In questi ultimi giorni, tutt* ci stiamo interrogando sull'avanzata dell'estrema destra in Francia. Nella speranza di contribuire costruttivamente al dibattito di un tema che certo non è semplice, e pur diffidando delle eccessive semplificazioni, proverò a "mettere nero su bianco" qualche riflessione.
Macron ha dimostrato tutto il suo odio verso le classi popolari (e verso l'umanità in generale) con la famigerata riforma delle pensioni. L'aumento dell'età pensionabile, l'anno scorso ha scatenato proteste ben oltre le aspettative. Una protesta che alla fine è fallita,e, che come spesso succede con le rivolte e le rivoluzioni sconfitte, "si è rovesciata nel suo contrario".
Nè si può dire che Macron sia particolarmente "tenero" sull'immigrazione. Infatti lo scorso dicembre è stata approvata una riforma molto severa che riduce "l’accesso ai sussidi per le persone migranti, introduce una cauzione da versare allo stato da parte degli studenti stranieri che hanno bisogno di un permesso di soggiorno, crea delle quote di immigrazione annuali, reintroduce il reato di “soggiorno illegale”, rende più difficile per i figli nati in Francia da persone straniere diventare francesi e stabilisce che le persone con doppia cittadinanza condannate per gravi reati possano perdere quella francese." (1)
La politica guerrafondaia di Macron ha soddisfatto in pieno la fazione più sanguinaria della borghesia francese, e questo è un elemento estremamente importante in un paese dove l'industra bellica "sensu strictu" ha un ruolo determinante anche negli affari interni, ma, al di là di questi, è difficile trovare qualcuno che sia davvero soddisfatto dell'operato di Macron.
Le misure contro la crisi climatica -molto sbandierate dal presidente francese- sono state malviste da ampli settori della borghesia, benchè siano chiaramente insufficienti a gestire la drammatica situazione.Con le varie crisi interne (si veda la rivolta in Nuova Caledonia) Macron ha usato soprattutto "il pugno di ferro", e la sua politica in Europa, per un'Europa a guida francese ha incontrato molti ostacoli, scontentando i padroni che sull'egemonia francese "ci contavano", nonchè i ceti agrari che sono storicamente "i perdenti" con la Ue.
Con queste premesse era davvero difficile ipotizzare un successo elettorale dell'attuale presidente.
Il programma dell'estrema destra, al di là di misure che -a mio avviso- è difficile che poi vengano messe in pratica (come l'abolizione della doppia cittadinanza), non si discosta poi molto da quello dell'attuale amministrazione. Anche sul tema della guerra, sebbene si usino dei toni più moderati - e non si desideri dare oggi la soddisfazione ai fabbricanti di armi di regalare a Zelensky i missili a lunga gittata pagandoli con i soldi dei francesi- in fin dei conti Bardella (il "volto giovane" della destra) non è molto lontano da Macron. Quest'ultimo la guerra la vuole oggi, subito, "senza se e senza ma", e soprattutto "senza sentire storie".
Bardella vuole ugualmente la guerra, ma preferisce ottenere prima, su questo tema, l'esplicito pronunciamento degli sciacalletti della Borsa di Parigi, per evitare che ci siano "discussioni dopo" (posizione molto furba, soprattutto se le faccende belliche dovessero "girar male" per l'Occidente, cosa che, sebbene improbabile, non si può ancora completamente escludere).
Sull'immigrazione Bardella dovrà -volente o nolente- fare i conti con tanti soggetti (l'UE, la propria borghesia, gli apparati statali...), e non è affatto scontato che potrà fare 1/3 di quello che proclama di voler fare per accattivarsi i favori della parte peggiore di chi vuole "ordine e disciplina". Persino la retorica anti-europeista di Bardella rischia inoltre di fare la fine di quella della Meloni: ossia di venire dimenticata una volta al governo. Tuttavia spaventa la fazione più timida della borghesia europea, e scontenta persino chi, all'interno della Borsa di Parigi, vorrebbe un'Europa guidata dai "cugini" d'Oltralpe.
Di qui le grandi coalizioni che si stanno formando contro l'avanzata di Bardella. Vedremo se queste saranno sufficienti a fermare l'estrema destra.
Ovviamente spero di sbagliarmi, ma credo che se anche l'avanzata elettorale dell'estrema destra fosse fermata, ciò "non farebbe la differenza" ....Temo infatti che le disastrose politiche di Macron continueranno sia con Macron stesso a portarle avanti, sia con altri a "far da facciata"....
Fabrizio Cucchi /DEApress
(1)https://www.ilpost.it/2023/12/20/legge-immigrazione-francia-approvata/
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