Amnesty International lancia l'allarme affinché la popolazione ivoriana non sia lasciata da sola nella sua richiesta di giustizia per i crimini commessi in quasi un decennio di conflitti.
La notizia: Laurent Gbagbo, ex presidente della Costa d'Avorio, dal 30 Novembre 2013 è detenuto sotto l'autorità della Corte penale internazionale (Icc) per rispondere delle accuse di crimini contro l'umanità che sarebbero stati perpetrati dal suo governo contro la popolazione civile a partire dal dicembre 2010.
Fin qui tutto bene, se così si può dire.
Il fatto è però che nel 2010 la situazione nel paese era già compromessa da tempo, perché già dal 2002 un fallito golpe ai danni di Gbagbo era sfociato in uno stato di guerra civile permanente, situazione che aveva comportato anche una proroga del mandato presidenziale, dal 2005 al 2006, per l'impossibilità di garantire la sicurezza nelle elezioni, nonché interventi (più volte messi in discussione nella loro legittimità e trasparenza) da parte dell'esercito francese.
Così fino al 2010 quando, in seguito a elezioni presidenziali che lo vedevano sconfitto, Gbagbo ha manovrato per la soppressione di alcune sezioni elettorali strategiche fino al ribaltamento dell'esito elettorale, suscitando la reazione ostile della comunità internazionale e nuovi scontri nel paese, fino al suo arresto nel 2011 a opera delle forze speciali francesi.
Lasciando alle istituzioni il complesso compito di fare luce sull'intera vicenda, l'impegno di Amnesty International è volto a far sì che le indagini siano estese anche agli anni precedenti al 2010, cioè fino al 2002, perché la richiesta di giustizia di migliaia di vittime non resti, ancora una volta, inascoltato.
Stefano Campo/DEApress
fonti:http://www.amnesty.it/ex-presidente-costa-avorio-trasferito-a-corte-penale-internazionale
http://www.reset.it/reset-doc/il-caso-laurent-gbagbo-e-il-diritto-alla-differenza
http://it.wikipedia.org/wiki/Laurent_Gbagbo
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