Sabato 30 Novembre presso il Centro di documentazione D.E.A si è svolto un incontro con Barbara Balzerani - scrittrice (ex-militante nelle brigate rosse) . Oltre a presentare i suoi libri ha parlato delle sue emozioni personali fuse direttamente con le vicende contemporane. Insieme a Lampronti, Grippi e Abatangelo hanno ripercorso storicamente e insieme ai numerosi partecipanti, la Storia iItaliana e non solo, dalla fine degli anni ’60 agli anni ’70, con una introduzione del quadro storico e socio politico di quegli anni, legata a doppio filo con la sua storia personale di Barbara Balzerani.
Come racconta la stessa Balzerani, la scintilla che più delle altre la coinvolse nelle lotte fu la vicenda cilena che la portarono a prendere coscienza che i problemi internazionali appartenessero a tutti, come la reale paura, che un colpo di stato potesse accadere anche in Italia, tenendo soprattutto a memoria che tutta l’aria dell’Europa mediterranea era sotto dittature come la Spagna di Franco, il Portogallo di Salazar e i colonnelli in Grecia. Barbara un po’ restia incomincia poi a parlarci della dura e lunga esperienza del carcere, delle sue sofferenze, dell'isolamento dalla vita, dello strappo tra il dentro e il fuori e vivere senza rendersi conto di quello che succedeva all'esterno, dei cambiamenti...e suo vivere come in coma e poi una volta uscita del suo sentirsi estranea alla vita e non riconosce più il mondo.
Successivamente ci addentriamo nei problemi del mondo contemporaneo, pieno di contraddizioni e di difficile lettura e interpretazione, la Balzerani mette in primo piano la tematica ambientale: “ è la cosa più importante che ci spinge a fare una scelta tra la vita e la morte” che ci impone a vivere un tenore di vita più in sintonia con l’ambiente. Pone l’accento anche sul recuperare quei diritti fondamentali che sono stati cancellati col passare degli anni, che erano stati acquisiti grazie alle lotte di quegli anni e che da parte dei governanti, dei media e della classe dirigente vengono messi in un angolo con la “scusa” della crisi, che esiste ma che a volte viene presa come capro espiatorio per non fare nulla e anzi demonizzare e dare la colpa ai “privilegiati” degli anni passati che hanno avuto fin troppi benefici.
Ad ascoltarla c'era un pubblico molto interessato, composto anche da giovani, e in tanti sono intervenuti/e con domande, creando così un importante momento di riflessione, analisi e confronto.








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