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Valentina Gullace: dalla TV al JAZZ

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VALENTINA GULLACE
"La mia stanza segreta"

valentina gullace COVER

"La responsabilità di te" - OFFICIAL HD

L'abbiamo conosciuta sul grande schermo, in teatro e tanto altro... ma oggi la storia di Valentina Gullace passa per la musica dallo spiccato taglio Jazz, mescolando a se la fragilità di una donna e l'equilibrio spirituale che ci vuole per entrare in contatto con le tante contraddizion della vita quotidiana. Ed infatti tutto questo entra in contatto nel gustosissimo singolo di lancio che è "La responsabilità di te" dove si sgretolano le effimere convinzioni della società di oggi, demolendo i cliché di cui ormai siamo schiavi. In questo esordio discografico arrivato in piena maturità (e se ne sentono tutte le caratteristiche), la Gullace si pregia di una collaborazione che imprime al sound e alla direzione artistica una nota di eleganza e di spessore: Fabrizio Bosso. Dunque un disco che mescola al pop di grande sensbilità femminile il Jazz raffinato che non resta chiuso dentro le sue cononiche dettature.

Il jazz che incontra la canzone d’autore… come mai questa scelta stilistica?
Ascolto jazz fin da piccola, devo la mia prima educazione musicale a mio zio Giovanni che mi ha fatto ascoltare tanta buona musica! In particolare sono sempre stata attratta dalle contaminazioni fra il jazz e l’ r’n’b’ ed il soul, così quando ho dovuto scegliere quali brani includere nel mio primo disco fra tutti quelli scritti negli anni, ho deciso di assecondare questo mio gusto lavorando ad un sound che includesse tutti i miei stili preferiti.

Un esordio che non arriva proprio ad inizio carriera… anzi sembra essere un altro tassello da inserire dentro il tuo giù prezioso mosaico di cose. Perché questa scelta?
Ho iniziato a scrivere canzoni all’età di 17 anni ma l’ho sempre fatto solo per me stessa, senza mai pensare di rivolgermi ad un pubblico. Ho continuato a comporre per anni ed anni mentre ufficialmente mi dedicavo solo ai musical girando i teatri di tutta Italia con titoli come "Jesus Christ Superstar", "Frankenstein Junior", "High School Musical", "La febbre del sabato sera"…
Pochi anni fa ho sentito che era arrivato il momento di ammettere a me stessa il bisogno di fare la cantautrice. Così ho messo mano alle mie composizioni più significative scegliendone 11 e le ho inserite in un disco che è uscito il 27 settembre scorso e che si intitola “La mia stanza segreta”.

Fabrizio Bosso. Una collaborazione prestigiosa. Come nasce quest’incontro artistico?
Seguivo le avventure musicali di Fabrizio Bosso da diversi anni e ho sempre apprezzato molto la sua versatilità e il suo inconfondibile fraseggio. Tre anni fa mi fu presentato durante una serata di un amico comune ma ricordo di non essere riuscita a dirgli molto: ero paralizzata dall’emozione. Qualche tempo dopo sono andata ad un suo concerto e di nuovo sono riuscita a dirgli solo due frasi. Quando poi ho iniziato a lavorare agli arrangiamenti del mio disco insieme a Seby Burgio ho espresso il desiderio di ospitare Bosso sul disco e proprio grazie a Seby, che ci ha lavorato diverse volte, ho trovato il coraggio di chiedergli una collaborazione… con somma gioia lui ha accettato! È un musicista eccelso e una persona generosa e disponibile, un grande!

Quante ipocrisie e quante maschere hai distrutto con questo disco? Mi pare che ci siano tante belle verità che vengono a galla… e mi riferisco in particolare al singolo di lancio e non solo…
Questo disco nasce da un mio reale bisogno di esprimermi e di condividere le tante consapevolezze conquistate durante questi anni. Per me scrivere canzoni è sempre stato un modo per esorcizzare le paure e i sentimenti più faticosi da gestire e confesso che espormi così tanto al punto di pubblicare un disco mi ha messa molto in crisi. La cosa meravigliosa della musica è però la condivisione, la possibilità di stimolare riflessioni e di creare connessioni con tante persone. Nei testi parlo della mia vita vera, non saprei fare altrimenti. Sicuramente uno dei temi a me più cari è la ricerca della propria vera essenza, l’aderenza fra chi realmente siamo e quello che facciamo nella nostra vita. La ricerca della verità, della propria verità… per questo ho messo giù la maschera e mi sono spogliata di ogni ipocrisia.

Non hai mai pensato ad altre derive musicali? Altri generi per la tua espressione?
Durante la mia carriera ho avuto modo di avvicinarmi a moltissimi stili, sia per lavoro che per passione. In passato sono stata anche la cantante di una band nu metal stile Evanescence e ho cantato in formazioni hard rock. Quando scrivo i miei brani mi accompagno al pianoforte e ciò che faccio è molto vicino ad un cantautorato più classico, rispetto a quello che è stato poi il risultato del lavoro di arrangiamento nel mio disco. Dunque pensando ad eventuali altri modi espressivi mi piacerebbe esibirmi da sola piano e voce e restituire alla mia musica una dimensione ancora più essenziale, perché in fondo è così che sono nati i miei brani: pianoforte e voce.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Ottobre 2019 16:09 )  

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