World, 11 settembre 2011
Me lo ricordo come fossi oggi, ero alla TV e stavo per guardare il mio telefilm (all'epoca si diceva così) preferito. Purtroppo non lo trasmisero perchè era successo qualcosa di molto grave a New York. Parlavano delle torri gemelle, del world Trade Center. Ma io poco prima ero stata a New York ed in particolar modo avevo scalato, perchè si tratta di una scalata, la grande torre. Mi avevano fatto anche la foto, ma per pigrizia non la comprai. Il prezzo era 5 dollari, beh forse non mi piacque neanche tanto come ero venuta. La distanza era notevole, minimo 10 metri. Infatti la facevano i fotografi poco prima di entrare nell'ascensore che in pochi secondi ti avrebbe portato su in alto. Arrivata in alto c'era un delizioso bar, ed un signore gentile che ti mostrava le foto. La guardai, ma poi non acquistai. Il mio pensiero durante il rincorrersi delle notizie va a quei fotgorafi. Chissà se per una qualche motivo erano fuori, e , si sono potuti salvare.Chissà.Da quel giorno viaggiare è diventato un incubo. Siamo tutti super controllati, anche se le contraddizioni restano. infatti il mio cavalletto per la la macchina fotografica è considerato arma improria mentre l'ambrello no. Da quel giorno, dobbiamo ammetterlo con sincerità, siamo diversi. Tutto è diverso. Per un musulmano, distinguibile dal colore della pelle, dai tratti somatici e dalla lingua, quel giorno segna l'inizio di un incubo che, dieci anni dopo, non si è ancora spento. Chi è salito su un qualsiasi aereo, in quel maledetto settembre 2001, non può dimenticare la cintura sanitaria umana che si creava naturalmente per emarginare una «percepita fonte di pericolo». Anche se il malcapitato e inoffensivo passeggero di turno non aveva alcuna colpa. Quelle immagini delle Torri Gemelle che, stuprate dagli aerei dei terroristi islamici di Al Qaeda, si sbriciolano come castelli di carta, sono scolpite nella nostra mente, e vi resteranno per sempre. Nel mondo arabo, a ridosso della tragedia, prevaleva l'incredulità. La grande potenza, l'unica superpotenza rimasta, gli Stati Uniti d'America, veniva umiliata in casa proprio dall'attacco più sanguinoso e mostruoso. Sembrava davvero la realizzazione dell'evento impossibile. Ecco perché nacquero e si svilupparono in Egitto come in Giordania, in Siria come in Palestina, in Tunisia come negli Emirati, tutte le possibili teorie cospirative. Che placavano l'angoscia dei moderati, convincendoli illusoriamente che il pericolo non si nascondesse in casa propria. Mentre gli estremisti gioivano, fieri di quei kamikaze islamici che avevano osato sfidare fino a distruggere le due gigantesche e laiche cattedrali di New York, cioè il cuore pulsante del business internazionale. Ma io resto incredula, ci sono state tante rivoluzioni, mediatiche, di sangue, soffocate, fintamente riuscite, ma oggi siamo davvero in una democrazia? c'è davvero giustizia? Credo che basti andare in un tribunale italiano e constare il livello di arretratezza nellq auel operano a volte loro malgrado gli utenti giuridici. Le carceri, ma anche il servizio sanitario. Tante domande senza risposte.
Maria Grazia Silvestri
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