Monica Shannon
"ALI"

Monica Shannon da alla luce il suo secondo disco a distanza di 9 anni da un debutto intitolato “Beyond 9” dove avevamo lasciato un certo livello di introspezione e di elettronica portante. Oggi invece siamo chiamati a parlare di “Ali” questo nuovo lavoro che ha in se un’irrefrenabile voglia di espatriare e non solo dalla sua terra d’origine (cosa che comunque aveva già ampiamente fatto 9 anni fa) ma anche da un certo cliché che invece vorrebbe legare a se ogni traccia del disco come una consueta e banale aspettativa. In questo nuovo disco, da una mia personale lettura, la Shannon non sembra voler esplorare tanto i generi diversi quanto più la sua capacità e la sua personalità nel raccontarli. Il gran pregio di “Ali” e di queste 9 canzoni è quello di lasciarci ritrovare l’artista sempre e comunque anche durante il suono di brani apparentemente lontani tra loro come “Make Me Real” e “Something You Should Know”. Quindi mi accodo a gran parte della bella critica che questo disco sta ricevendo e capisco quanto sia difficile darne dei connotati che possano identificarlo in modo univoco. Dal rock reso molto pop allo swing passando per accenni di spazialità elettroniche e momenti di tradizioni irlandesi. E tanto altro ancora…un disco pregiato, altamente ispirato ma forse ancora troppo debole. Da una parte è vero che la personalità conduce per mano, ma dall’altra il passo è ancora incerto e il disco rischia di scivolare in un gusto mal compreso o poco ben veicolato all’ascolto. Mancano ancora melodie davvero portanti e quell’ingrediente che identifichi a pieno l’artista e la sua scrittura. Forse avrei preferito che una simile miscela di ingredienti diversi venissero comunque accomunati da qualcosa di assai particolare. Invece non trovo la stessa trasgressione artistica e spirituale che la Shannon ha riversato sui testi e sulle melodie delle canzoni in quella che trovo riversata sulla produzione dell’estetica del disco. Di certo l’omaggio a Sakamoto celebra il mio gusto e mi fa premere play di nuovo…ma la chiusura con un brano in italiano direi che ho fatto difficoltà a digerirlo…parlando di coerenza. “Ali” è un bellissimo disco. Ma se l’appetito vien mangiando, allora da un bel disco si pretende sempre di più. Sarà un errore di valutazione…la storia non si fa con i se…