DEApress

Friday
Oct 09th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Intervista ad una donna sahrawi rifugiata in Algeria

E-mail Stampa PDF

Tra le genti saharawi (abitanti autoctoni del Sahara occidentale) la donna ha sempre avuto un ruolo primario e fondamentale sia  nella cultura di appartenenza che nella trasmissione di valori sociali. Durante questi anni di diaspora la struttura della famiglia e il ruolo della donna non hanno perduto l'identità anzi hanno continuato a trasmetterle alle nuove generazioni. Durante un incontro nei campi profughi ho chiesto ad una donna saharawi di parlarmi della sua storia politica e personale.

Domanda: Ricordi qualcosa di quando la tua famiglia con te piccola scappò verso l'Algeria?

Risposta: Ricordo che mia madre lasciò mia sorella maggiore perché aiutasse mia nonna. Poi ricordo la paura e la corsa con le macchine verso il deserto polveroso Ricordo che la sera intorno al fuoco gli anziani parlavano tra loro e le donne sospiravano e piangevano pensando alla famiglia che avevano lasciato. Molte donne avevano affidato i propri figli ai parenti e questo era un dolore terribile.

Quando arrivammo nel nulla e iniziammo a montare le tende ci dissero che sarebbe venuto presto un Referendum che avrebbe riconosciuto i nostri diritti. I miei genitori avevano iniziato ad occuparsi di politica già durante la colonizzazione spagnola, avevano lavorato per i diritti delle donne e degli uomini e discutevano di boicottaggio del processo produttivo coloniale. La mia infanzia nei campi è stata ottima, c'era per tutti l`accesso alle scuole e alle attività lavorative. I miei fratelli andaro addirittura a studiare a Cuba. Eravamo in grado di mantenere e trasmettere la cultura saharawi e la nostra formazione era buona.

D. Dopo tutti questi anni, quale ruolo svolge oggi la donna nei campi profughi?

R.: Il nostro ruolo è primario. Con le scuole abbiamo recuperato e mantenuto questo grande patrimonio per poterlo mettere a disposizione della famiglia e del paese impegnato nella lotta di liberazione. Il ruolo che le donne svolgono,rappresenta la forza e determinazione, che abbiamo messo nel credere nel nostro domani. Grazie agli scambi con altre culture che sono venute da noi abbiamo consolidato la nostra emancipazione.

D.: La vostra capacità e impegno ci fanno pensare che la posizione assunta dalla donna saharawi nella sua società attuale  sia, come tu dici,  molto emancipata, Ma non pensi che potrà regredire?

R.: No perché c'è una posizione attiva e paritaria nella lotta contro l'occupazione marocchina.

R.: L`organizzazione civile della societa` saharawi poggia essenzialmente sulla donna che predispone e dirige tutte le attività della vita quotidiana all`interno dei campi. Perhé?

R.:  Il motivo di una tale organizzazione è dato dal fatto che gli uomini sono impegnati a condurre la guerra di liberazione militare e diplomatica, quindi assenti. E' innegabile la profonda diversità culturale sia dell'uomo che della donna con il resto del mondo arabo.

D.: Come vivono questa stessa situazione le donne dall'altra parte della barricata? Hai notizie di tua sorella?

R.: Sì possiamo parlare fra di noi a telefono, impensabile fino a qualche anno fa. Lei, dato che aveva il passaporto ha vissuto per un periodo in Spagna  e poi è tornata nel Sahara occidentale. Se vai a Dakhla portale i miei saluti.

DOPO QUESTA INTERVISTA HO DECISO DI ANDARE A DAKHLA PER INTERVISTARE LE DONNE CHE VIVONO SOTTO IL GOVERNO DEL MAROCCO.

 

Share

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 02 Marzo 2017 16:28 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Sara Bonafè . 09 Ottobre 2026
COMUNICATO STAMPA A 60 anni dall’alluvione di Firenze, gli “Angeli del Fango” arrivano sul grande schermo: al Festival dei Popolila prima assoluta del documentario di Marco Spagnoli “Angeli del Fango – La Meglio Gioventù europea” di Marco Spagnol...
DEAPRESS . 09 Ottobre 2026
Per la Giornata Mondiale della Salute Mentale, sabato 10 ottobre 2026 in Piazza dell’Isolotto, nel Quartiere 4, a Firenze si terrà l’iniziativa “Salute mentale senza confini: persone e comunità” In base alla consapevolezza che la salute mentale rigu...
Antonella Burberi . 07 Ottobre 2026
riceviamo e pubblichiamo Notizie dagli Archivi VERSO IL MUSEO ALINARI. CONVERSAZIONI Cinque appuntamenti con i protagonisti del progetto museologico per immaginare il futuro degli archivi fotografici e dei musei Villa Fabbricotti 8 ottobre – 14 ...
Antonella Burberi . 07 Ottobre 2026
Broken. Il potere del frammento   Firenze, Palazzo Strozzi 25.09.206 24.01.2027 Un viaggio nella storia della scultura: dall’antico Egitto alla Grecia classica fino a Michelangelo, Auguste Rodin, Louise Bourgeois, Francesco Vezzoli e Danh Vo...
Giosuè Boschi . 05 Ottobre 2026
DISPLACEMENT Luoghi, rappresentazioni e appartenenze nell'arte contemporanea iraniana Palazzo Medici Riccardi, Galleria delle Carrozze, Firenze Dal 10 ottobre all'11 novembre 2026 A cura di Merry Razavi ed Elaheh Rostamian   Artisti: Arash Mona...
Giosuè Boschi . 05 Ottobre 2026
NESSUNO ESCLUSO Christian Tasso In dialogo con il progetto laboratoriale “Autoritratto Emotivo”Una mostra fotografica sulla diversità 2 ottobre – 8 novembre 2026 I Casalini, via del Gonfalone 29, Foligno ____________________________ ...
Giosuè Boschi . 05 Ottobre 2026
Galleria Immaginaria  Via del trebbio 14\r, Firenze inaugura Dialogo con la materia Un viaggio attraverso la scultura contemporanea EVENTO SPECIALE DELLA SER...
Giosuè Boschi . 05 Ottobre 2026
Il vincitore del Premio Pieve Saverio Tutino 2026 è Nedal Cini Al Zyod   Nato nel 1966 ad Amman, in Giordania, in una famiglia di origini beduine, cresce amato dai genitori, circondato da fratelli e sorelle, educato al Corano ma aperto al dubbio ...

Galleria DEA su YouTube