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GEDDO: "Fratelli" è il nuovo disco

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GEDDO
"FRATELLI"

COVER GEDDO

"Su la testa" - Official Video

Torniamo a parlare di Davide Geddo che pubblica di recente un nuovo disco di inediti personali dando a questa parola un alto riferimento umano e spirituale. Si intitola "Fratelli", lavoro di grande condivisione visto il numeroso parterre di collaborazioni, cantautori e musicisti intervenuti. Segnaliamo tra questi Folco Orselli, Federico Sirianni e Alberto Visconti che ritroviamo anche nel singolo "Su la testa". Disco di canzone d'autore calssica, pop, partigiana, tracce pulite e trasparenti di emozioni popolari e senza fuoripista di liriche colte di una distanza accademica tra il narratore e il pubblico. Nessuna saccenza e nessuna presunzione dunque. La bella canzone pop d'autore a cui il professore di turno, adatto alle tematiche del main stream, imputerà l'assenza di quel motivo importante o di quella melodia pregnante che faccia la differenza alla pubblica piazza.

Un nuovo disco. Perché questo titolo così intimo?
Volevo realizzare un disco complementare ad Alieni, raccontare quanto di bello c’è nel sentirsi parte di una causa, uscire dal lamento dell’incomunicabilità e celebrare lo spirito dei miei live. Inoltre volevo definire la solidarietà e la combattività di chi si ostina a non passare dalle strade più dritte e trafficate. E’ un momento in cui ho bisogno di raccogliere le forze che mi rimangono e di fare squadra con chi mi capisce quando parlo e quando sento.

Un disco che parla a te stesso o alle persone che ti circondano? Un disco autobiografico o un disco "sociale"?
Un disco rivolto alle persone che mi somigliano e quindi un disco che ha tratti personali intimi e dolorosi ma anche un’attenzione rivolta a chi vive per la musica come la vivo io; senza fermarsi a quello che sgocciola dalla grande zuppa del mondo ma andando a cercarsi l’ascolto e la persona dentro gli uomini e le donne che si incontrano. In questo io vedo molto di sociale o perlomeno di socievolezza.

Tante le collaborazioni e non solo vocali. Cosa mi dici in merito?
La collaborazione per me è un modo di suonare e ribolle in quasi tutte le mie produzioni. In questo disco è più evidente perché mi sono avvalso di tanti amici che incarnano pienamente battaglie condivise come il suonare tra la gente per la gente prima che per promuoversi o aspirare a diventare famosi. Mi viene naturale arricchire i miei brani con musicisti che mi conoscono e che sanno rispettare le mie canzoni in cambio del mio affidarmi a loro.

Cosa ha spinto le tue scelte?
Ho un approccio registico alla realizzazione dei miei album che credo si sposi con i miei testi che sono molto visivi. Di conseguenza scelgo le collaborazioni con lo stesso spirito con cui sceglierei gli attori per un’interpretazione. Tanto dipende dalle sensazioni che mi danno come persone e come artisti. Raramente mi avvalgo di sconosciuti e solitamente so cosa aspettarmi. Ho dei limiti tecnici, sono un cantautore di strada, cerco di arrivare con l’immaginazione dove non riesco ad arrivare con la conoscenza. Gli altri mi sono indispensabili.

E quali sono i grandi esclusi?
Devo dire che non ce ne sono, per ora tutti hanno trovato il tempo e il modo di aiutarmi. Devo anche dire che io ci metto il tempo che ci devo mettere. La realizzazione di Fratelli è durata praticamente un anno. Pertanto ho potuto aspettare i tempi di tutti i musicisti coinvolti. La maggior parte delle collaborazioni era nella mia testa già da tempo. Solo quella con Paolo Bonfanti è venuta un po’ all’ultimo momento perché, ascoltando come stavano venendo i brani, mi è venuto naturale chiedergli una mano. Ed è stato davvero grande.

Un anno davvero difficile. Cosa significa per te uscire con un disco proprio in questo tempo?
Effettivamente conosco tante persone che hanno deciso di sospendere i propri progetti in attesa di tempi migliori; ma ho ragionato sul fatto che il mio disco fa parte di un percorso personale che non può fermarsi. Penso già alla prossima produzione, vorrei che la musica riflettesse la mia crescita personale nel tempo, il bastone a cui appoggiare alcune profondità che ormai devo ammettere a me stesso nonostante le complicazioni che mi causano. In questo senso non avrebbe avuto senso fermare la mia produzione; sarebbe stato sospendere proprio la mia vita. Per chi ha altro a cui pensare in questi tempi tragici spero ci sarà tempo di recuperare quando la mia fame di Live troverà i suoi banchetti.

A quando un video ufficiale come siamo abituati a vederlo?
Non vedo l’ora. In teoria ho già realizzato quello di Su la testa e un Lyric video su Parlandone da vivo ma appena si potrà realizzerò sicuramente altri video. Ho già mille idee. Troppe come al solito.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 27 Novembre 2020 13:09 )  

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