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I giovani migranti italiani

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Il numero di italiani che emigrano all'estero è ufficialmente superiore a quello degli stranieri che arrivano nel nostro paese.

Il triste dato è contenuto nel Rapporto Italiani nel Mondo pubblicato oggi dalla Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana. Le partenze dall'Italia hanno infatti raggiunto nel 2013 il numero di 94 mila persone, cifra superiore ai flussi dei lavoratori stranieri immigrati in Italia, che sono ogni anno circa la metà di questa cifra, precisamente 43 mila nel 2010.

L'aumento in valore assoluto rispetto al 2013 è di quasi 141 mila iscrizioni, il 3,1 per cento nell'ultimo anno.La maggior parte sono uomini (56,3 per cento) e la classe di età più rappresentata è quella dei 18-34 anni (36,2 per cento).

Il Regno Unito è il primo Paese verso cui si sono diretti i recenti migranti italiani con una crescita del 71,5 per cento rispetto all'anno precedente. Seguono la Germania (11,5 per cento di crescita), la Svizzera (+15,7 per cento) e la Francia (+19,0 per cento).

Dati come questi si prestano a infinite riflessioni sullo stato economico-sociale del nostro paese ma soprattutto si collocano in un quadro che non può che ispirare un senso di tristezza e malinconia verso la gioventù del nostro paese, costretta a emigrare verso terre in grado di offrire maggiore sicurezza economica e opportunità lavorative, sempre più spesso per obbligo, sempre meno per voglia di conoscenza.

La rabbia si mescola alla tristezza quando si parla di persone particolarmente talentuose e preparate, come neolaureati o ricercatori, che invece di essere considerati fiore all’occhiello del sistema, sono obbligate a trasferirsi in un altro paese, il quale finalmente gli offre un riconoscimento adeguato, occasioni per poter mettere alla prova il frutto di anni di sacrifici e condizioni lavorative accoglienti.

 La mancanza di occupazione e di adeguate offerte formative creano un ambiente ristagnante per la creatività, demoralizzano, annullano gli obbiettivi e obbligano i ragazzi a approdare su sponde migliori, alla ricerca di un conforto che purtroppo, in madre patria, non possono trovare.

“I giovani devono partire per curiosità non per disperazione. I giovani devono avere la possibilità di scegliere. E mai partire solo perché non hanno altra scelta” –Renzo Piano

 

Nora Mulè/tirocinante presso Deapress

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 08 Ottobre 2014 19:26 )  

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