Il quotidiano “La Stampa” riporta oggi la notizia secondo cui Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, parlerà in pubblico (forse dal balcone dell’ambasciata), oggi alle 15, per spiegare le sue ragioni...Ripercorriamo brevemente gli ultimi avvenimenti che lo hanno visto protagonista. Il 19 Giugno scorso, costui si rifugiò nell’ambasciata dell’Equador a Londra, dopo che era apparsa imminente la sua estradizione in Svezia, paese che lo vuole processare sotto l’accusa di violenza carnale. Una delle sue accusatrici sarebbe sospetta di essere legata alla Cia o quantomeno agli ambienti anti-castristi (http://www.granma.cu/espanol/noticias/7diciem-detras.html). Dopo circa due mesi di discussioni, il governo dell’Equador, aveva deciso, nei giorni scorsi, di concedergli l’asilo politico, (http://www.ilpost.it/2012/08/16/ecuador-e-regno-unito-litigano-su-assange/) motivandolo con il rifiuto anglo-svedese di dare formali assicurazioni che Assage non venisse in seguito estradato negli Usa dove rischierebbe la pena di morte sotto l’accusa di spionaggio. La Gran Bretagna, oltre a fare pressioni sull’Equador, minacciava, o quantomeno considerava l’idea, di “prenderlo con la forza “ anche all’interno dell’ambasciata, mentre si verificavano manifestazioni, con scontri e arresti di fronte all’ambasciata ( http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/08/16/crisi-diplomatica-londra-quito-tre-detenuti-di-fronte-allambasciata-dellecuador/ , http://www.guardian.co.uk/media/2012/aug/16/julian-assange-asylum-uk-catch-22 ). Intanto si moltiplicavano le voci secondo cui dietro “l’affare Assage" ci fosse Washington ( http://italian.ruvr.ru/2012_08_18/85474119/ ). E, molti paesi sudamericani si schieravano apertamente con l’Equador ( http://www.granma.cu/italiano/nuestra-america/17-agosto-caso-assange.html ). In seguito l’idea di un blitz nell’ambasciata è sembrata tramontare....Informeremo tempestivamente i lettori e le lettrici dei prossimi sviluppi.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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