UNKLE KOOK
“Coming in Bunches”
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Dove il colore latino poi abbraccia la surf music per divenire psichedelia. Ironia, allegoria, colori accesi, direzioni alcoliche e l'acido ferroso di qualche buona idea da sperimentare. Tutto questo e molto altro ancora nel suono e nella scrittura di “Coming in Bunches”, il nuovo disco degli Unkle Kook, formazione bolognese di cinque anime provenienti da mondi del suono assai diversi. E tutto questo si sente, tra energia e urgenza. Un disco che forse avrebbe meritato decisamente altro ma che comunque paga di certo il prezzo di sfidare l'ascolto e tutte le sue abitudini...
"Coming in Bunches”. Come lo traduciamo questo venendo a grappoli?
Lo traducete bene! Il titolo per noi parla delle canzoni e l’immagine che avevamo in testa è quella di una esplosione di fuochi d’artificio colorati, o una pioggia di cazzotti a raffiche, perché le canzoni del disco sono piene di spunti e sfumature che si incrociano e si attraversano rapidamente. Dentro a un sound strumentale chiaro e ben definito, abbiamo voluto inserire diversi spunti compositivi molto eterogenei, anche in una sola canzone. Ci piace viaggiare!
Copertina che par esser un manifesto di intelligenza artificiale… ha senso?
La copertina è opera di un caro amico e stimatissimo artista: Thauau. Parla di una terra invasa e desertificata da una fiumana di iguane assassine, che procedono impassibili nella loro opera di assoluta devastazione. Un posto dove di sicuro non si surfa, ma è comunque pieno di onde.
Tutto ha senso in un mondo surreale, ma noi piace nutrirci di un’ironia molto umana.
E invece del futuro troviamo un disco per gran parte live e totalmente di un suono suonato… vero?
Infatti; il disco è stato suonato al Duna Studio interamente dal vivo e registrato su nastro. Adoriamo lavorare lì e volevamo che si percepisse l’onta d’urto della nostra performance, oltre che della musica in sé. I concerti sono il nostro habitat naturale e per questo disco ci sembrava giusto ricercare un suono che trasmettesse il calore delle valvole, l’odore della musica dal vivo.
Che sia uno di quei lavori che dal vivo… vivono meglio?
Su un palco stanno benissimo, è tutta musica piacevolissima da suonare e da vivere e ballare insieme a un pubblico. Ai nostri concerti si suda e ci si diverte. Però in studio non ci siamo risparmiati urla e capriole. Per creare delle dinamiche più fedeli a quelle di un concerto, abbiamo anche deciso di registrare senza usare il click del metronomo, per lasciare la musica libera di trasformarsi in base alle nostre emozioni, per farci travolgere dall’elettricità.
Dal surf alla psichedelia. DI mezzo c’è anche il pop… perché tanta varianza? Siete in cerca ancora di qualcosa?
Speriamo di non smettere mai di cercare. La ricerca musicale può anche essere vista come una scoperta continua. Il mondo si sta sempre più appiattendo e i cambiamenti più sono grandi, più sanno di vecchio e di già visto, penso ad esempio alle guerre e ai nuovi e sempre meno subdoli fascismi dell’era moderna. Noi vorremmo fare il contrario e non rinchiuderci dentro a un’idea o ancor peggio a un genere musicale; non per snobismo o per retorica, ma per una sincera passione per tutto ciò che è bello, per non precluderci la possibilità di accarezzare qualcosa di nuovo o di contemplare il suono di un paese lontano. Siamo musicisti di formazione diversa, ma a tutti noi la musica piace quando ci sorprende, perciò cerchiamo di scrivere in questo modo, forti di un sound che possiamo portare anche in un deserto… invaso dalle iguane!
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