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Intervista al Governatore della Prefettura di Yamagata

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Di Ivan De Stefano

Sua Eccellenza il Governatore, da quanto tempo ricopre la sua carica governativa alla Prefettura di Yamagata?

Sei anni e 11 mesi da gennaio 2016 (venne inaugurata a febbraio del 2009).

Può dirci qualcos’altro riguardo il nuovo patto di cooperazione stipulato tra la Fondazione Romualdo del Bianco e la Prefettura di Yamagata?

Prevediamo di utilizzare le opportunità presentate da questo accordo per espandere scambi culturali, la conservazione dei beni culturali e gli scambi turistici, trasmettendo informazioni riguardo la ricca tradizione culturale della regione di Yamagata, con un bellissimo territorio naturale e varie culture di cibo.

Trova che l’Italia, ed in particolare la Toscana, sia una buona partner per le promozioni culturali e commerciali del Giappone?

Si.

Come si rapporta la città di Yamagata con l’attuale economia globale?

La nostra economia nella sua complessità si impegna verso nuove strutture per il libero scambio, come il TTP e il FTAs (ACL) tra i Paesi. In questo periodo il nostro scopo è quello di sostenere lo sviluppo a lungo termine delle Industrie di Yamagata attraverso l’espansione olistica e globale di organizzazioni internazionali, oltre alla promozione del turismo e degli scambi economici, coinvolgendo le regioni in rapido sviluppo attraverso organizzazioni come l’ASEAN, lavorando per la costruzione di società solide.

In particolare, quale settore produttivo promuove l’esportazione?

Prodotti agricoli, cibi trattati, oggetti di artigianato tradizionale, manufatti.

Quali investitori esteri può attirare la città di Yamagata e in quali settori?

Noi siamo interessati ad attirare le imprese interne nazionali e gli investimenti dai seguenti settori: imprese coinvolte in elettronica organica , biotecnologia, lavorazione ad ultra precisione e tecnologia all’avanguardia. Inoltre, le compagnie automobilistiche che mettono a frutto una collezione di aziende partner che rappresentano i vari punti di forza di Yamagata; quelli riguardanti la salute, il benessere, la terapia o i generi alimentari, prodotti agricoli di ottima qualità.

Com’è percepita l’Italia dagli investimenti Giapponesi a breve e lungo termine? E quali sono i settori di maggiore interesse?

Per quanto riguarda le esportazioni, noi a Yamagata siamo molto interessati nel continuare a promuovere i nostri prodotti (sake, Tsuyahime rice, Edamame etc…) e a consolidare un mercato di esportazione in UE, con l’Italia come punto d’appoggio. Confidiamo che la nostra presenza al recente EXPO di Milano, dove siamo stati in grado di approfondire la comprensione del nostro territorio ai visitatori , aiuterà questo processo.

In conclusione, ringraziandola per la sua disponibilità, le porgo un’ultima domanda, può dirci la sua impressione riguardo l’Italia in questo momento di crisi economica in Europa?

Riguardo il settore economico, sia storico che attuale, l’Italia è vista come una delle nazioni principali d’Europa.  Comunque ho l’impressione che l’Italia abbia molte sfaccettature che le permettono di essere indipendente, come la musica, l’arte, il design e altre attività culturali, sport e cultura del cibo. Questo si estende anche al settore industriale, con le industrie di automobili e tessili. Ritengo anche che il territorio dell’Italia, la cultura del cibo e molte altre caratteristiche la rendono simile a Yamagata.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 24 Maggio 2016 16:18 )  

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