La serie di incontri da avviare per la prossima stagione – all’interno delle iniziative promosse da ARTE E PSICOLOGIA – ruota attorno agli interrogativi che l’arte contemporanea solleva nell’opinione pubblica (in quanto fonte di significato spesso inedito e quantomeno instabile), nonché fra quanti fanno dell’arte contemporanea il proprio campo di attività – sia sul versante della produzione (artisti, grafici, designer, etc.) che su quello della distribuzione e ricezione della proposte artistiche (critici, curatori di musei, mercanti, collezionisti, etc.).
1. Il risvegliato appeal dell’arte contemporanea. (1 febbraio 2008)Ci pare che l’arte contemporanea possa rappresentare una chiave di interpretazione del vissuto contemporaneo proprio per il suo valore polisemico – permettendo di allargare (o refutare) i confini della norma e dunque fornendo strumenti che valgano a mettere in questione gli assunti di una cultura estetica che perennemente viene messa in causa dalle forze del mercato. Il recente ‘risveglio’ nei confronti dell’arte contemporanea che si è verificato in Italia (ne siano prova i musei ad essa dedicati a Napoli, Roma, Bologna, Torino…) induce a proporre sia una riflessione ‘nuova’ attorno a quelle “case di sogno della collettività” che Walter Benjamin individuava nei musei, sia a chiedersi in che modo la socializzazione mnemonica che fino a non molto addietro avveniva nelle istituzioni museali ‘tradizionali’ e secondo canoni più e meno esplicitati, possa adesso procedere e quali ne saranno i filtri.
2. L’arte contemporanea nell’età della sua spettacolarizzazione. (7 marzo 2008)Se con una certa approssimazione, adottiamo le linee interpretative della contemporaneità espresse – ad esempio – da Guy Debord e da Jean Baudrillard, potremmo affermare di trovarci in una situazione di ‘spettacolarizzazione’ della vita sociale e davanti al rapido costituirsi di ‘simulacra’ che vengono incessantemente rinnovati. La modernità ‘liquida’ cui si riferisce Zygmunt .Bauman, d’altra parte, sembra incoraggiare l’affermarsi dell’evento d’arte più che quello dell’opera d’arte. Quindi individuare quali possano essere i parametri attraverso cui oggi si costruiscono valore e significato in un campo artistico ‘accelerato’ costituisce un ulteriore tema di discussione affrontato attraverso le strategie dei premi, delle fiere, delle mostre.
3. Immagini in movimento (4 aprile 2008)L’importanza dell’immagine in movimento – fenomeno rivoluzionario che ha percorso tutta la storia del Novecento e che oggi trova sviluppo nelle proposte multimediali – rappresenta un terzo snodo di argomenti che portano ad interrogarsi sull’importanza della videoart, della sua fruibilità, delle derive che si aprono nei confronti della pubblicità e, più in genere, della cultura promozionale, nonché delle conseguenze che ne riporta l’immaginario collettivo in un’epoca di estetizzazione del mondo.
4. Neuro-estetica e creatività artistica. (23 maggio 2008)I più recenti risultati sviluppati dalle neuroscienze, costituiscono ulteriore snodo del percorso. Il concetto di ‘neuroni specchio’, sviluppato dal gruppo di ricerca dell’Università di Parma, sottolinea la natura relazionale della mente umana stabilendo un’interdipendenza fra identità e interindividualità che permette di comprendere come il cervello umano reagisca all’incontro (anche) con l’opera d’arte. Abitare l’inedito diventa allora possibile attraverso il rapporto di riconoscimento con il gesto artistico: entro una tale prospettiva l’arte contemporanea affermerebbe la sua qualità di ‘pratica del possibile’. 5. Corpo umano e performatività artistica (13 giugno 2008)Il fenomeno della presenza femminile in campo artistico si accentua con l’affermarsi della crescente emancipazione sociale che contraddistingue la storia delle donne degli ultimi due secoli. Le più recenti affermazioni in campo artistico riportate da donne sollevano la questione dell’importanza del corpo: l’uso performativo che ne viene fatto denuncia sia il suo statuto tradizionalmente oggettificato, sia la strada per una sua possibile catarsi. Con questa tematica si intende porre al centro dell’attenzione un lavoro di definizione dell’identità artistica – a partire dal ‘genere’ - intrecciando contingenze personali con contesti storico-artistici.
Ciclo di incontri a cura di Margherita Ciacci e Maria Grazia Messina.