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Martedì 27 Novembre 2007 17:36
“Vago e vuoto”, così Laurent Fabius, colonna portante dell’area radicale del Partito Socialista Francese, giudica lo stato del partito a sei mesi dalla sconfitta delle presidenziali. In occasione del primo “forum di rinnovamento” conclusosi ad Avignone e disertato da molti big socialisti, Fabius, sconfitto un anno fa da Ségolène Royal durante le primarie, ha sottolineato come i dirigenti del partito non abbiano tenuto un atteggiamento chiaro durante gli scioperi generali che hanno bloccato la Francia per una settimana. Vaghezza, questa, all’origine della “cacofonia che regna oggi all’interno del PS”. C’è oggi, ha continuato Fabius, una sorta di vuota rassegnazione di fronte al socialismo francese, come se la speranza di un cambiamento fosse un sogno proibito. Dichiarazioni che certo suonano in controtendenza rispetto a quelle di Manuel Valls, astro nascente del partito e abile nel porsi all’attenzione dell’assemblea come il “rinnovatore” del socialismo francese. Valls non ha esitato a prendere le difese del governo nella trattativa con i lavoratori protetti da regimi pensionistici speciali che hanno manifestato nei giorni scorsi: “una sinistra che aspiri al governo del paese” ha affermato “deve oltrepassare il proprio “superio” marxista che la paralizza”. Il partito, secondo Valls, dovrebbe cimentarsi in un’operazione pedagogica che spieghi ai francesi come l’allungamento della durata media della vita dovrà condurre ad un proporzionale allungamento della durata contributiva per salvaguardare il sistema pensionistico.Mai come in questo momento è apparso isolato il segretario del partito, François Hollande, che festeggia oggi 10 anni alla guida dei Socialisti e che ha già annunciato il proprio ritiro in occasione del congresso che si terrà nel 2008. Andrea Pardini, corrispondente DEApress da Parigi
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 10 Aprile 2009 22:12 )