Le ultime elezioni in parte dell'Europa sembrano aver timidamente fatto risalire le sinistre. In Francia il Presidente Hollande, dell'area socialista, ha sorpassato l'ormai non credibile Sarkozy.
In una zona della Germania la Merkel si è vista retrocessa a favore della sinistra. Anche in Italia il centro destra ha subito un fortissimo calo. E' risalito il movimento di Grillo ed ha conquistato anche la poltrona di sindaco.
Preoccupante resta l'avanzare dell'estrema destra: in Francia Le Pen ha conquistato quasi il 18% .
Il portavoce dell'esecutivo U.E a Bruxelles Olivier Bailly afferma: “La crisi ha aumentato il disagio sociale creando terreno fertile per i partiti populisti. Per superare i grandi problemi di oggi bisogna agire insieme, serve più Europa e non meno”.
In Gracia le ultime elezioni non hanno avuto la forza ncessaria di comporre un governo ma anche lì la destra xenofoba è aumentata progressivamente.
L'Europa dell'Est già da tempo ha una buona percentuale di estrema destra dove spesso sono riemerse realtà razziste.
Una unità soltanto monetaria non facilita aspetti di comprensione umanitarie anzi, le rende fredde e distanti dal contesto sociale e umano.
Le fredde imposizioni germaniche sulle rigidità dettate dalla Bundesbank – come in Italia le disposizioni dettate dalla lettera della BCE - hanno aggravato la mancanza di un sentito europeismo come valore imprenscindibile rivolto alla collettività degli stati membri altamente integrati, ai cittadini del mondo.
La globalizzazione ha sbagliato natura; la vera globalizzazione ha ancora da nascere.
Con una realtà imposta alle fredde regole monetarie non potrà mai sbocciare l'idea di Stati Uniti Europei. Un tempo brevemente famosi ma troppo presto dimenticati.
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