Marco Cantini
"SIAMO NOI QUELLI CHE ASPETTAVAMO"
"PAZIENZA" - Official Video on YouTube
Un bellissimo lavoro di artigianato sonoro, sincero, semplice e decismente "normale", quando a questa parola restituisco la voglia di ascoltare musica che sia tale priva di quell'esasperato bisogno di ricercare un'originalità spesso priva di contenuto. Ci siamo ascoltati questo disco molte volte per poterne apprezzare i dettagli e siamo certi che ancora siamo lontani dall'aver tutto sotto controllo. Marco Cantini pubblica un nuovo lavoro che questa volta ci riporta indietro al 1977: ci troviamo a Bologna, vestiamo i panni di bracce armate per la rivoluzione operaia. Ci troviamo a rivivere (e riascoltare) una storia d'Italia nuda e cruda di periodi chiamati di "Piombo". La canzone d'autore di Marco Cantini è intensa e ricca di cronaca macchiandola di metafore e riferimenti non semplici da cogliere e spesso troppo lontane di chiunque. Citazioni...tantissime citazioni...innumerevoli dietro la faccia lucida di una musica che non ha pretese di classifiche ma solo il dovere di essere bella come l'arte e il mestiere impongono a chi è vecchio e saggio del settore (e parliamo di Gianfilippo Boni che ha curato la produzione del lavoro). Marco Cantini forse ha dato alla luce un lavoro più grande di lui, a tratti lo sentiamo affannato nella rincorsa di qualcosa che ancora vuole consegnare alla sua storia personale. Eppure, per quanto intenso ed esteso, questo disco non riesce ad accontentarci a pieno. L'appetito vien mangiando e quante cose ancora avremmo voluto dire, scrivere e raffigurare. Bellissimo anche il booklet che, in onore ai fumettisti spesso citati nella track list lunga 15 inediti, non poteva che essere ricco di disegni fatti a mano. Il video di lancio che vi abbiamo lincato all'articolo è una dedica esplicita ad Andrea Pazienza, uno deti tanti protagonisti della rivoluzione culturale di quel periodo.
Marco Cantini: la tua forma canzone contro le hit radiofoniche dalle strutture facili. Il tuo che percorso è, e che obiettivo vuole raggiungere?
L’obiettivo è semplicemente continuare a fare canzoni nel modo che più mi piace, senza condizionamenti esterni. Al di là delle facili etichette, penso che la differenza importante, la vera demarcazione che dovrebbe meritare attenzione, sia quella tra canzoni buone e canzoni meno buone. Canzoni belle e canzoni brutte. Queste si possono ritrovare in ogni forma canzone: sia in quella che chiamano “d’autore”, che in quella definita “radiofonica”. Solo due tra le varie espressioni semplicistiche che non amo, spesso - a mio parere - date oltretutto a sproposito.
Un disco che ha smosso molta parte della critica. Poteva avere di più secondo te e secondo i temi trattati?
In qualche modo sei andato incontro alla censura? Il disco ha ricevuto molti consensi da parte della critica e non solo, andando senz’altro oltre ogni mia aspettativa. Detto questo, a tre mesi dall’uscita ufficiale, spero sia solo l’inizio di un percorso che possa portare ancor più fortuna all’opera. Chiaramente sono molto contento che sia stato apprezzato. Mi renderebbe ancor più felice sapere che l’ascolto è riuscito a stimolare la curiosità di qualcuno, magari spingendo anche a leggere Pazienza, Tondelli, o a interessarsi ai movimenti del ’77, alle vicende di Radio Alice e della Bologna di quegli anni. Sono sempre stato affascinato da certi cantautori dalla connotazione didattica, che sapevano spingermi a documentarmi sui temi trattati, spesso celati tra metafore e colte citazioni. Da quest’ultima considerazione penso si possa capire molto di me e di tutto ciò che è presente nel disco.
Un disco ricchissimo di citazioni, di storia e di personaggi. Un grande escluso da questo viaggio?
C’è qualcuno o qualcosa che hai lasciato per strada? Grazie anche alla lunga “gestazione” dell’album, c’è stato anche molto tempo per pensare ai temi affrontati e ai personaggi. Per quello che volevo dire, per le storie e gli scenari che desideravo raccontare, non ho rimpianti per aver lasciato qualcosa o qualcuno fuori. Sto comunque già scrivendo nuove canzoni per un ulteriore concept, che affronterà altri temi e vedrà nuovi personaggi.
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