La riforma delle università, in Francia, ha scatenato le proteste degli studenti. Questa riforma (chiamata LRU, legge sull'autonomia delle università, o riforma Pécresse, dal nome dalla sua ideatrice Valerie Pécresse) prevederebbe l'autonomia gestionale delle singole università; poteri "dittatoriali"(o meglio...normalmente "manageriali") ai presidi, ma soprattutto l'ingresso nei consigli di amministrazione di rappresentanti delle aziende, e di finanziamenti da parte delle stesse...Gli studenti vedrebbero inoltre ridotto (anche ufficialmente, non solo "di fatto") il loro ruolo nel "decision making"delle facoltà.
La maggioranza delle università francesi ha visto esplodere la rabbia degli "alunni", rabbia che sembra radicalizzarsi sempre di più, e spingere sempre più a sinistra le organizzazioni studentesche. Viene anche contestato il fatto che nessuna delle promesse fatte per calmare la precedente mobilitazione contro il Cpe (contratti di primo impiego, che scatenarono le proteste studentesche nel 2006), sembra sia stata mantenuta.
Più della metà delle univesità ha registrato episodi di protesta come l'occupazione degli edifici scolastici.La polizia ha già usato misure repressive durissime, in particolar modo a Nantes, oltre che a Parigi.
La prevista saldatura delle proteste studentesche a quella di varie categorie di lavoratori, e particolarmente alla giornata dello sciopero del pubblico impiego, potrà aprire nuovi orizzonti nella lotta. Personalmente, spero anche in una saldatura internazionale delle proteste studentesche.
Fabrizio Cucchi, DEApress.
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






