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Il dramma degli sfratti

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L'agenzia di stampa "Ansa" (1) riporta cifre gravissime sul problema degli sfratti, gran parte dei quali per "morosità incolpevole". Oltre 5mila in esecuzione in questo momento a Roma, altrettanti a Milano, ventimila negli ultimi 3 anni nella sola Lombardia.
Questo mentre il Sole24 ore stima in almeno mezzo milione i senza fissa dimora nel cosiddetto "Belpaese" (2). Di fronte a queste cifre drammatiche il colpevole silenzio del governo Meloni è assordante. Peggio ancora: con un nuovo disegno di legge si colpevolizza l'occupazione abusiva (3), dettata dalla assoluta disperazione di masse sempre più numerose che non hanno nessuna speranza di poter pagare un affitto, essendo esclusi persino dalla forma di macelleria nota con l'eufemismo di "mercato del lavoro".

Negli ultimi anni, l'emergenza abitativa in Italia è diventato l'ennesimo dramma di cui difficilmente si parla sulla stampa "mainstream" e sui principali mass-media. Anche questo è dovuto a una precisa volontà politica di "mettere sotto il tappeto" i reali problemi che affliggono la popolazione, per distogliere l'attenzione pubblica con vere e proprie stupidaggini come il proibire i termini di derivazione anglosassone sui documenti ufficiali, o sui soliti comodi capri espiatori di ogni repressione governativa come i cosiddetti "raver".

In compenso, il governo Meloni (come il governo Draghi prima di esso), è estremamente prodigo-non solo di iniziative e di retorica- ma persino: di soldi per finanziare la guerra in Ucraina. Una stima prudente, parla di un costo complessivo di circa 200 miliardi di euro (4), incluse le spese indirette che la partecipazione "in seconda persona" al suddetto conflitto in corso comporta. Però -nelle "alte sfere"- si ripete il mantra: "sosterremo l'Ucraina fino alla fine". Guai a chi dice il contrario. Qualunque dubbio "sostiene Putin". Ora, alla fine dei quattrini ci siamo arrivati. Se non si fossero sprecati in imprese belliche, si sarebbe rischiato di avere ancora "qualcosa in cassa", magari per finanziare il famigerato "Istituto case popolari".

Quest'ultimo in realtà "non è fatto per funzionare". Cominciamo con il dire che la sua gestione su base regionale, evoluzione che si è avuta dal 1977 al 1990 (5), porta a inevitabili differenze locali, ovviamente discriminatorie, esasperate dal meccanismo di assegnazione degli alloggi tramite bandi. Leggiamo il testi "di riferimento": "Per la precisione, gli alloggi dell’edilizia urbana sono destinati a:persone senza reddito o con reddito inferiore ai limiti di legge;portatori di handicap e disabilità; genitori single con figli a carico; cittadini senza fissa dimora."(6).

Queste norme sono assolutamente insensate se consideriamo che...Ad essere senza reddito o con reddito irrisorio (a prescindere da quali siano "i limiti di legge") è la maggioranza della popolazione. Burocraticamente difficile è essere registrati come "senza fissa dimora", anche se si è cittadini (italiani o comunitari). Se poi si è "migranti clandestini", per questo istituto noi "non esistiamo proprio". Per quanto riguarda i "portatori di handicap o disabilità" possiamo vedere nella pratica che la promessa (spesso neppure mantenuta) di un alloggio è un ricatto che viene spesso (e volentieri) applicato a coloro che vengono arbitrariamente marchiati con una diagnosi psichiatrica da loro non voluta nè riconosciuta, per piegarli al regime di "mantenimento sotto farmaci". Proseguendo su questa strada si rischierebbe così che persino l'essere "genitori single" possa diventare non una scelta ma un ricatto (se non fai un figlio, niente casa), se non fosse che le case, appunto non ci sono....L'alloggio non è quindi considerato "un diritto a prescindere", ma diventa una concessione della "carità pelosa" dei nostri governanti (locali in primis e nazionali poi).

A questo si aggiunge che solo un quarto della spesa complessiva nel settore edile (quindi considerati sia i soldi pubblici che quelli privati) viene messo nella costruzione di nuove abitazioni (7), e un rapido sguardo ai cantieri della vostra zona vi rivelerà che al 99% queste non sono di edilizia "per i comuni mortali" (i quali non avendo reddito o avendo un reddito irrisorio non hanno e non avranno mai i soldi per un affitto, figuriamoci se li avranno per l'acquisto di una casa).

Forse è quantomeno il caso di "ripensare le priorità" a livello di "governo nazionale"....

Fabrizio Cucchi /DEApress


(1)https://www.ansa.it/sito/notizie/magazine/numeri/2023/04/16/ricominciano-gli-sfratti_e343ac48-6678-4121-b3d1-329eedf17f7e.html
(2)https://www.ilsole24ore.com/art/senza-tetto-10-anni-italia-si-sono-quadruplicati-125mila-500mila-AE6tsRu?refresh_ce=1
(3)https://www.altalex.com/documents/news/2022/06/16/occupazione-abusiva-immobili-disegno-di-legge
(4)https://www.money.it/quanto-costa-italia-guerra-ucraina-spera-supera-pnrr#:~:text=Stando%20all'Ukraine%20support%20trucker,%2C2%20miliardi%20l'anno.
(5)https://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_Autonomo_Case_Popolari
(6)https://www.laleggepertutti.it/413629_case-popolari-chi-ne-ha-diritto#Casa_popolare_chi_ne_ha_diritto
(7)Nel 2017 veniva infatti stimato al 25% fonte: https://italiaindati.com/edilizia-e-costruzioni-in-italia/

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