COMITATI DEI CITTADINI- FIRENZE
SEDOTTI E BIDONATI?
Approvato il nuovo Piano Strutturale di Firenze
Sul Piano Strutturale di Firenze avevamo già espresso le nostre critiche al momento dell?adozione e le controdeduzioni alle 380 osservazioni, presentate nel frattempo, non l?hanno certo migliorato.
Il "Piano Renzi", che conclude un iter che durava dal 2004, è tutt?altro che a ?volumi zero? e interessanti affermazioni di principio che contiene dovranno fare i conti con l?eredità di Domenici, basandosi su un quadro conoscitivo e su decisive previsioni del Piano precedentemente adottato (2004 e 2007). Ma al di là delle cifre a non convincere è l?idea di una città banalizzata, consegnata al turismo globale, mentre i residenti e alcune funzioni pregiate sono sempre più allontanati in periferie "densificate", dalle quali e verso le quali è sempre più difficile muoversi.
Sono pochi i meriti di questo Piano:
a.. porta l'attenzione sui principali nodi critici della città: la mobilità, il sistema del verde, il consumo di suolo e la compatibilità ambientale, cioè i temi strategici della qualità e della vivibilità a Firenze
b.. sceglie di non includere gran parte delle residue volumetrie del PRG vigente ribadendo la prerogativa dell?operatore pubblico a dichiarare l?edificabilità
c.. si pone il problema di avviare un vero servizio ferroviario metropolitano
d.. individua gravi criticità nel posizionamento della stazione dell?AV nell?area ex Macelli
Mentre più numerosi sono i demeriti:
a.. sottrae troppi luoghi alla pianificazione, rimandando a fasi successive molte decisioni strategiche
b.. non difende efficacemente le colline e le aree paesaggisticamente rilevanti
c.. accetta tutte le volumetrie derivanti dai Piani attuativi già approvati senza tentare alcuna rinegoziazione, in particolare per il P.U.E. di Castello che, da 30 anni a questa parte, è il vero cappio al collo di questa città
d.. introduce meccanismi di gestione, quali quello della perequazione e del trasferimento di volumetrie incongrue, di difficile controllo e gestione, che rischiano di produrre ulteriore cementificazione
e.. per la mobilità propone un farraginoso e poco credibile elenco di infrastrutture che, a dispetto delle affermazioni di principio, prevede molti parcheggi sotterranei che favoriranno la circolazione dei mezzi privati
f. le pur auspicabili pedonalizzazioni, non precedute da un Piano Urbano della Mobilità anche a scala metropolitana, aggravano il problema dell?accessibilità al centro
g. il servizio di trasporto pubblico è confinato su linee sempre più eccentriche o su improbabili ?bussini? pensati più per i turisti che per i fiorentini
h. prima dell?approvazione del RUC vi saranno 20 varianti urbanistiche al PRG vigente che introdurranno ulteriori incrementi volumetrici
i.. contraddicendo le gravi criticità espresse sul posizionamento, mantiene nella cartografia la stazione AV
j. permette alle Ferrovie di trasformare i propri volumi dismessi, non per migliorare l?accessibilità metropolitana, bensì per costruire palazzine stile Leopolda, ovunque nel perimetro delle proprie aree
a. prosegue la fallimentare politica di concentrazione delle funzioni fieristiche alla Fortezza da Basso sostenendo un progetto che distruggerà la vasca dei cigni e il giardino monumentale del Poggi.
Le ombre di questo Piano Strutturale insomma prevalgono sulle luci delle facili affermazioni di principio
In un Documento d?indirizzo, promosso da consiglieri di opposizione e maggioranza e votato contestualmente dal Consiglio, si è posta l'esigenza di una pianificazione a scala metropolitana, e si è deciso di redigere, prima del RUC, il Piano Urbano della Mobilità, di formulare un vero e proprio Piano per l?utilizzazione dei contenitori dismessi e di effettuare la classificazione del patrimonio edilizio esistente di valore storico e architettonico.
Ma si tratta di buone intenzioni postume che hanno a che fare con la dinamica preelettorale più che con la cogenza degli atti amministrativi.
La lista "Spini per Firenze" alla quale, come "Cittadini di Area Fiorentina" ci eravamo riferiti in Palazzo Vecchio, ha condotto in questi due anni importanti iniziative politiche e culturali (tra le quali numerose proposte di emendamenti e 35 osservazioni a questo Piano). Dispiace quindi che la manovra "sgretolante" della maggioranza di Palazzo Vecchio abbia avuto effetto su Valdo Spini che, come già avvenuto in occasione dell?adozione del Piano, ha deciso di votare a favore di un atto politico fondamentale, su cui confermiamo il nostro giudizio critico, ponendosi oggettivamente in sintonia "strutturale" (per l'appunto) con la maggioranza di Palazzo Vecchio. Isolato in questo rispetto alle valutazioni di gran parte della coalizione che lo sosteneva, e diversamente dal consigliere Tommaso Grassi che ha votato contro, Spini a una valutazione oggettiva del Piano ha voluto opporre delle ragioni squisitamente "della politica" che non ci potevano convincere.
Continuando a svolgere la funzione di denuncia dei problemi principali che caratterizzano la nostra città, di proposte in positivo e di partecipazione critica alla cosa pubblica, ci riserviamo di valutare le future forme di collaborazione con le rappresentanze istituzionali, consultandoci in primo luogo con i cittadini, le associazioni e le forze politiche che hanno dato luogo alla coalizione.
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