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PAZIENZA e la Nona arte

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Paz genio irriverente della Nona Arte
 
di
ELISA CANTISANI
 
 
Andrea Pazienza, geniale interprete delle ansie e le aspirazioni della sua generazione, è stato quella che si definisce una “meteora”: la sua fulminante carriera, dall’esordio su Alter Alter nel 1977, al 1988 - anno della sua tragica scomparsa - ha prodotto tra le più pregnanti testimonianze artistiche ed espressive di un’epoca attraverso la più innovativa delle arti, la Nona: il fumetto. Nasce nel paese natale della madre, San Benedetto del Tronto (AP), nel 1956, ma cresce nel paese natale del padre, San Severo (FG), i cui scenari naturali sono spesso sfondo delle sue vignette più nostalgiche. All'età di dodici anni si trasferisce per studio a Pescara, dove frequenta il Liceo Artistico “Giuseppe Misticoni”, e stringe amicizia con il noto fumettista Tanino Liberatore. Dedito all’attività artistica già a San Severo, probabilmente influenzato da quella del padre, è in questi anni pescaresi che crea i suoi primi fumetti, in parte tuttora inediti, e realizza una serie di dipinti; collabora, inoltre, col Laboratorio Comune d'Arte; "Convergenze", che dal 1973 espone i suoi lavori in mostre sia collettive sia personali. Nel 1974 si iscrive al corso di laurea in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo (DAMS) presso l’Università degli Studi di Bologna, ma abbandonerà gli studi a due esami dal conseguimento della laurea. La frequentazione del DAMS sarà fondamentale, più che per la sua formazione artistica, per le conoscenze e le amicizie che intreccerà durante quegli anni: Enrico Palandri, Pier Vittorio Tondelli, Gian Ruggero Manzoni, Freak Antoni, Francesca Alinovi e molti altri.
Il rapporto di Pazienza con Bologna è un rapporto intenso, determinante nella lettura di ogni sua opera: gli anni della contestazione bolognese, del Movimento del '77, fanno da sfondo al fumetto Le straordinarie avventure di Pentothal, il suo primo lavoro pubblicato a puntate sulla rivista Alter Alter, nel 1977. Nello stesso anno, con Filippo Scozzari, entra a far parte del gruppo che realizza una rivista con un titolo dalla forte eco dadaista: Cannibale, fondata da Stefano Tamburini e Massimo Mattioli, a cui si unirà in seguito il già citato Tanino Liberatore.La personalità esuberante di Pazienza, il suo istrionico talento – e, come non manca mai di ricordare, la sua necessità di denaro – lo portano ad altre collaborazioni, come quella con il settimanale di satira Il Male dal 1979 al 1981, e poi alla fondazione, con il gruppo di Cannibale e con Vincenzo Sparagna, del mensile Frigidaire, nel 1980.
La collaborazione con Frigidaire rivela un Pazienza molto prolifico, per quanto insofferente alle scadenze e alle pressioni editoriali. Sin dai primi mesi di vita della rivista realizza soggetti e disegni per decine di storie in bianco e nero, a colori, e con tecniche miste. Tra i personaggi, Francesco Stella, L';investigatore senza nome, Pertini. Realizz anche copertine di dischi, un calendario, alcuni poster, e spot grafici. Inoltre, collabora con autori più e meno noti, da Tamburini e Scozzari a Nicola Corona e Marcello D'Angelo.Negli anni che vanno dal 1982 al 1985 Pazienza amplia ulteriormente i propri orizzonti: si dedica all’insegnamento,dapprima presso la Libera Università di Alcatraz di Dario Fo e poi, nel 1983, alla Scuola di Fumetto e Arti Grafiche Zio Beininger, fondata da Brolli e Igort a Bologna in collaborazione con l'Arci locale, dove insegna a fianco di Magnus, Lorenzo Mattotti, e altri. Qui tiene un corso fino al giugno del 1984, e racconta la sua esperienza di insegnante qualche anno più tardi nel romanzo a fumetti Pompeo. Il suo ingresso definitivo nella cultura popolare è segnato, in questi anni, dalla produzione di manifesti cinematografici (tra i quali quello della Città delle donne di Fellini nel 1980, e quello per Lontano da dove, regia di Stefania Casini e Francesca Marciano, nel 1983), videoclip (Milano e Vincenzo di Alberto Fortis e Michelle dei Beatles per il programma di Rai 1 Mister Fantasy), copertine di dischi (come Robinson di Roberto Vecchioni, S.o.S brothers di Enzo Avitabile e Passpartù della Premiata Forneria Marconi) e campagne pubblicitarie. Lavora anche per il mondo del teatro, a cui si era avvicinato già in adolescenza, realizzando scenografie e ideando locandine, come nel caso dello spettacolo di teatro-danza Dai Colli (coreografia di Giorgio Rossi) della compagnia Sosta Palmizi.
Fa inoltre ritorno alla pittura, esponendo nuove opere a Bologna e a Roma, e decora con pitture murali l'aula del Polo Didattico della Facoltà di Lettere di Genova. “Il fumetto è evasione, è sempre evasione, deve essere evasione, del resto la parola evasione è una bellissima parola, evadere è sempre bello, la cosa più saggia da fare…Poi, se c’è qualcos’altro, ben venga” dice Andrea, che “qualcos’altro” che fosse evasione lo aveva trovato: la fama che conosce in questi anni grazie al suo lavoro ha da contraltare l’inizio del suo rapporto con le droghe pesanti. Dopo la sperimentazione di marijuana e psichedelici negli anni della gioventù, finisce, come tanti della sua generazione, nel baratro senza scampo dell’eroina, alternandosi tra periodi in cui riesce a distaccarsene e periodi in cui non riesce a farne a meno. È proprio a causa di questo che ben presto viene bollato come "tossico", (anche se lui stesso, come testimonia una video-intervista a Red Ronnie del 1984, amava scherzarci sopra), lavora di meno e viene abbandonato dalla fidanzata storica, Elisabetta Pellerano, che aveva iniziato una relazione con l'amico comune Marcello Jori. Trasferitosi a Montepulciano nel 1984, e apparentemente disintossicato, nel giugno 1985 conosce la fumettista Marina Comandini e, un anno dopo, la sposa. Nel frattempo, continua a collaborare con le più importanti riviste italiane del fumetto, tra cui Linus, e partecipa alla creazione del mensile Frizzer (che si affianca a Frigidaire).
 
 
Durante il suo soggiorno in Toscana crescono le sue collaborazioni, ed è qui che nascono le opere legate alla sua crescente passione per la poesia e la storia: Pompeo, Campofame da un poema di Robinson Jeffers, Astarte. 
Nella notte del 16 giugno 1988 l’ardente Pazienza si spegne improvvisamente a Montepulciano. La moglie, Marina Comandini, disse che il marito si era chiuso nel bagno della loro abitazione la notte precedente e che, dopo circa venti minuti, sarebbe stato trovato morto. Secondo una testimonianza di Sergio Staino, a seguito di un soggiorno in Brasile per disintossicarsi, Andrea era tornato in Italia - apparentemente riabilitato -, chiedendogli però con un espediente un'ingente somma di denaro. Ottenutala, avrebbe comprato dell'eroina che sarebbe stata la causa della sua morte: questa non fu però mai rivelata dalla famiglia, che lasciò intendere che fosse deceduto per un malore improvviso dovuto a cause naturali.Pochi giorni dopo la sua scomparsa, si apre a Peschici la prima mostra che avrebbe dovuto tenere insieme al padre Enrico.PAZ è sepolto nel cimitero di San Severo. Aveva detto al padre:"Se mi dovesse succedere qualcosa, voglio solo un pezzo di terra a San Severo e un albero sopra"

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 10 Maggio 2022 11:34 )  

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