Roberto Dall’Olio
“Un loden senza inverno”
In “Un loden senza inverno”, Roberto Dall’Olio ripercorre la figura del padre attraverso una poesia limpida, dolente e luminosa. Il libro, al tempo stesso custode di macerie e raffinate rinascite di consaopevolezze, è una meditazione sul legame che unisce ciò che eravamo, ciò che siamo e ciò che continuiamo a portare con noi oltre l’assenza. I versi scorrono come una conversazione interrotta eppure ancora viva, un dialogo sospeso tra ricordo e presenza, tra storia e contemporaneità. La figura paterna emerge come custode di un mondo che non c'è più, un tempo tramandato per voce e gesti, un’eredità fatta di valori più che di storie. Dall’Olio intreccia memoria familiare e memoria civile, fede nella parola e rispetto per la storia. Da una parte lo leggo come manifesto di tutti, dall'altro come potente scorcio poetico su una vita distante. Le poesie diventano così pietre che tracciano un percorso interiore, un cammino che non ha la pretesa di colmare il vuoto, ma di riconoscerlo e abitarlo.