E' sempre un gran brutto momento quando persone come Lindsay Kemp non fanno parte più del nostro terreno vivere. Come cattolicamente si dice, si muore. Bene per Lindsay Kemp, livornese di adozione e inglese di nascita, il senso di rimanere su questa terra era racchiuso nella sua essenza di essere. Essere una persona privilegiata dal fatto che potesse sentire emozioni e trasmetterle al proprio pubblico. DI questi tempi alquanto autistici non è cosa da poco. Forse non sono neanche tempi autistici ma stupidi, rozzi, barbari. Ebbene Lindsay Kemp con la sua arte della simulazione, dissimulazione riusciva a rendere vero ciò che era favola. Sognatore di pensieri, Kemp non ha mai lasciato il segno della provocazione tout cort ma anzi, il suo darsi al pubblico significava sempre aprire il dibattitto sull'importanza della vita e non della morte. Votato al segno, al gesto corporeo, alla maschera e a quell'idea di essere manifesto di se stesso, Kemp riuscì a raggiungere vette di grande creatività. Di creatività sincera. DI teatro nel teatro e nella vita del teatro. Non si fermò mai. Ha amato vivere e vivere di sé e degli altri che gli narravano le vite. E' stato ricco di vita, di emozioni e di arte creativa. La sua grande energia nel creare, nel dare movimento al movimento lo rendono ora indispensabile nel ricordo. In tempi in cui le emozioni sono privilegio di pochi e conoscenza di non molti. Ecco se Flowers fu il suo più intimo racconto di se e della sua omosessualità, della scabrosità della vita non vissuta, tutto quello che ne è nato è trasmissione di eredità che ha un valore inestimabile. Fu David Bowie, Kate Bush, fu mille vite ma fu soprattutto essenza di vita. Mancano pertanto persone come lui quando passano in altre dimensioni. Il suo spirito, o meglio la sua anima sarà fonte di ispirazione, si spera, per molti creatori di emozioni sulla scena della vita e del teatro della stessa. E' questo pensiero che ci rende la vita migliore, speranzosi di un futuro che non sia malato di demenza e che possa ritrovare la forza infantile di essere bello per sè e per gli altri.