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Supererò lo scoglio ?

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Questa mattina ho ritrovato un appunto a matita,i non so di quale anno, proviamo a riscriverlo:

ore 12.53 - Supererò lo scoglio?

Sto camminando da trenta anni e oggi superando uno scoglio mi sono fermata. 
Mi fermo e rifletto.Torno Indietro... di quanto? Solo di pochi passi o di pochi minuti.
Penso e ripenso  alla frase precedente lo scoglio "geografia visuale o visiva?"
No! Quella mia amica l'ha chiamata geografia della percezione. Forse nel blocchetto precedente c'è scritto.
Cerco di trovare lo scritto precedente e come tante volte mi appunto la frase "superare lo scoglio".
L'appunto sul blocchetto, ma vorrei scrivere tutta l'azione e così riscrivo la frase senza l'interrogazione "Supero lo scoglio".
Nella mente c'è l'interrogazione, mentre nel mio cuore cerco di dare conferma all'azione che deve o dovrebbe avvenire.

Volevo scrivere dei libri, fin da quando ero una bimbetta, recitavo a me stessa le storie che inventavo e da grande durante i miei viaggi, lunghi e duri, per passare il tempo nei deserti mi immaginavo cose belle e colorate.
Qusta è stata da sempre la mia ricchezza,,,,saper vivere nel sogno gli istanti di memoria più difficili.

il sogno segreto di ogni persona è quello di sopravvivere, almeno nel ricordo, alla propria morte. Pensare che la tua vita è un granello ma che diventa importante a seconda di come si vive, di come si agisce, di come ci descrivono ed altro ancora... che può diventare d' esempio per generazioni. Allora perché no!
Forse scrivere una testimonianza e comunicare dei pensieri (semplici o complessi) o dare messaggi positivi  possono essere storicamente importanti per le generazioni future. E perché non provare?

Ritorno all'azione iniziale, alzo lo sguardo e osservo l'orizzonte, guardo verso il mare. Presente, passato e futuro sono lì e mi aspettamp. Quindi come posso iniziare a raccontarmi? Questo scritto è forse un intimo contronto con uno sdoppiamento della percezione? A quante domande dovrò rispondere per poi trovare la linea da seguire?

Mi racconto sempre tante cose, faccio sermpre tanti salti ma il pensiero costante è un'altra cosa rispetto al pensiero riflesso. Tra il pensiero e l'azione intercorrono tante variabili: ora forse ho superato lo scoglio. Ho ritrovato uno scritto che mi porta dentro alla riflessione di una vita dolce, amare e saporita. Forse anche sofferta.

Eccomi sono tornata al presente e che vedo? Guardo, sento e leggo. Sono sotto la mia osservazione. Cosa ero prima di oggi?
Fino ad ieri guardavo il mondo in modo strano, distratta e vagheggiavo sognando il fututo aspettando una meteora che mi svegliasse. Forse i miei miti mi hanno portato fuori strada, forse ho calpestato un "ego" nascente. Ora che ho superato - scrivndo questa pagina - il primo "scoglio" , ora dovrò iniziare a dialogare con un interlocutore sconosciuto e acculturarmi o fare riferimento a dei saggi. Boh!

Sono qui a Portofino sotto la pioggia e scrivo, scrivo "forse" cose senza senso. Come sono buffa, anch'io mi guardo. Come mi vedo? Come mi vedono? Come mi vedranno se pubblico  questa riflessione?
 
Ho una borsa/valigia piccola, la macchina fotografica, un vestito estivo con una giacca nera. Occhiali da sole. Piove... e io continuo a scrivere. Ora osservo chi mi osserva.  Un giovane guarda dall'altra parte e ogni tanto sbircia ma senza curiosità. Altre persone fanno finta di niente e invece mi osservano mentre scrivo sotto la pioggia. Due ragazze se ne fregano e vanno per la loro strada. E' ridicolo stare sotto la pioggi a scrivere, appoggiata su una borsa e con la macchina fotografica che potrebbe sciuparsi. Osservare e scattare è uguale a scrivere: l'occhio e la mente sono strettamente a contatto. 
Mi hanno già fatto notare che devo coprire la macchina fotografica perché altrimenti si danneggia.
Provabilmente sono una deficiente!

Sono cambiati i tempi, odio portare la mia Nikon come  un oggetto sacro. Mi piace così, un oggetto di uso e consumo. E poi oggi mi sono fatta un'altro tipo di fotografia, mi sono fermata ad osservare con la mente. Con la paura di iniziare a scrivere mi sto perdento molte occasioni . Fino a pochi minuti fa, pensavo solo a fermare le immagini con la macchina fotografica ora invece sto scrivendo. Mi ritorna in mente che devo decidere da dove iniziare. Beh! inizio da dopo lo scoglio.

Quindi da oggi fino a quando mi fermerò, scriverò per gli altri/e, questo è il mio primo racconto inusuale.

La costa ligure è stupenda. Mi sembra ieri che sono passata da S.Margherita con Fabio. Ricordo che tornavamo dall'Africa, ieri eravamo in Spagna, era già sera e continuare per l'autostrada ci sembrava azzardato, così decidemmo di capeggiare per poi la mattina dopo dedere Portofino al suo risveglio.  Domandai a Fanbio quanti soldi avevamo. Mi rispose con un gesto preoccupato "ventimilalire" , così decidemmo di cercare un campeggnio e dopo averlo trovato e visto il prezzo che chiedevano ci siamo posti il problema se era meglio con quei soldi "mangiare o dormire?". Allora? Mangiare naturalmente, ora che eravamo tornati dall'Africa in Italia con due pizze "ce la saremmo cavata". Volete sapere il seguito dell'avventura? Era il 1979 e tutto ci sembrava così caro.

Vi racconto cosa successe attraverso il nostro dialogo:

"Guarda Fabio lì c'è uno spiazzo vuoto dove possiamo mettere la tenda, lasciamo tutto qui e andiamo a cena"

Ebbene i soldi bastarono appena per le due pizze e l'acqua e tornammo dove avevamo lasciato la moto e i bagagli. Sistemammo la tenda per dormire e con la stanchezza accumulata passammo subito nel mondo dei sogni. Dormivamo come ghiri sui sassi ma non importava eravamo "giovani avventurosi e forti".

"Fabio senti questa musica? Non ti sembra si sentire delle macchine che si fermano vicino a noi?

"Sì! ma qualcuno sta urlando,,,"

"Sì! cosa dice?"

"Dice "Sono matti"

Mettendo la testa fuori ci accorgemmo che eravamo capitati in un posteggio di una Discoteca che iniziava a lavorare dopo mezzanotte. Per poco una macchina ci aveva eviitato ed era andato a chiamare il proprietario che era arrivato imprecando e venne a dirci di sparire in pochi minuti altrimenti avrebbe chiamato la polizia.

La stanchezza aveva iniziato a farsi sentire, ora i muscoli iniziavano a rilassarsi e il corpo si rifiutava di alzarsi.

"Dai alziamoci dobbiamo smontare la tenda" 

"Senti come grida il proprietario ascolta cosa dice..."

"gli stupidi dovrebbero sparire dalla faccia della terra come pure sti' morti di fame"

A gran fatica riuscimmo a spostare la tenda nella sottostante insenatura della spiaggia. Non montammo la tenda ma la usammo come coperta e controcoperta. Non potevamo certamente montare una tenda su sassi duri.

La mattina quel piccolo pezzo di sassi era pieno di ciclisti che durante la notte erano venuti a dormire lì, per poche ore prima di riprendere la corsa. Forse non eravamo stati del tutto originali- 

Oggi 25 maggio 1991 mi riappacifico con S. Margherita!

Una sensazione veramente strana quella di rileggere cose che non ricordavo. Ebbene quello scoglio l'ho superato. Ho quasi realizzato il mio sogno segreto "Scrivere" e l'ho fatto realizzare anche ad altri/e.....ma "a che pro" se poi puntualmente sono stata derubata del mio tempo reale e delle mie cose più care. Quanti scogli ho dovuto superare. Ed ora supererò il prossimo scoglio?

 

 

.

 

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 28 Luglio 2018 18:23 )  

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