La terza sessione consentirà di allargare il dibattito agli altri colloqui di pace (compresi quelli tra Siria ed Israele per le alture del Golan).
Non viene nascosto un certo pessimismo: molte sono le debolezze. L’amministrazione Bush è a fine mandato, il leader israeliano rappresenta praticamente solo se stesso, il presidente palestinese Abu Mazen rappresenta solo una metà della sua popolazione (Hamas non vuole negozaire). D'Alema, ieri notte, al contrario sembrava moderatamente ottimista sull'avvio del negoziato, perché l'impegno americano sulla crisi israelo-palestinese dà "un ritmo e delle scadenze a tutto questo esercizio". Il titolare della Farnesina ha detto che il discorso di Bush "è stato accolto da un applauso unanime", soprattutto da parte dei paesi arabi che hanno deciso di partecipare alla conferenza.
DEApress-Giacomo Brogi
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