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La viola della Kremerata a Torino

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Ula Uljona Zebriunaite è forse più nota come la prima viola della Kremerata Baltica, l'orchestra di Gidon Kremer. A parte questo particolare, la sua presenza come solista nella bellissima Sinfonia Concertante in Mi bem. per violino e viola K. 364 di Wolfgang Amadeus Mozart è stata di grande bellezza. Certamente è interessante ascoltare una compagine come gli Archi dell'Orchestra Filarmonica di Torino che dialogano sia con il proprio direttore e violino primo, Sergio Lamberto che con la Zebriunaite; il senso della ricerca musicale, di toccare le punte dell'aldilà, di quel mondo sconosciuto a chi non ha l'orecchio nell'anima è matrice di un lungo lavoro che può portare a grandi risultati. Infatti il senso mozartiano dell'infinito, della ricercatezza cromatica e della distensione di una profonda spiritulità sempre ricercata si racchiude in diverse composizioni del nostro compositore; la concertante è una di quelle pagine che è stata suonata con grande grazia, amore e maestria. Il duo concertante ha saputo esprimere con passione e professionalità l'istinto di Dio che è insito in quest'opera di Mozart. Non una nota inutile, non un passaggio poco significativo in un tutt'uno sincero, sereno, spettrale. Lo spettro sonoro alla base del concerto degli Archi della Filarmonica di Torino (a cui si sono aggiunti i fiati necessari) che ha esordito proprio con una ricercatezza del suono, del cromatismo, di quella fantasia stupenda che sa essere nuvole e cielo assieme, senso di tempo e di infinito, Silouan's Song di Arvo Part è tutto ciò, una forte tendenza alla sintesi dei suoni, una ricercatezza spirituale che si conclude con la Sinfonia in Fa diesis "Degli Addi"di Franz Joseph Haydn. Su questa sinfonia è stato scritto tanto, individuando in quell'estremismo del finale, del lasciare la musica solo come eco in forma di protesta , il punto fondamentale. In verità, Haydn maestro fra i maestri, ha saputo intessere già un significato romantico del senso d'infinito della musica; tutto il percorso della Sinfonia porta a ciò, alla proposta di un segno che possa essere indefinito, immortale come può essere il suono che trattiene, il suono che gira intorno in un finale apparentemente sospeso, raro esempio di musica aperta, di un romanticismo fatto di passioni e di intenzioni. Bello veramente, bello il senso che Sergio Lamberto con i suoi musicisti ha voluto imprimere a questo concerto, bello il suono in una sala come quella del Conservatorio "Verdi". Per questo ben ci stava una parte della Kremerata, orchestra di rara ricercatezza e di bellezza, così è ora come sarà proprio nel tempo infinito della musica.

 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Novembre 2011 19:42 )  

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