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La genialità dell'imperturbabile: John Kobal

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Che il novecento avesse tirato fuori tante menti pensanti ed interessanti, oramai, ad un passo dal 3000, è un dato assunto. Tanti sono stati coloro che hanno pervaso l'Occidente intellettuale di novità, così come un folle visionario come John Kobal ha avuto la capacità di fare delle sue passioni un impero. Impero di immagini, di foto, di memorabilia. Imperturbabile uomo del novecento, con i baffi o senza, Kobal ha aperto il suo mondo all'immaginazione collettiva, inventandosi una modalità comunicativa fatta appunto di immagini. La sua passione il cinema di Hollywood, le star, il mondo che gira attorno. Inizia come attore, ci prova da inglese trapiantato, ma probabilmente il suo allure è nella dimensione immaginifica e non nella realtà di mettere in scena l'irreale. Inizia pertanto una  conta di chi ha reso immagine le dive e i divi di Hollywood. Inizia quindi una ricerca serrata di fotogrammi, provini, insomma Kobal  mette assieme un vero impero che sarebbe stato gettato nei cassonetti della memoria da parte degli Studios se non fosse stato recuperato. Kobal si attrezza e va raccattando tutto ciò  che riesce a recuperare. Fa il giro delle "sette chiese" e mette assieme un grande capitale:  è un onnivoro. Raccoglie di tutto, ovvero tutto ciò che possa essere riconducibile a quel mondo di fantastilandia. Non contento inizia a contattare i fotografi che avevano creato una vera scuola in terra americana. Sono quasi tutti europei come lui. Hanno l'arte nelle mani e negli occhi. Il lavoro di Kobal è molto importante. Li mette assieme e soprattutto fa conoscere al mondo che le tantissime icone dei "santi" del cinema sono ad opera di seri professionisti dell'immagine, della fotografia. Pertanto si avvia una vera macchina, una vera industria del cimelio. E questo per Kobal è veramente l'inizio delle sue fortuna. Entra in società con una discreta parte di questi fotografi che decidono di rimettere mani ai propri archivi, sempre che ne hanno memoria. Dove non arrivano loro arriva lui con la sua grandissima collezione di negativi. Nasce quindi una moda quella della memorabilia fotografica e quindi, grazie a Kobal un lavoro che sembrava perduto nel nulla, diventa arte. Lo era già prima ma probabilmente molti di quei fotografi non lo sapevano. Poi non contento Kobal inizia a contattare gli attori e le attrici, li intervista e fa vedere loro foto di cui spesso non hanno memoria. Il gioco è completo. Ora Kobal ha messo assieme tutti i pezzi del puzzle. Nascono così grandi mostre, cataloghi, volumi ricchissimi di riferimenti. Nasce quindi il cinema stampato, l'iconografia perfetta di una maniera che è di per se iconografica. Ma come tutti gli eroi, anche Kobal è affetto dalla sua kryptonite e muore di Aids troppo presto probabilmente per potersi godere le meraviglie che ha creato. Una gran parte di materiale di Kobal è gestito dalla Fondazione John Kobal che ha concesso di mettere in mostra una serie di scatti esposti ora e fino al 17 settembre presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma. E' un percorso fantastico, sorretto da una serie di documenti filmati. Si rivive proprio quell'alone di memorie. Ed è bello ritrovare immagini rubate, forse mai svelate di antichi film e di attori dal cospetto regale. E' come vedere una dinastia di nobili imperatori. E' tutto così incredibilmente lontano ma attuale al contempo. Di Kobal si conserva la memoria, certamente ciò che della memoria di altri ha fatto la sua. Segno indelebile di un genio imperturbabile, iconico fino alla fine della sua terrea vita.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 13 Luglio 2017 14:44 )  

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