaldoli (1601)
Bernardino Poccetti, Angeli che sollevano un drappo per mostrare il busto di San Pier Damiani (1601) e Busto di san Pier Damiani di Pietro Francavilla
Lato settentrionale
Bernardino Monaldi, Angeli con libri che incorniciano il busto di Ambrogio Traversari (1601) e Busto di Ambrogio Traversari di Pietro Francavilla (1599)
Bernardino Monaldi, San Romualdo libera dal demonio un fanciullo con un pezzetto del suo pane (1601)
Bernardino Monaldi, L’Imperatore Enrico IV abbraccia con grande affetto San Romualdo e gli affida l’Abbazia del monte Amiata (1601)
Bernardino Monaldi, San Romualdo, rimasto isolato e privo di viveri a causa di una inondazione insieme ad un gruppo dei suoi monaci, riceve del cibo dal cielo (1601)
Bernardino Monaldi, San Romualdo salva un monaco che il demonio stava strangolando (1601)
Bernardino Monaldi, Il Diavolo in forma di un cane rosso tenta di far annegare san Romualdo spaventando il suo cavallo (1601)
Bernardino Monaldi, Angeli che aprono un tendaggio per mostrare il busto di San Benedetto (1601) e Busto di San Benedetto di Giovanni Battista Caccini (1598)
Lato orientale
Bernardino Poccetti, Figure femminili allegoriche della Giustizia e Benignità o Bontà divina (1601) e Busto di Gesù Cristo di Giovanni Battista Caccini
Cappella Ticci
Dal Chiostro degli Angeli ingresso alla Cappella Ticci
(le foto esposte degli affreschi nel Chiostro degli Angeli, sono di Andrea Mugnai)
Il chiostro dei Morti
Accesso da Via degli Alfani. Ingresso dalla Facoltà di Lettere
Un terzo chiostro, dettodei Morti, con un loggiato al primo piano che gli corre attorno, è attiguo all'ingresso attuale degli studenti su via Alfani ed è caratterizzato da arcate a tutto sesto che compongono un porticato sui quattro lati, sormontato da un loggiato coperto, sulle cui pareti esterne restano ancora oggi tracce di graffiti. Vi sono conservate alcune lastre tombali, tra le quali quelle dell'umanistaBenedetto Varchi.
(Ricerche di Andrea Mugnai)
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