La riforma costituzionale proposta dal presidente del Venezuela Hugo Chavez, è stata bocciata nel referendum svoltosi ieri in un clima di tensione, ma senza incidenti di rilievo. Si tratta della prima sconfitta elettorale del capo dello Stato venezuelano nei suoi nove anni di potere dal dicembre 1998. Nel quartiere generale del 'no' il morale era ieri sera alle stelle, ma mitigata da una parola d'ordine emblematica:"Riconciliazione nazionale". Questo non ha impedito agli abitanti di molti quartieri della capitale, tradizionalmente non favorevoli a Chavez, di festeggiare con balli e canti alla notizia, tanto più gradita perché durante tutta la giornata la vittoria del 'no' sembrava molto improbabile, al punto che tre istituti di sondaggio avevano dato quasi certa la vittoria del 'si''. Teso, ma cercando di utilizzare un tono distaccato, ha riconosciuto la vittoria dei suoi avversari, tornando a pronunciare una sua celebre frase: "Per ora non ce l'abbiamo fatta". Il riferimento è ad una dichiarazione che rilasciò il 4 febbraio 1992, quando guidò un tentativo di golpe contro l'allora presidente Carlos Andres Perez. All'opposizione il capo dello Stato venezuelano ha detto che il risultato prova che il Venezuela è una vera democrazia e che non c'é bisogno di complotti o cospirazioni per vincere". Dopo aver assicurato i presenti che "continuerò la battaglia per il socialismo", Chavez ha riconosciuto che la mia proposta aveva "aspetti molto audaci" che "non hanno precedenti nel mondo", come la giornata lavorativa di sei ore,la "nuova architettura" del potere e la proprietà sociale.
Nicoletta Consumi - DEApress
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