
Nella foto Sayyed Hassan Nasrallah
L’Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah, leader del movimento sciita, ha minacciato Israele di "guerra aperta", ovvero anche al di fuori del territorio libanese.
"Avete ucciso Imad Mughniyeh (responsabile militare degli Hezbollah libanesi n.d.r.) al di fuori del territorio naturale di guerra (il Libano), avete attraversato la linea rossa. Davanti a questo assassinio, e in merito al momento e al luogo in cui è avvenuto (Damasco), ho una parola per voi: se volete questo tipo di guerra aperta, che sia", ha detto Nasrallah nel corso dei funerali di Mugniyeh a Beirut.
Poco dopo che aveva pronunciato questo messaggio rivolto ad Israele, in alcune zone della città sono state sparate raffiche di armi automatiche verso l'alto in segno di approvazione.
Intanto Israele ha elevato il livello di allerta nel territorio nazionale e nelle sue rappresentanze all' estero dopo l’ uccisione a Damasco di Imad Mughniyeh.
Ieri il governo di Ehud Olmert si è detto estraneo a quell'episodio, ma per gli Hezbollah non resta dubbio che egli sia stato ucciso dal Mossad, il servizio di spionaggio israeliano.
Nel timore di attacchi da parte degli integralisti sciiti, i servizi di sicurezza hanno rafforzato la protezione attorno ai principali dirigenti di Israele: innanzi tutto Olmert e il ministro della difesa Ehud Barak.
Non viene peraltro esclusa la possibilità di attacchi terroristici contro istituzioni ebraiche nel mondo.
Un maggiore livello di allerta si nota inoltre nelle ultime ore al confine fra Israele e Libano. Nel frattempo proseguono i lanci sporadici di razzi palestinesi da Gaza verso il Neghev.
Due razzi sono stati sparati verso la città di Sderot dove sono esplosi senza provocare vittime.
"Avete ucciso Imad Mughniyeh (responsabile militare degli Hezbollah libanesi n.d.r.) al di fuori del territorio naturale di guerra (il Libano), avete attraversato la linea rossa. Davanti a questo assassinio, e in merito al momento e al luogo in cui è avvenuto (Damasco), ho una parola per voi: se volete questo tipo di guerra aperta, che sia", ha detto Nasrallah nel corso dei funerali di Mugniyeh a Beirut.
Poco dopo che aveva pronunciato questo messaggio rivolto ad Israele, in alcune zone della città sono state sparate raffiche di armi automatiche verso l'alto in segno di approvazione.
Intanto Israele ha elevato il livello di allerta nel territorio nazionale e nelle sue rappresentanze all' estero dopo l’ uccisione a Damasco di Imad Mughniyeh.
Ieri il governo di Ehud Olmert si è detto estraneo a quell'episodio, ma per gli Hezbollah non resta dubbio che egli sia stato ucciso dal Mossad, il servizio di spionaggio israeliano.
Nel timore di attacchi da parte degli integralisti sciiti, i servizi di sicurezza hanno rafforzato la protezione attorno ai principali dirigenti di Israele: innanzi tutto Olmert e il ministro della difesa Ehud Barak.
Non viene peraltro esclusa la possibilità di attacchi terroristici contro istituzioni ebraiche nel mondo.
Un maggiore livello di allerta si nota inoltre nelle ultime ore al confine fra Israele e Libano. Nel frattempo proseguono i lanci sporadici di razzi palestinesi da Gaza verso il Neghev.
Due razzi sono stati sparati verso la città di Sderot dove sono esplosi senza provocare vittime.
Nicoletta Consumi - DEApress
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