L'emergenza sanitaria che stiamo ancora vivendo e subendo mette ancora più in luce la varie disfunzioni nazionali; e tra queste sicuramente, anzi soprattutto, il settore " Turismo".
Non si tratta di accentrare l'attenzione sul disastro economico delle mancate entrate del Paese (stimate circa il 41% ), ma di allargare l'orizzonte anche per il dopo-Covid.
Infatti urgentissima è l'istanza occupazionale/sociale: si calcola che in alcune "città d'arte" - in primis Firenze e Venezia - il crollo della manodopera nel settore turistico (alberghiero, ristorativo, museale, paesaggistico e dell'indotto turistico) si aggirerà sul cinquanta per cento alla fine dei conti.
E' l'emergenza dei disoccupati stagionali, in genere impiegati nel settore turistico per pochi mesi all'anno.che pagheranno lo scotto peggiore. Scarsi davvero gli interventi concreti, Welfare approssimativo, alternative nebbiose.
Sarà necessario rivedere a livello globale come usufruire di viaggi e cultura in maniera mirata e prudente; evitando le tragedie sociali e familiari di tanti lavoratori stagionali dimentiacati e senza prospettive.
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