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In ogni famiglia c’è un po’ di pazzia

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"Mental", il nuovo film di Paul J. Hogan, approda alla VII ed. del  Festival di Roma

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Nella piccola e tranquilla cittadina australiana di Dolphin Heads le cinque sorelle Moochmoore sono convinte di essere pazze. C’è chi si crede affetta da schizofrenia, chi da disturbi sociopatologici, chi da bipolarismo e sdoppiamento della personalità.

La madre, Shirley, moglie di Barry, sindaco della comunità, è alle prese con un acuto sentimento di frustrazione dovuto al comportamento di un uomo che, impegnato a corteggiare le avvenenti segretarie del suo ufficio durante la campagna elettorale in vista delle nuove elezioni, sfugge al suo ruolo di padre e marito. A Shirley non rimane altro che rifugiarsi nel mondo fantastico del suo musical preferito The Sound of Music immaginando una vita normale che purtroppo non le appartiene.

I vicini e la sorella maggiore la guardano con sospetto quasi a volerla convincere di essere alla guida di una famiglia di matti. Costretta in questa condizione Sherley è ormai al limite della sopportazione e il marito è costretto a rinchiuderla in un ospedale psichiatrico.

A prendere le redini della famiglia arriva Shaz, una stravagante autostoppista interpretata da un’impeccabile Toni Collette che, come un uragano, entra nella vita delle cinque sorelle in compagnia del suo fedelissimo cane “Ripper”. Con la sua teoria sull’anti-conformismo Shaz sembra aver trovato il terreno perfetto per riportare le cinque sorelle a quella normalità che sembrava ormai perduta.

Una moderna Mary Poppins che con i suoi metodi bruschi e un po’ barbari sembra essere l’unica a poter ristabilire l’ordine nella famiglia Moochmoore.

Comicità e dramma si alternano in un crescendo di episodi che intendono scardinare con forza quell’apparente perfezione sociale degli abitanti di Dolphin Heads. Shaz conduce le cinque sorelle nell’universo delle patologie psicologiche mostrando loro come gli altri, coloro che si credono normali, sono in realtà i veri matti affetti da comportamenti compulsivi “da manuale”: la vicina che, con scrupolosità maniacale, pulisce con lo spazzolino da denti il vialetto della sua casa “asettica”; il vicino che va su tutte le furie alla minima variazione di uno dei tasselli che compongono la sua morbosa routine quotidiana.

Se Shaz è la terapeutica moderna per le cinque sorelle, Coral, Jane, Leanne, Kaylenn e Michelle lo sono per lei. Sotto quel vestito da baby sitter burbera e senza peli sulla lingua si cela il corpo di una donna prigioniera di un incolmabile dolore, una eco incessante e prepotente che risuona nella sua mente.

Solo con la “contro-terapia” della famiglia Moochmoore riuscirà a “raggiungere la cima della montagna se non altro per non rimanere in basso” e far tacere per sempre quella voce.

Pazze o non pazze ci schieriamo dalla parte delle cinque sorelle e della caposquadra, impegnata nell’arduo compito di aiutarle a riscattarsi di fronte ad una comunità che è convinta di essere perfetta ma che invece, dietro la facciata di quelle casette tutte uguali color pastello, svela tutta l’instabilità e la fragilità di un equilibrio apparente, artificioso che prima o poi sarà destinato a  frantumarsi.

Ritmo veloce, incalzante, comico e drammatico allo stesso tempo. Un binomio riuscito che ci fa sorridere ma che ci fa anche riflettere trascinandoci sulla sottile linea di confine che separa ciò che ci sembra e crediamo normale e ciò che non lo è.

Dalla regia di  Paul J. Hogan, lo stesso che ha diretto Il matrimonio del mio miglior amico, ne esce un film che diverte e allo stesso tempo mette a  nudo la complessità delle nostre menti facendo vacillare il nostro “sentirci normale”. Che non ci sia un po’ di pazzia in ognuno di noi?

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 11 Febbraio 2014 02:54 )  

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