Breve visione di un mondo "nuovo"

Persi tra il turbine generazionale ed il riciclo stantio, navigano gli umori della società odierna.
Giunse, silenzioso, l’avvento di internet e dei nuovi media: Molto sembravano promettere, molto sembravano offrire alla vita quotidiana per renderla meno noiosa. Sempre più istantanea.
Così le macchine ci hanno raggiunti nei bar, a lavoro e prima ancora nel salotto di casa, figurando una nuova compagnia che ogni volta sapeva cosa dire e cosa fare. E l’iniziale disagio della loro presenza è svanito assieme alle vecchie cornette e alle istruzioni di montaggio dei Commodor.
Prima l’”uomo o la gallina”, dopo “l’uomo o la macchina”?
Inevitabilmente siamo arrivati a percepire quasi naturale la presenza di corpi digitali all’interno della nostra routine, i cui vantaggi sono stati di sicuro senza precedenti: Ad esempio avere contatti dall’altra parte del mondo poteva divenire realizzabile con uno schiocco di dita, così come esplorare un continente che prima si sognava soltanto, restando comodamente seduti davanti alla scrivania.
Aumentate le interconnessioni, tutto il mondo ha cominciato a ruotare attorno alla parola “online” . Essere connesso è uno stato privilegiato, attivo: Immergersi nella giungla del web offre la possibilità di assaggiare pagine e pagine di quotidiani scorrendo su una “Home” , afferrare al volo un paio di scarpe o la lampada unica che sarebbe perfetta in camera è semplice quanto fare un “click”, così come gestire i propri conti o pagamenti, così come poter trasmettere un - “mi piace” - su un bel social blu, dove è facile impacchettare ogni espressione graficamente con emoticon, simboli, faccine giallastre pronte per essere usate in ogni momento.
Cambiamenti.
Cambiano i modi di fare, cambiano i tempi in cui le cose possono essere fatte. Allora le lancette dei nostri orologi cominciano a battere ritmi più frenetici, a scorrere incessantemente mentre noi arranchiamo.
Siamo sommersi da possibilità di scelta infinite, da minuti che avanzano e si perdono nell’istantaneo. Finisce che in questo sovrannumero di opzioni la nostra mente resti bloccata, incapace di operare davvero per sé, ma piuttosto per il sistema.
E se siamo persi nell’inseguire una ragione nascosta, come fare a trovare la nostra?
In quale regione scegliere di abitare se non si ha presente l’intera mappa?
Rapiti in quel viaggio per il progresso, tempestati da una moltitudine di “modelli” proposti h24 dinanzi a schermi, cartelloni pubblicitari, locandine.
Il tutto ha l’effetto di una grande gomma da cancellare. Spazzare via le coscienze ed il senso critico è questione di poco. Eppure ciò che si può arrivare a conoscere tramite internet oggi, non ha precedenti, se vi si ha un approccio consapevole.
Così il web si fa ferita e insieme arma. Che uso farne? A voi la scelta.
Elide Salvemini/ DEApress
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