Alèm
"Sogni vituali"
"Chissenefrega" feat. Oxi - Offical VIDEO
Punk, rock, post "pop" lo chiamerebbe qualcuno. E la modernità va di scena dentro soluzioni digitali e non, dentro una critica sociale che ha anche la forma popolare ma si dimostra matura, intelligente e puntuale. E non deve mancare quel peso "poetico" che non banalizza tutto e in questo, prima ancora che nei suoni, questo primo disco di Alèm dal titolo"Sogni vituali" si dimostra decisamente privo di appigli al santo pop da spettacolo e radiofonica di consumo.
Viviamo ormai in una condizione virtuale? Secondo te… andrà sempre peggio oppure ci stiamo ribellando un poco? Insomma: ANDRÀTUTTOMALE?
Il futuro mi spaventa, ma credo nel progresso. Nonostante dinamiche politiche agghiaccianti, credo che le nuove generazioni possano dare molto, questo non vuol dire staccarsi dal mondo virtuale ma semplicemente conviverci con cognizione di causa, a differenza di una fascia d’età decisamente maggiore che vedo molto più capace di creare spiacevoli situazioni online e soprattutto molto egoista all’interno della società. In sintesi andrà comunque tutto male? Probabilmente si.
Non pensi, giusto per restare sul tema, che l’ego dell’uomo non permetterà di venir messo da parte dalle macchine? Come a dire: sono più bravo io dei computer…
Credo che in campo artistico non possa avvenire un cambio che porti le redini in mano alle macchine, forse mi sbaglio. Spero però che l’ego dell’uomo non sia tale da mettere in dubbio l’etica. Spesso alcuni esperimenti sono focalizzati non sulla ricerca specifica ma sull’arrivare primi ad un determinato risultato e questo mi preoccupa.
E il tuo suono digitale che arriva dalle macchine? Non trovi sia una contraddizione vista la denuncia che fai?
Non vado contro la tecnologia ma contro il rapporto mal gestito fra l’uomo e la macchina. Il suono digitale serve proprio a rappresentare un mondo in cui coesistiamo con la virtualità. La vera critica è rivolta a noi, il cellulare, facendo un esempio banale, è un oggetto inanimato, sarebbe assurdo criticarlo. Ancora una volta è chi si tuffa in esso senza riuscire a restare a galla che sbaglia, non lo smartphone.
Nel tempo che viviamo, cos’è la prima grande cosa che sta mancando nella vita degli uomini tra gli uomini?
Non saper gestire la noia. Il tempo di mettersi in dubbio e pensare. Il momento in cui non si ha una valvola di sfogo continua e ci si guarda dentro, si migliora, si crea. Nel rapporto con gli altri non vedo grosse lacune, il non saper gestire il rapporto sociale deriva sempre da una mancanza di approfondimento individuale.
Questo disco secondo te è politico?
Qualsiasi cosa è politica, un paio di scarpe, lo spot delle merendine, i canali televisivi, la scelta di uno sport… perché questo disco non dovrebbe esserlo? L’apparente assenza di ideali politici all’interno di lavori artistici sono a priori una presa di posizione nei confronti della società.
Questo disco secondo te è un disco di pop moderno?
Non saprei, è un disco rap, il pop arriva in alcuni suoni, ma per le tematiche trattate non mi sento di dire sia un album pop al 100%. Comunque spero solo sia un disco il più possibile completo.
E se ti chiedessi di che colore è questo disco?
Il colore è chiaramente il verde, lavorando alla copertina, istintivamente ho pensato al verde eppure se dovessi dare una spiegazione a questa scelta non ci riuscirei.
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